lunedì 24 ottobre 2016

Assemblea per l'ospedale, 24 ottobre 2016

Si è svolta oggi l'assemblea di cittadini, associazioni,
sindacati ecc., presente il consigliere con delega alla sanità Roiati e il dottor Massimo Natalia. Lo scopo è quello di dar forza all'azione dei sindaci del territorio che hanno sottoscritto il documento per il riconoscimento di zona disagiata, con la richiesta di riapertura del pronto Soccorso di Anagni.

I cittadini e le associazioni sono stati finora i principali artefici della lotta per l'ospedale, mentre
sono completamente assenti i rappresentanti politici del territorio, e anche l'azione dei sindaci appare troppo timida.
E' stata avanzata la proposta di sottoscrivere un documento comune che porti, oltre alla firma di associazioni ecc., anche quella di consiglieri e gruppi dei vari comuni. E' stata preannunciata una manifestazione generale.
E' stato richiesto di denunciare, tramite i numerosi legali che ricoprono cariche politiche, il presidente della Regione per le morti per mala sanità.
All'assemblea hanno partecipato anche il Comitato dell'ospedale di Colleferro e il sindaco di Montelanico Allocca, che si è impegnato a ottenere l'adesione dei comuni del versante lepino.
Sono sicuro che, se si riuscirà a convergere su una posizione comune che guardi più all'obiettivo che agli interessi di parte, si potrà ottenere qualche risultato per questo territorio il cui ospedale è stato chiuso solo per motivi politici. RC 

domenica 16 ottobre 2016

Anagni - La vicenda del museo cartina tornasole della politica locale

Finalmente con il bando di concorso per la nomina di direttore sembra che la lunga vicenda del museo archeologico di Anagni sia avvii a conclusione, recuperando il divario con i centri vicini. Importante agire con la massima trasparenza.


Anagni - Parte di trapezoforo (sostegno)

La vicenda del museo di Anagni ancora chiuso, nonostante le finte inaugurazioni (2005) dell'era Fiorito, dimostra una volta di più l'inefficienza e l'incapacità delle nostre ultime amministrazioni.

Le date di inaugurazione (vere) dei musei  dei paesi vicini non hanno bisogno di commenti:
Atina 1997, Aquino 2000, Artena 1996, Pofi 2001, Colleferro 1986, Cori 1997, Norma (4 mila abitanti) 1995, Cave 2013, Bracciano 2006, Ferentino per il suo museo nel 2010, ha ottenuto 300 mila euro,, Segni 2001, Alatri 1996 (il museo di questa città fu ristrutturato completamente tra il 1998-2000, con i fondi europei). Queste date dimostrano le occasioni perse anche dalle amministrazioni degli ultimi decenni del secolo scorso.
Ad Anagni il clientelismo e l'immobilismo hanno prodotto una classe politico-amministrativa che ha determinato l'allontanamento delle energie migliori dalla politica.
In qualche modo la vicenda del museo, come quella dell'ospedale, è la cartina tornasole della politica anagnina degli ultimi decenni, dove spesso persone non sempre all'altezza hanno ricoperto mansioni di responsabilità.
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Il museo archeologico di Anagni, al termine dell'amministrazione Cicconi (2001) era pronto a metà: si dovevano acquistare le bacheche e fare gli allestimenti. Bruno Cicconi trovò il miliardo necessario e lo lasciò a disposizione. Il resto si sarebbe completato negli anni successivi. Molto più facile visto che l'opera era cominciata ... Invece con l'amministrazione Fiorito si ricominciò tutto daccapo con fondi europei e ristrutturando l'intero stabile. Dal 2005 si fanno inaugurazioni ... del museo Enrico (secondo la tabellonistica il museo aveva questo nome ...).
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giovedì 6 ottobre 2016

Anagni - Sull'incontro dei sindaci per l'ambiente

In vista dell'incontro dei sindaci  osserviamo che l'invio della delibera per il riconoscimento del nostro territorio come area disagiata è importante, ma è solo il primo passo. Se non si avranno risposte entro breve tempo, è opportuno che  i sindaci si rechino tutti insieme da Zingaretti minacciando anche la restituzione delle fasce.
Foto C. Ribaudo, 6 ottobre 2012
Quanto ai nostri rappresentanti politici in Regione e al Parlamento, completamente assenti, che si presenteranno solo nel periodo elettorale, chiediamo di smentirci con un loro intervento.

  Con l'occasione e vista la presenza di Buschini, assessore regionale all'ambiente, si chiede di rendere operativo il registro regionale dei tumori già approvato, ma mai finanziato. Il Lazio infatti ha solo il 9,2% del territorio coperto dai registri dei tumori, contro oltre il 45% dell'Italia settentrionale.

Carlo Ribaudo (Comitato Salviamo l'Ospedale di Anagni)

http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2014/08/considerazioni-sulla-situazione.html

http://www.ilgiornalino.net/home/politica/8121-i-9-comuni-hanno-approvato-la-delibera-.html

martedì 27 settembre 2016

Anagni - Domenica 2 ottobre incontro tra Amministrazione e cittadini

Domenica 2 ottobre, alle ore 17.00 nella Sala della Ragione, l’amministrazione comunale di Anagni incontrerà i cittadini per presentare lo studio di fattibilità per la riqualificazione e la valorizzazione dell’area adiacente piazza Cavour , approvato dalla Giunta lo scorso 23 marzo.
Si tratta di un progetto ideato nell’ambito di un più ampio programma di recupero del centro storico e di valorizzazione dei siti archeologici attraverso il miglioramento del contesto, con l’obiettivo di attrarre visitatori e creare un volano economico di cui potranno beneficiare anche i residenti.
In sintesi, l’amministrazione comunale di Anagni intende intervenire per la valorizzazione dell’area adiacente la piazza centrale della città attraverso la realizzazione di una passeggiata archeologica, la sistemazione della cresta muraria, la realizzazione di un parco giochi e di un parcheggio di circa 120 posti auto.
L’amministrazione comunale guidata dal sindaco Fausto Bassetta presenterà il progetto ai cittadini nel dettaglio per condividerlo al massimo, trattandosi di un’importante opera pubblica che riguarderà il centro storico.

lunedì 19 settembre 2016

Frà Guglielmo di Baskerville e la sanità ad Anagni

Comunicato stampa del giorno 18 settembre 2016

Guglielmo da Baskerville, il mitico francescano protagonista de Il Nome della rosa di Umberto Eco, ha tappezzato le pareti del presidio ospedaliero di Anagni con dei volantini in cui si chiede ai politici, al manager asl, agli assessori e al governatore regionale di rispondere ad una sola domanda: a cosa serve il PAT? Il PAT (Presidio ambulatoriale territoriale), come da noi più volte evidenziato, non serve assolutamente a niente, ma costa a noi contribuenti un bel po’ di soldi, almeno 325.000 euro.
Nel Presidio sanitario di Anagni (ex ospedale civile) attualmente la situazione appare estremamente paradossale  per la  coesistenza di Guardia Medica, PAT e PPI (Punto di primo intervento) in un sovrapporsi caotico di funzioni che si vorrebbero tutte trasbordare forzosamente nel PAT;  è bene  puntualizzare che il PPI svolge una  attività comunque di emergenza (stabilizzazione del paziente anche con l’ausilio dei servizi di laboratorio e radiologia),  che la guardia medica svolge una propria attività assistenziale  da decenni per i  pazienti del territorio e che non c’è nessuna necessità di un PAT per svolgere le funzioni proprie dei medici di medicina generale.
Non vogliamo entrare nel merito della spesa di 18.910 euro, soldi  della comunità, per l’acquisto di inserti pubblicitari al fine di pubblicizzare un altro  inutile servizio : l’ambufest ( delibera n.1069/2016); ma è opportuno entrare nel merito dei 325.000 euro, sempre soldi della comunità, che è il costo  della sperimentazione, per un anno, del PAT presso il Presidio Sanitario di Anagni.  Viene spontanea la domanda : ma cosa si sarebbe potuto fare con questi soldi se si avesse avuta la reale conoscenza delle esigenze di assistenza sanitaria del nostro territorio ?
Volendo restare nell’ambito di quanto riportato nel DCA 1 Aprile 2015 n 00134 con il quale è stato approvato l’ Atto Aziendale della ASL di Frosinone,  nella riorganizzazione delle funzioni del Presidio Sanitario di Anagni   consideriamo quello che è rimasto del nostro Ospedale Civile:  solo  il PPI h24, il servizio di laboratorio analisi e radiologia. La funzione propria di un PPI nell’ambito dell’emergenza è quella di trattare in loco casi di minore complessità e di stabilizzare il paziente nei casi di maggiore complessità con successivo trasferimento presso il DEA di riferimento. Ebbene quei 325.000 euro si sarebbero ben potuti investire per contratti ad almeno due medici  per coprire i turni vacanti del PPI con abbattimento dei costi dell’acquisto prestazioni, contratto ad un medico radiologo, contratti per  tecnici per il migliore funzionamento dei servizi di radiologia e laboratorio analisi. Questo avrebbe permesso un netto miglioramento dell’offerta sanitaria, con servizi  più  efficienti, evitando estenuanti attese nel Pronto Soccorso di Frosinone per eseguire accertamenti che nelle ore pomeridiane o nei giorni festivi non possono essere svolti nel presidio di  Anagni,  per  quei pazienti che transitano al PPI. Sarebbe stato un ottimo investimento sulla salute della popolazione dell’area nord della provincia, in attesa che dalla regione Lazio e dal ministero si rendano conto, al più presto, che questo territorio ha necessità di un Presidio Ospedaliero sede di Pronto Soccorso, come richiesto da nove consigli comunali!
E frà Guglielmo di Baskerville? Se qualcuno non interviene subito, come nell’epilogo del famoso romanzo, a lui non resterà che contemplare le rovine di quello che fu il glorioso Ospedale Civile di Anagni un tempo dotato di ben 450 posti letto a servizio di tutta la zona nord della provincia di Frosinone e non solo ( Frosinone e provincia e parte di Roma sud e dei Castelli).

Il Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni

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George Clooney dal 2011 in aiuto del Sud Sudan

Le benemerenze “africane” di un benefattore famoso                                                                                    
Il paese, dilaniato dalla guerra civile che ha fatto e fa migliaia di morti, ha raggiunto i 2,500 milioni di sfollati – Arricchimento dei capi e tribalismo le cause della catastrofe puntualmente doppiata in altri paesi africani.


Attore di sogno per le donne, bravino sul set, George Clooney, più radioso che mai specie in pubblicità tv (Martini - no party?-, Nespresso – what else? -) insospettabilmente ingaggia da quel dì una doppia vita impensata. Come di altre stars sconosciute, si viene a sapere del suo ambizioso impegno pro-poveracci e diseredati, in favore degli spauriti e disperati, braccati dalle catastrofi naturali. Certamente quello che fa non smuove estatici lirismi nei nostri cuori, pur tuttavia gli sprazzi estratti dal recente passato sfumano nell'elogio catapultandoci allo tsunami del 2004 e alle sue centinaia di migliaia di vittime. Lui v'ebbe parte attiva mettendo fondi a disposizione. Come pure confermò il suo fattivo endorsement in occasione di svariati sismi (Iran, Pakistan, Messico ecc.). Dal 2011 non stravolge nessuna certezza partecipativa alle pene del Sud Sudan, sfoderando sempre sostegni pecuniari allo Stato resosi quell'anno indipendente dal Sudan ed ora funestato dalla guerra civile tra le due fazioni dominanti che ha provocato finora ben 2,500 milioni di sfollati e migliaia di morti. Non stona nel panorama-Clooney la sua eminentissima proposta riguardo ad atrocità ed orrori commessi contro l'umanità fuggiasca e transeunte: avvicinare le tranquille società occidentali - in linea però esse stesse con l'orrida babele delittuosa inscatolata nel quotidiano dei loro propri tormenti -, ai crimini perpetrati, rendendoli visibili, filmandoli e diffondendoli, come fanno i fotogiornalisti al fine di inchiodare i responsabili aguzzini mano-lesta sui soldi e dai crudeli istinti De Sade. Non male come clamorosa stangata, peraltro non agevole da concretizzare, visto il difficile accesso sui luoghi della tragedia. Semmai, in subordine, giustiziere buon senso suggerisce almeno il ricorso alla pubblicazione delle atrocità. Lo svolazzante progetto, nondimeno più prossimo alla velleità che alla certezza, attende verifiche. Ma Clooney intanto ha fatto la sua parte per questo neo-Stato che, dopo la secessione dal Sudan, s'è ritrovato con i tre quarti del petrolio che vantava il vecchio Sudan anglo-egiziano. Il suo attuale e funambolico presidente Salvakir avrebbe misteriosamente ma magicamente inguattato incontrollabili ricchezze, spargendone i proventi nei caveaux di mezzo mondo (così dicono i bene informati). Tra lo strazio della gente in fuga, intruppa anche un fatterello che sembra una acida freddura. Salvakir e il suo nemico, comandante della fazione avversa, simil versione nera dei ladri di Pisa, si autoincensano mercè l'anacronistico possesso di due villoni da favola, uno per ciascuno per non scontentare nessuno, situati vicinissimi nel pieno centro di Nairobi, capitale del Kenya. Alla faccia del popolo sovrano... Una guerra per modo di dire? Non si direbbe, viste le sofferenze prodotte. Alla base del guerriero groviglio africano si piazza la farcitura di due cause micidiali : 1) L'arricchimento di presidenti, giunte, notabili, funzionari, generali, colonnelli ecc. per lo più bugiardi e ladri e assassini; 2) il tribalismo. Entrambi inevitabili, entrambi ineluttabili. Le varie guerre africane, non molte per la verità come si vorrebbe accreditare, mirano non solo al potere, ma alle risorse del paese trasfigurate poi in denaro contante. E l'odio tra le varie tribù, più che altro di differente etnia, è talmente radicato da portare spesso all'eliminazione indiscriminata, al genocidio – vedi Uganda, 10 anni fa. Perciò nulla da recriminare se l'inflazione in un mese ha raggiunto la punta astrale dell'800%. Basteranno allora 100, 1.000, 10.000 Clooney a sanare il ciclopico problema?   

                                                                                                                            Giovanni Passa                                                                                         


giovedì 15 settembre 2016

Anagni ospedale - PAT: di male in peggio

Il PAT (Presidio Ambulatoriale Territoriale), attivo da poco ad Anagni e che dovrebbe durare un anno, non è nient'altro che un grande ambulatorio di medicina generale. Infatti le prestazioni che il PAT eroga sono le stesse del medico di famiglia: prescrizione di farmaci, certificati medici, medicazioni, attivazione del 118 medicalizzato ecc., senza nessuna prestazione d’urgenza.
Il PAT, nell’intenzione della Asl dovrebbe alleggerire l'ospedale di Frosinone; ma che senso ha
attivare un PAT dove esiste già un Pronto Primo Intervento (PPI)?  In quest’ultimo prestano regolarmente servizio medici specialisti di Pronto Soccorso e Urgenza, anestesisti rianimatori e internisti, cioè medici in grado di gestire in maniera più idonea pazienti con problematiche complesse. Infatti il PPI dispone nelle ore diurne di un servizio di radiologia, laboratorio analisi e in alcuni giorni della settimana di consulenza cardiologica, urologica, chirurgica e vascolare. Se, p. es., al PPI arriva una persona con dolore toracico viene attuato il protocollo del dolore: tracciato ECG, prelievo degli enzimi; nel PAT, invece, il paziente viene solamente visitato e inviato all'ospedale più vicino.
Se si considera che il PAT costa 325.000 euro all’anno contro i circa 200.000 del PPI non si capisce perché si vuole togliere il PPI e sostituirlo con il PAT; bisognerebbe invece potenziare il PPI magari con qualche posto letto di osservazione breve, una Radiologia h 12 con refertazione online di notte, Laboratorio analisi h 12, e reperibilità notturna. In questo modo, con una spesa pari se non inferiore a quella del PAT, si potrebbero accogliere anche  tutti i codici Verdi soccorsi dal 118 e decongestionare realmente l’ospedale di Frosinone.

Ospedale di Anagni, servizio Rai (2012).


La nostra battaglia è quella di passare dal Punto di primo intervento al Pronto Soccorso e non tornare indietro.

In vista della revisione dell’Atto aziendiale (entro novembre) si chiede a tutti i sindaci e a tutte le forze del territorio di attivarsi per il potenziamento del PPI e per il Pronto Soccorso, come già stabilito anche nella delibera dei sindaci.


Argomento gia trattato a luglio 2016.

martedì 13 settembre 2016

Anagni - Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale e ...posti riservati

Il Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di quest'anno è stato bello, partecipato e ben organizzato.

http://anagniarte.blogspot.it/2016/09/trionfo-di-pubblico-e-di-critica-per-la.html

Una novità positiva, sfuggita ai più, è che per la prima volta da decenni i posti riservati erano pochi; non si sono viste quelle due o tre file lunghissime di posti in prima fila, che poi venivano puntualmente occupati dai clan familiari che facevano capo al politico di turno. Si è persa così la possibilità di osservare la piccola borghesia scalatrice, ma si è fatto un passo avanti sulla strada del rispetto e dell'uguaglianza dei cittadini.
Questo, lo sappiamo con certezza, è merito del sindaco e dell'assessore alla Cultura.



sabato 10 settembre 2016

Resistenze dei parlamentari a difendere l'ospedale di Anagni

Per le prossime elezioni regionali e nazionali gli elettori del territorio dovrebbero anche tener conto che
 1) L'argomento ospedale di Anagni è tabù per chi vuole far carriera politica in questa provincia.  I coraggiosi sono pochissimi.
2) E' ormai chiaro che la fine dell'ospedale di Anagni è stata decisa in provincia (perché si doveva salvare un altro ospedale che ogni logica condannava). La Polverini per prima e Zingaretti poi si sono affidati alla politica clientelare campanilistica dominante in questo territorio (2018).
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La domanda che tutti si devono fare è perché ci sia questa freddezza nel sostenere la delibera dei sindaci da parte di parlamentari e consiglieri regionali di tutti i partiti, eletti nel nostro territorio. Alcuni di loro si sono anche attivati per interrogazioni su ospedali di altre zone. Per esempio la senatrice Spilabotte di Frosinone si è impegnata giustamente per gli ospedali di Bracciano,  Monterotondo e  Subiaco (link). Il deputato Pilozzi di Acuto ha preso giustamente posizione per Alatri . Non risultano neppure prese di posizione a favore del nostro ospedale da parte di rappresentanti politici del centrodestra, (Jannarilli, Abbruzzese ecc.), gruppo che quando era al potere con la Polverini decise la chiusura dell'ospedale. Forse tutti questi politici ritengono che difendere l'ospedale di Anagni significhi fare un torto a quello di Alatri (stesso distretto ASL) e mettersi contro Alatri e il suo potere politico potrebbe pregiudicare la loro rielezione?
In questa "competizione" tra i due ospedali, inventata dai politici, il momento più importante è il piano della commissione sanità della Regione Lazio del 2009 (giunta Marrazzo) che prevedeva la costruzione di un nuovo ospedale ad Anagni con la "delocalizzazione dei vecchi ospedali di Anagni, Alatri e Colleferro" (vedi link).
Con la giunta Polverini, con l'anagnino Fiorito capogruppo di maggioranza, non solo non si parla pìù di nuovo ospedale ma si decreta la chiusura di quello esistente (settembre 2010), mentre altri progetti vanno avanti (vedi link). Anche la giunta Zingaretti sembra aver dimenticato del tutto Anagni e il suo territorio.
Ospedale di Anagni, 30 11 2012
In realtà i due ospedali di Anagni e Alatri potrebbero coesistere, visto che la nostra provincia, che ha più di 500.000 abitanti, è stata molto penalizzata dai tagli alla Sanità; attualmente ha solo quattro ospedali aperti. A titolo di esempio la provincia dell'Aquila con 306.000 abitanti ha 6 ospedali, quella di Macerata con 320.000 abitanti ne ha 9 (dati non aggiornati).
Ricordiamo a tutti gli eletti del territorio che l'importanza del nostro ospedale è stata ribadita anche dal Consiglio di Stato con l'ordinanza n.3629/2011 e che la sua chiusura nel novembre 2012, per mano di un manager ciociaro, non ha seguito la prassi legale.
 Consiglio di Stato, ordinanza n.3629/2011(parte)
Adesso che i sindaci del territorio hanno deliberato la necessità dell'ospedale di Anagni in quanto situato in area disagiata, l'appoggio dei parlamentari e consiglieri regionali è fondamentale.

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 Piano della commissione sanità della Regione Lazio del 2009

http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2016/07/anagni-ospedale-indispensabili-le.html

http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2014/09/chiusura-dellospedale-di-anagni-la-vera.html


Segue: copia parziale dell'ordinanza del Consiglio di Stato 26 agosto 2011.




http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2016/02/28-febbraio-2011-nasceva-il-comitato.html


venerdì 9 settembre 2016

Sumatra: cristiana frustata per aver venduto alcool

Inizia oggi una periodica rubrica, tenuta dal giornalista Giovanni Passa. La rubrica è costituita da articoli di stampa inediti. Si tratta, crediamo, di un lavoro atipico, poiché gli articoli, in generale, esulano dallo schema tradizionale fondato su argomenti che vanno per la maggiore e di cui i quotidiani della carta ed on-line abbondano (politica interna ed estera, cronache, spettacoli, sport, etc.). Si è preferito affidarsi a temi poco trattati, non sempre vicini nel tempo, accomunati non tanto dall'urgenza, dall'impellenza, dalla rilevanza o dall'attualità della notizia «fresca», quanto piuttosto dall'importanza intrinseca di cui ogni fatto è portatore, imponendosi prevalentemente per la storia che esso sottende, il romanzo che nasconde, il contesto che coinvolge. Riteniamo infatti che ogni causa dell'evento, per quanto minimale, abbia sempre il suo effetto imprevisto e imprevedibile. Ciò non toglie, ovviamente, che la rubrica possa attingere anche ad argomenti dalla rinomanza piu' diffusa. In ogni caso,  scopo dichiarato è quello di concretare una cornice storico-culturale atta a ribaltare i rapporti di forza che, in un globo mondializzato, appare ormai imprescindibile.

                                        Sumatra: cristiana frustata per aver venduto alcool

Giro di vite in Indonesia della religione di stato islamica - anche i non musulmani saranno sottoposti al rigore della Shar'ia - si va verso l'islamizzazione forzata 

Una donna sessantenne, appartenente alla minoranza cristiana, è stata condannata a 30 frustate per aver venduto, secondo l'accusa, bevande alcooliche. E' accaduto nell'Aceh, una regione sita nell'estremo nord dell'isola di Sumatra, una delle maggiori e più popolate che formano l'arcipelago dell'Indonesia, il quinto paese più affollato al mondo (dopo Cina, Russia, India e Stati Uniti) da un'umanita' – 215 milioni di abitanti – quasi integralmente di religione maomettana. La sentenza è stata eseguita pubblicamente, al cospetto di un migliaio di persone. Alla fine la donna è stata soccorsa per un grave stato di scompenso cardiaco e di preoccupante tramortimento.
Prima del 2015, nessun indonesiano di credo non islamico, avrebbe potuto subire processi sulla base di simili accuse. Adesso invece, a seguito della brutale intransigenza dell' espansione fondamentalista esercitata ed esportata dal Daesh (Isis), si sono avuti un' inarrestabile recrudescenza nonché un drastico giro di vite riguardo all'obbedienza cieca al verbo maomettano, ormai unilateralmente estesa alle minoranze appartenenti alle altre religioni, soprattutto quella cristiana.
Nord Sumatra, chiesa cattolica
Oggi si calcola che le persecuzioni contro i cristiani, specie da parte del Daesh e del mondo arabo, abbia raggiunto livelli inaccettabili, intollerabili. Ci sono nel mondo oltre 200 milioni di cristiani sottoposti ad ogni genere di ammazzamenti, torture, rapimenti, intimidazioni, minacce, soprusi, fame, tormenti, bibliche fughe in massa connotate dall'obbligatorio abbandono della casa e del territorio dove hanno vissuto per secoli come elementi strutturali della comune civiltà. Lo scopo della maggioranza islamica è quello di liberarsene, di fare pulizia etnica, praticare un genocidio o di trasformare i cristiani in profughi: o se ne vanno, o li uccidono. La condanna della donna accusata di aver venduto alcolici (anche a cittadini islamici, parimenti condannati), è emblematica di un cambiamento culturale inquietante. Se il fatto fosse successo qualche anno addietro, la donna sarebbe stata lungi dal subire ritorsioni. Tra l'altro è storicamente risaputa la tolleranza applicata dal “primo” Islam nei riguardi dei popoli conquistati e praticanti altri credi, ancorché vincolata a un tributo da pagare e fermo restando il rifiuto di conversione da parte delle popolazioni in questione. Oggi invece l'allarmante novità è che la Shar'ia, la legge islamica cui ogni buon musulmano deve sottostare, si sta estendendo anche ai cittadini non islamici. Il che significa che essi, pur rifuggendo dal verbo del profeta Maometto, saranno obbligati a vivere secondo quanto insegnano il Corano, l'Hadith, la Sunna e la Shar'ia. Si tratta purtroppo di un primo, forse decisivo passo verso l'islamizzazione forzata di comunità e popolazioni in minoranza religiosa e in tutto e per tutto formate da persone viventi in territori islamici e fornite di cittadinanza dello stato di appartenenza.

                                                                                                                            Giovanni Passa

giovedì 11 agosto 2016

Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni XXIII Edizione. Anagni, 25 agosto - 4 settembre 2016


MEDIOEVO E RINASCIMENTO:
IL TEATRO E LA PIAZZA CELEBRANO L’AMORE

con Alessandro Benvenuti, David Riondino, Barbara Bovoli,
Pippo Franco, Alessandro Haber, Ennio Fantastichini,
Massimo Cardillo e Alfredo Stirati.
Targa “Città di Anagni” a Francesco Pannofino e Paolo Calabresi


Dal 25 agosto al 4 settembre prossimi, torna ad Anagni per la sua XXIII edizione il "Festival del Teatro Medioevale e Rinascimentale" e la città dei Papi si trasforma ancora una volta in un palcoscenico a cielo aperto, dando vita tra i suoi sagrati, le sue chiese, i suoi palazzi e i suoi vicoli ad un cartellone d’eccezione: per raccontare una storia che ci appartiene e che, attraverso la manifestazione e il teatro, trova nuova memoria.

Undici giornate di eventi e spettacoli che il Direttore Artistico Giacomo Zito, da poco riconfermato alla guida dell’importante rassegna ha curato, in sintonia con il Sindaco di Anagni Fausto Bassetta e l’Assessore alla Cultura Simona Pampanelli, per far conoscere ed apprezzare sempre più il Medioevo e il Rinascimento.

Diverse le location scelte per ospitare le performance in programma: dalla suggestiva Piazza Innocenzo III dominata dall’imponente Cattedrale con Bonifacio VIII sul trono alla storica Sala della Ragione del Palazzo Comunale, dalla scalinata delle Absidi al Palazzo Bonifacio VIII, dal Portico Comunale a piazza della Pace – ora piazza Giovanni Paolo II.

Luoghi suggestivi per celebrare il più suggestivo dei temi: sarà l’Amore, infatti, il comune denominatore degli spettacoli della XXIII edizione.
Un programma, quello del 2016, in cui non mancheranno grandi nomi del teatro: Ennio Fantastichini ed Alessandro Haber che, con “Le Tentazioni del Potere”, renderanno vivi i dialoghi immaginari tra i Papi Celestino V e Bonifacio VIII (4 settembre alle 21 in Piazza Innocenzo III); David Riondino, invece, proporrà alla sua maniera le storie d’amore di Boccaccio con “Bocca baciata non perde ventura” (28 agosto alle 21 in Piazza Innocenzo III); molto originale “L’Avaro” di Molière con Alessandro Benvenuti diretto dal grande regista Ugo Chiti (27 agosto alle 21 in Piazza Innocenzo III); particolarmente curiosa ed intrigante si annuncia la performance “Lucrezia Borgia: parto per tre matrimoni” con Barbara Bovoli, che si terrà nelle storiche sale del Palazzo Bonifacio VIII, il 30 agosto alle 19 e in replica alle 21; ardita l’idea del direttore Zito (sua anche la regia) di proporre un grandissimo comico italiano come Pippo Franco nelle vesti di “Brancaleone”, maschera portata al successo internazionale da Vittorio Gassman, in programma il 3 settembre in Piazza Innocenzo III alle ore 21.

Ad arricchire il fitto programma anche spettacoli teatrali-musicali come “La storia de le meraviglie del mondo” che la compagnia Verba Manent metterà in scena per la serata inaugurale del festival con Marina de Juli e il gruppo musicale Cantoantico (25 agosto alle 21 in Piazza Innocenzo III); una rilettura dell’Inferno dantesco firmata da Dario Marconcini e Massimo Salvianti (26 agosto alle 21 in piazza Innocenzo III); una “Maria Stuarda” passionale, romantica, irrazionale, rielaborata da Francesco Fanuele e interpretata dalla compagnia Seven Cults diretta da Filippo D’Alessio (31 agosto alle 21 in Piazza Innocenzo III); da non perdere, poi, nella sezione “Cantiere Giovani”, lo shakespeariano “Coriolano” con l’adattamento e la regia di Simone Ruggiero e le musiche originali di Marco Roul Marini (Absidi della Cattedrale il 2 settembre alle 21) e, nella sezione “Segnali dal Territorio”, “Le quattro lune - La notte delle donne sapienti” firmato da Monica Fiorentini e Velia Viti  e in programma il 1 settembre alle ore 21.

La sezione teorico-critica del festival sarà interamente curata dal Prof. Gaetano D’Onofrio, che si occuperà anche delle presentazioni di tutti eventi, in particolare sono da segnalare, per questa XXIII edizione, tre incontri di approfondimento, che rappresentano il nocciolo culturale su cui il festival, sin dalla prima edizione, ha fondato il suo percorso storico e scenico: nella Sala della Ragione del Palazzo Comunale, il 26 agosto alle ore 17.30 “I Sogni e le Ombre – William Shakespeare nel cinema muto” a cura di Massimo Cardillo, il 31 agosto alle ore 17.30 il “Concerto d’Arte” di Elio Crifò e, infine, il 2 settembre alle ore 17.30, la conferenza-performance “Tracce di antiche dottrine nel Cantico di Francesco di Assisi” di Alfredo Stirati.

L’edizione 2016, inoltre, sarà interamente dedicata a Giorgio Albertazzi, maestro indiscusso del teatro italiano, più volte presente negli anni alla manifestazione anagnina e scomparso solo lo scorso maggio. Nel ricordo dell’attore e regista toscano, l’Amministrazione Comunale di Anagni, assegnerà come onorificenza alla carriera la targa “Città di Anagni” a due grandi personalità del mondo del teatro e del cinema: Francesco Pannofino e Paolo Calabresi.

Un Festival tutto da vivere che torna agli antichi splendori e che si fonderà, come dichiarato dal Direttore Artistico Giacomo Zito, “a guisa di faro, su un minimo comun denominatore: la forza dell’amore. Amore reale, amore illusorio, amore umano, amore divino, erotico, metafisico … con qualsiasi attributo lo appelliamo, è e resta l’irrefrenabile, dirompente energia che può trasformare un dramma in una farsa, una commedia in una tragedia”.
Appuntamento con il XX Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale dal 25 agosto al 4 settembre, Anagni (FR).
 
Per info: www.comune.anagni.fr.it

 Ufficio Stampa HF4 – www.hf4.it
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Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni 2016 - XXIII Edizione
direzione artistica Giacomo Zito

 "Il mercante di Venezia" con Giorgio Albertazzi e Franco Castellano, 31 agosto 2014.




PROGRAMMA DEGLI SPETTACOLI


giovedì 25 agosto 2016 –  ore 21.00
Piazza Innocenzo III
inaugurazione  
LA STORIA DE LE MERAVIGLIE DEL MONDO
Giullarata tra i viaggi di Marco Polo
con Marina De Juli e il gruppo musicale Cantoantico
Ass. Cult. Verba Manent

Quando Rustichello da Pisa, prigioniero nelle carceri genovesi, narra le avventure di Marco Polo, si rivolge a imperatori, re, duchi, marchesi, conti e cavalieri. Noi abbiamo scelto di raccontare questa storia al popolo, che sa ridere delle proprie disgrazie, utilizzando la musica popolare e il linguaggio reinventato della giullarata. In scena Marina De Juli, attrice storica della Compagnia di Dario Fo e Franca Rame, e  il gruppo “Cantoantico”, che con flauti, tamburi, fisarmonica e chitarra, racconteranno una storia di vita quotidiana nella Venezia della seconda metà del 1200, in quel medioevo fatto di grandi paure, grandi invenzioni e grandi viaggi. A Venezia sbarcano crociati e mercanti di seta, di spezie, provenienti dall’India e dalla Persia: il suo molo è zeppo di trafficanti, tessitori, vetrai, marinai, e anche di ladri, prostitute, musici e giullari. Lì tutti i giorni c’è una bambina, figlia di una prostituta. E c’è anche un bambino, figlio di un mercante partito tempo prima per le Indie. Quel bambino si chiama Marco…

Prima dello spettacolo consegna della targa “Città di Anagni” a Francesco Pannofino

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venerdì 26 agosto 2016 –  ore 21.00
Piazza Innocenzo III
UN INFERNO
Un viaggio intorno all’Inferno di Dante Alighieri
un progetto di Dario Marconcini e Massimo Salvianti
scrittura scenica e regia di Dario Marconcini
Ottave del Maggio Enrico Pelosini
con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci
 e con i Cantori del Maggio di Buti (Pisa) Andrea Bacci e  Enrico Baschieridi
Arca Azzurra Teatro

Il nostro viaggio dentro l'inferno ci piace pensarlo come il lavoro di un archeologo che, al momento dello scavo, trova anfore e vasi che immediatamente pulisce a fa risplendere dei colori originali, ma trova anche tanti cocci da rimettere insieme e da far combaciare per dare loro una nuova compiutezza.
Il linguaggio della poesia orale, l'ottava cantata, che è l'espressione alta del dialetto con il suo richiamo al tempo passato, alla memoria dei vecchi e perciò pregna di nostalgia, con pudore si confronta con quella grande poesia dell'eterno e del mistero che gli attori, in una pianura attraversata da suoni, come invasi dai dannati, cercheranno di restituire in tutta la loro dolente realtà.

Prima dello spettacolo consegna della targa “Città di Anagni” a  Paolo Calabresi

sabato 27 agosto 2016 ore 21.00
Piazza Innocenzo III
L’ AVARO
di Molière
adattamento e regia di Ugo Chiti
con Alessandro Benvenuti
e con Giuliana Colzi, Andrea Costagli, Dimitri Frosali, Massimo Salvianti, Lucia Socci
Arca Azzurra Teatro

Amara e irresistibilmente comica, l’opera è di bruciante modernità: “L’Avaro” molieriano riesce a essere un classico immortale e nello stesso tempo a raccontarci il presente senza bisogno di trasposizioni o forzate interpretazioni. Il capolavoro di Molière, nell’adattamento rispettoso e illuminante di Ugo Chiti, vede, nella parte di Arpagone, un maestro del palcoscenico: Alessandro Benvenuti.

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domenica 28 agosto 2016 ore 21.00
Piazza Innocenzo III
BOCCA BACIATA NON PERDE VENTURA
La Principessa Alatiel e altre storie d’amore di Giovanni Boccaccio
di e con David Riondino
Epoché ArtEventi

Nel novembre e dicembre 2013 Rairadio3 ha prodotto una serie di trasmissioni sul Decamerone di Boccaccio, per il settecentesimo anniversario della sua nascita. Mi fu proposto di comporre una canzone per ognuna delle giornate che venivano raccontate. Fu l’occasione fortunatissima, per me, di ripercorrere il capolavoro di Boccaccio, che mantiene intatta la capacità di intrattenere e divertire, nel senso più completo del termine. E fu anche l’occasione di ingegnarmi a portare in canzone varie novelle: Madonna Filippa, Tancredi e Guismonda,  Annechino, la Monaca, Falcone di Federigo degli Alberighi…Le novelle sono tutte rielaborate in forma di ballata, rispettando suoni e lessico del meraviglioso fraseggio di Boccaccio. E le ballate, con le loro cornici, sono inserite in una storia bellissima, anch’essa trascritta in musica: la storia di Alatiel, figlia del Sultano di Babilonia, che naufragò in terra cristiana ed era la donna più bella del mondo.

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martedì 30 agosto 2016
1a recita ore 19.00 – 2a recita ore 21.00
Palazzo di Bonifacio VIII
LUCREZIA BORGIA: PARTO PER TRE MATRIMONI
con Barbara Bovoli, Maria Laura Caselli, Chiara Di Stefano, Alessandra Fallucchi.
Ass. Cult. Teatroper

Uno spettacolo itinerante all’interno delle suggestive sale del Palazzo di Bonifacio VIII che ruota intorno alla figura di Lucrezia Borgia. Diverse figure femminili per lo stesso personaggio, ognuna a raccontare uno dei tre matrimoni contratti da Lucrezia. La passione, l’amore, le dicerie…e la figura paterna, simbolo per tutti, meno che per lei, sono gli argomenti di fragilità che affiorano da ogni luogo dove l’azione scenica si consuma.
Per una certa storiografia, soprattutto ottocentesca, i Borgia hanno finito per incarnare il simbolo della spietata politica machiavellica e la corruzione sessuale attribuita ai papi rinascimentali. La stessa reputazione di Lucrezia si offuscò in seguito all’accusa di incesto, rivolta da Giovanni Sforza alla famiglia della moglie, a cui si aggiunse in seguito la fama di avvelenatrice, dovuta in particolare alla tragedia omonima di Hugo , musicata in seguito da Donizetti: in questo modo la figura di Lucrezia Borgia venne associata a quella di “femme fatale” partecipe dei crimini commessi dalla propria famiglia.


mercoledì 31 agosto 2016 ore 21.00
Piazza Innocenzo III
MARIA STUARDA – LE DONNE E IL POTERE
dall’opera di Friedrich Schiller – rielaborazione di Francesco Fanuele
con, Maddalena Rizzi, Maria Cristina Fioretti, Carmen Di Marzo, Marco Prosperini, Andrea Murchio, Bruno Governale, Mario Focardi
scenografie Tiziano Fario
costumi Silvia Gambardella
musiche Eugenio Tassitano
regia Filippo d’Alessio
Ass. Cult. Seven Cults

La vicenda di due figure imponenti - Maria Stuarda ed Elisabetta I - è quanto mai attuale. Due donne al potere: la protestante Elisabetta I, regina d'Inghilterra, e la cattolica Maria Stuarda, regina di Scozia. Maria: l’eroina romantica, passionale, irrazionale, debole nel governare e nutrita dall’amore divino fino a diventare l’icona della martire; Elisabetta: una fine mente politica, energica, dura - soprattutto con se stessa - che rinuncia  alla vita sentimentale per il potere. Il dramma ruota intorno alla fondamentale antitesi amore – politica: da un lato il mondo di Maria, che è amore, bellezza, moralità e morte trasfiguratrice; dall’altro il mondo di Elisabetta, che è politica, necessità ipocrisia e trionfo apparente. E intorno ad esse ruota un universo maschile che a loro si aggrappa. Un crescendo serrato verso la catastrofe, il fatale tratto di penna di Elisabetta che suggellerà la sentenza e segnerà la sorte di Maria.

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giovedì 1 settembre 2016 ore 21.00
Piazza della Pace – Giovanni Paolo II
SEGNALI DAL TERRITORIO
LE QUATTRO LUNE
Ovvero La Notte delle Donne Sapienti
di Monica Fiorentini e Velia Viti
con Emanuele Capecelatro, Patrizia Ciabatta, Daniele Miglio, Annalisa Renzulli, Mauro Ascenzi, Andrea Di Palma, Priscilla Muscat, Serena Sansoni, Samantha Chiavarelli, Giorgia Quintiliani, Giorgio Quintiliani - canto Margherita Quintiliani
coreografie Samantha Chiavarelli
costumi Isaura Bruni
Ass. Cult. Manaus Opera

Alla notte di San Giovanni sono legati innumerevoli incantesimi, riti e credenze: gli accorgimenti contro le streghe riunite nei sabba; la raccolta delle erbe medicinali influenzate da un potere particolare…è la notte degli innamorati, in cui i sogni sono veritieri e l’impossibile si avvera; ed è la notte più propizia ai matrimoni.
“La Notte delle Donne Sapienti”, attinge a piene mani da questo ricchissimo bacino di tradizioni, cultura, curiosità, espressioni popolari, unendo il teatro, la danza e la poesia.
Divertendo e affascinando il pubblico con atmosfere piene d’immagini suggestive, lo spettacolo punta ad affrancare la figura della “Donna Strega” dal ruolo di fattucchiera ammaliatrice, emarginata e in molti casi bruciata viva, riproponendola invece come donna emancipata, curatrice, carismatica e non sottomessa all’uomo, e per questo osteggiata e spietatamente condannata da una società patriarcale.
La Badia della Gloria è l’ambientazione ideale per ricreare la magica e misteriosa atmosfera notturna nella quale si muoveranno i personaggi, reali e fantastici, della performance teatrale.

In tale data è previsto, in occasione dell’arrivo dei pellegrini della Via Francigena (Anno dei Cammini  - Via Francigena Collective Project 2016) un evento di accoglienza sul tema.
Orario ed evento in corso di definizione.
venerdì 2 settembre 2016 ore 21.00
CANTIERE GIOVANI
Absidi della Cattedrale
CORIOLANO
di William Shakespeare
adattamento e regia di Simone Ruggiero
con Luca Avallone, Laura Monaco, Nicolas Zappa, Andrea Carpiceci, Matteo Vignati, Matteo Milani, Matteo Antonucci, Andrea Polia, Federico De Luca, Chiara della Rossa
musiche originali di Marco Raoul Marini
costumi di Giulia Pagliarulo e Marika Argentini
Ass. Cult. Drakkar

Lo spettacolo si è aggiudicato il primo premio “Salviamo i Talenti” indetto dal Teatro Vittoria di Roma. I giovani attori, in gran parte diplomati al Centro Sperimentale di Cinematografia, hanno già lavorato per le messe in scena shakespeariane di Gigi Proietti al Globe Theatre di Roma o partecipato a produzioni televisive, come Luca Avallone, che interpreta il ruolo del protagonista della tragedia.
Coriolano è stato riletto come la tragedia di un uomo che non sa adattarsi alle ipocrisie della vita politica: un eroe contemporaneo, al pari di quelli che riscuotono moltissimo successo in alcune serie televisive americane del momento, perché possiedono una complessità di carattere che li rende tanto più affascinanti quanto più mostrano le ferite della loro debolezza.
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sabato 3 settembre 2016 ore 21.00
Piazza Innocenzo III
BRANCALEONE E LA SUA ARMATA
Il lato tragicomico dell’esistenza umana
di e con Pippo Franco
e con Gigi Miseferi, Paolo Perelli, Tonino Tosto, Mauro Fanoni, Alessandra Flamini, Sabrina Crocco,
Sara Adami
costumi di Saverio Galano
regia di Giacomo Zito
Ass. Cult. Teatroper – Ass. Cult. La Fenice

Brancaleone, di ritorno dalla Terra Santa, grazie agli imprevisti che deve fronteggiare, si rende conto di aver vissuto metà della sua esistenza come uomo d’armi, mentre l’altra metà, quella dell’esperienza dell’amore e della visione spirituale dell’essere, gli è rimasta sconosciuta. Aiutato dal chierico Colombello, Brancaleone e la sua improbabile armata vivono una serie di avventure, al limite del grottesco, che portano il cavaliere verso una consapevolezza di sé sempre maggiore. Le sorprese si susseguono ad ogni scena dello spettacolo, e un finale inaspettato suggella le avventure dell’armata in una commedia ricca di azione e di spunti di riflessione che, cavalcando un umorismo - spesso involontario - rappresentano nel modo più sorprendente possibile il lato tragicomico dell’esistenza umana. Sulla scena un grande mattatore veste i panni della maschera inventata e interpretata da Vittorio Gassman: Pippo Franco.

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domenica 4 settembre 2016 ore 21.00
Piazza Innocenzo III
LA TENTAZIONE DEL POTERE
dialoghi immaginari tra Celestino V e Bonifacio VIII
da “ L’avventura d’un povero cristiano “ di Ignazio Silone
recital con Alessandro Haber e Ennio Fantastichini
esecuzioni musicali dal vivo Nicola Pignatiello
Ass. Cult. Teatroper

L'avventura d'un povero cristiano è l'ultima opera letteraria di Ignazio Silone: con questo romanzo vinse il Premio Campiello nel 1968. Nel testo campeggia il tema fondamentale del rapporto fra l'individuo e la Chiesa, e vuole quindi fornire una reinterpretazione attualizzata della burrascosa vicenda di Papa Celestino V, il papa del “gran rifiuto” che, dopo un certo periodo di pontificato, rinunciò alla carica per tornare a condurre una vita normale. Lo scontro tra Celestino e il suo successore Bonifacio VIII è lo scontro tra due atteggiamenti nei confronti del potere, entrambi “a fin di bene”. Le voci di due grandi interpreti del teatro e del cinema italiani come Haber e Fantastichini faranno rivivere quel momento travagliato della storia della Chiesa, che tante implicazioni ha peraltro avuto con la città di Anagni e con il territorio che la circonda.

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Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni 2016 - XXIII Edizione
PROGRAMMA E CALENDARIO DEGLI EVENTI DIDATTICI

Venerdì 26 agosto 2016 ore 17:30
Sala della Ragione
I SOGNI E LE OMBRE
William Shakespeare nel cinema muto
A quattrocento anni dalla morte
a cura di Massimo Cardillo
Una antologia di preziose e affascinanti citazioni da film shakespeariani dal 1899 al 1929, anno del primo adattamento shakespeariano del cinema sonoro, con “La bisbetica domata” di Sam Taylor.
Sangue, tradimenti, passione, amore, morte, ombre e nebbie della coscienza: Shakespeare è veramente il più grande sceneggiatore i tutti i tempi, il più grande direttore della fotografia di tutti i tempi.

mercoledì 31 agosto  2016 ore 17.30
Sala della Ragione
CONCERTO D’ARTE
a cura di Elio Crifò – Ass Cult. La Fenice
L’Arte, la Cultura e il Pensiero sono le vere droghe dell’uomo, quelle sostanze stupefacenti che ci fanno approdare in mondi sconosciuti, in emozioni psichedeliche, in “sballi” che non finiscono mai! E invece, la Storia dell’Arte viene spesso proposta in modo noioso e totalmente estranea alle nostre vite, tanto che molti si chiedono: ma a che serve studiarla? Se non sono un’ architetto o uno storico… ma che mi interessa delle Cattedrali, di Giotto, di Caravaggio e di Picasso?
Questo è uno spettacolo che risponde proprio a queste domande, attraverso un percorso non convenzionale ed emozionante, all’interno dei mille anni del Medioevo.

venerdì 2 settembre 2016 ore 17.30
Sala della Ragione
TRACCE DI ANTICHE DOTTRINE NEL CANTICO DI FRANCESCO D'ASSISI
a cura di Alfredo Stirati
Una rilettura originale del Cantico, effettuata dopo un accurato esame del testo redatto da Francesco, che può essere collocato lontano non solo dalla cupa religiosità medievale, ma anche dal pregiudizio che colloca l’essere umano al vertice della scala degli esseri, come dominatore sovrano. Il concetto di fratellanza, esteso a tutte le creature, siano esse animate o inanimate, rivela  come l’Autore aderisca ad una visione delle cose di tipo orientaleggiante, per cui esse vengono equiparate all’essere umano che, lungi dal dominarle, respingerle o sfruttarle, deve armonizzarsi con loro, amministrandole saggiamente. A tal fine, verrà effettuata una lettura integrale del Cantico, commentato verso per verso, riscontrando evidenti tracce di antiche dottrine che possono riallacciarsi all’enoteismo, alle radici più autentiche del culto solare, alla dottrina precristiana e di origine greca dei quattro elementi, ad influssi alchemici, alla immanenza della divinità presente ovunque e quindi anche nell’essere umano, non relegata in cieli lontani ed inaccessibili.

lunedì 1 agosto 2016

Gorga - "Lollo 10 sotto le stelle"

Grande successo di pubblico ieri sera a Gorga per la cena di beneficenza di «Lollo 10 sotto le stelle» a favore  dei reparti di Oncologia pediatrica e Neurochirurgia infantile del Policlinico Gemelli. Grande disponibilità, visti i numeri, anche da parte dell'osservatorio astronomico di Gorga che ha contribuito al successo della manifestazione.
Tutte le iniziative sono state sostenute dal Comune, che ha fatto coincidere la manifestazione con l'inizio dei festeggiamenti estivi  -  Vedi anche Anagnia



lunedì 18 luglio 2016

Anagni ospedale - PAT: di male in peggio

Il PAT (Presidio Ambulatoriale Territoriale), attivo da qualche giorno ad Anagni e che quasi sicuramente prenderà il posto del Punto di primo intervento, non è nient'altro che un grande ambulatorio di medicina generale (medici di famiglia).
Le prestazioni che il Pat eroga sono solamente fumo: prescrizione di farmaci, certificati medici, medicazioni, attivazione del 118 medicalizzato. ..ovviamente si fa prima a chiamarlo da casa.
Se al Punto di primo intervento arriva una persona con dolore toracico viene attuato il protocollo del dolore: tracciato ECG, prelievo degli enzimi, nel PAT, invece, il paziente viene solamente visitato e inviato all'ospedale più vicino.
Dicembre 2012
Il cittadino che ha un problema serio nel PAT non trova nessuna soluzione. In sostanza l'intenzione dell'Asl è quella di alleggerire l'ospedale di Frosinone senza interessarsi minimamente delle urgenze di questa parte della Provincia.

Il PAT costa all' azienda 350 mila euro l'anno, contro gli attuali 160 mila del PPI.
Cifre senz'altro esagerate anche alla luce delle prestazione che vengono erogate. 
La nostra battaglia è quella di passare dal Punto di primo intervento al Pronto Soccorso e non andare indietro.

martedì 12 luglio 2016

Anagni Ospedale - Indispensabili le interrogazioni parlamentari

La delibera dei sindaci dei comuni del territorio per la riapertura del Pronto Soccorso dell'ospedale di Anagni, per avere successo, deve necessariamente essere sostenuta dalle interrogazioni dei nostri parlamentari e consiglieri regionali, il cui impegno fino adesso è stato praticamente inesistente. Alcuni, tuttavia, si sono impegnati per altri ospedali. La senatrice Spilabotte di Frosinone, per esempio, si è impegnata giustamente per gli ospedali di Bracciano,  Monterotondo e  Subiaco. Il deputato Pilozzi di Acuto ha preso giustamente posizione per Alatri . Non risultano neppure prese di posizione a favore del nostro ospedale da parte di rappresentanti politici del centrodestra (gruppo che quando era al potere con la Polverini decise la chiusura dell'ospedale).
L'ospedale di Ravello, ad esempio, che come noi ha utilizzato la legge sulle zone disagiate, ha evitato la chiusura grazie principalmente alle numerose interrogazioni parlamentari (Iannuzzi, Cirielli, Carfagna ecc.) rivolte al ministro della Salute.
http://www.comune.ravello.sa.it/ravello-pronto-soccorso-ospedale-costa-damalfi-il-caso-arriva-in-parlamento/
Altre numerose interrogazioni (Giordano, Di Maio, Gallo, Pisano...) sono state rivolte a sostegno del piano di riordino sanitario della Campania, che prevede anche la riapertura di alcuni ospedali chiusi, riattivando il pronto soccorso.

Ad Anagni la difesa dell'ospedale è stata portata avanti essenzialmente dai cittadini. Ora  i politici, eletti nel territorio, si debbono impegnare al massimo e il loro operato sarà valutato dagli elettori e diffuso in rete.



http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2016/11/anagni-circoli-pd-area-nord-appello.html

http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2016/11/chiusura-dellospedale-di-anagni-la-vera.html

http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2016/02/28-febbraio-2011-nasceva-il-comitato.html

mercoledì 6 luglio 2016

Anagni - Documento sulla seduta del Consiglio Comunale del 1° luglio 2016

Il Consiglio Comunale del 1° luglio ha approvato all’ unanimità la delibera con la quale il Sindaco Bassetta si impegna, con i suoi colleghi di 9 Comuni del territorio a presentare precise richieste di intervento riguardanti la struttura ospedaliera di Anagni al
1) ministro della Salute Lorenzin  2) al pres. della Regione Lazio Zingaretti 3 ) al prefetto di Frosinone Zarrilli 4 ) al Comm. ASL Fr Macchitella.
Nella delibera si sottolinea la “ specificità” della situazione di Anagni e dei Comuni limitrofi per emergenza sanitaria e ambientale, si elencano i servizi assolutamente indispensabili per rispondere a queste esigenze, si fa riferimento alle dichiarate risorse economiche regionali, ora disponibili, per la sanità.
Il consigliere Roiati, con delega alla sanità, ha illustrato con puntualità la delibera e le leggi vigenti alle quali essa si appella e maggioranza e opposizione l’ hanno approvata all’ unanimità.
I comuni coinvolti, Acuto, Filettino, Fiuggi, Paliano, Piglio, Serrone, Sgurgola, Trevi, hanno già approvato o si apprestano a farlo, affinché sia celermente inviata ai destinatari.
Sembrerebbe di essere sulla strada buona per venire a capo di una situazione per la quale finora non c’ erano stati interventi né convinti né convincenti, né scelte chiare e incisive, anche nelle passate amministrazioni.
Tuttavia, nel clima di fiduciosa attesa che tutti sembravano esprimere, nonostante lo scontento e la rabbia accumulati da anni, è emerso, in modo inequivocabile il mancato, chiaro riferimento ad un interlocutore determinante per il buon esito dell’ impresa ! Come un fantasma si aggirava in sala : l’ interlocutore politico diretto, vero efficace strumento di risoluzione.
Ora ai sindaci è affidato il mandato di non lasciarli fuori dalla partita:
A TUTTI I RAPPRESENTANTI POLITICI, PARLAMENTARI E REGIONALI, ELETTI IN QUESTA PROVINCIA, DEBBONO CHIEDERE DI PRENDERE UNA POSIZIONE NETTA, SENZA INCERTEZZE E AMBIGUITA’ DI COMODO, PER SOSTENERE LA DELIBERA NELLE SEDI OPPORTUNE.
LO DEBBONO NON SOLTANTO AI CITTADINI CHE LI HANNO VOTATI COME LORO RAPPRESENTANTI MA A TUTTI I CITTADINI!
IL COMITATO SALVIAMO L’OSPEDALE DI ANAGNI
Per informazioni: mail:info@dirittoallasalute.com. salva_osp_colleferro@libero.it
telefonare al n.: 3930723990.
Per aggiornamenti:
www.anagniviva.org - www.dirittoallasalute.com - http://anagniscuolafutura.blogspot


sabato 2 luglio 2016

Incontro tra il Comitato a difesa dell'ospedale di Colleferro e il Comitato Salviamo l'ospedale di Anagni

Per ottenere dei risultati è fondamentale l'unione dei sindaci del territorio e di tutti i cittadini e i movimenti a difesa della Salute e dell'Ambiente. 

Il Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni, nella serata di giovedì 30 giugno 2016, ha incontrato il Comitato libero “A difesa dell’Ospedale di Colleferro” - Coordinamento Territoriale”. L’incontro si è svolto presso la sede dell’Associazione Culturale Anagni Viva alla presenza di Rosetta Roccatani e altri rappresentanti di associazioni che si battono per la difesa dell’Ospedale di Anagni.
L’incontro ha avuto all’o.d.g. l’elaborazione di azioni comuni in difesa della sanità pubblica della zona Anagni- Colleferro, con particolare riguardo alla pianificazione di una strategia efficace per arrestare il tentativo di smantellamento dell’Ospedale di Colleferro attualmente molto utilizzato anche dall’utenza della zona nord della provincia di Frosinone.
Le due strutture hanno in comune l’obiettivo primario della loro difesa, come necessità di assicurare il diritto alla salute e la loro collocazione in un territorio caratterizzato da un alto rischio industriale, da gravi problemi di inquinamento, con accertati danni alla salute degli abitanti. Non a caso, il territorio è compreso nel SIN ( Siti di Interesse Nazionale) che impone azioni di bonifica e prevenzione.
Al proposito è stato necessario ripercorrere le tappe che stanno portando al depotenziamento della struttura di Colleferro e che ricordano le scene già viste dello stesso film con l’identico finale: la chiusura degli ospedali pubblici. Come già accaduto in altre realtà, a iniziare da Anagni, si comincia dai reparti di pediatria, ostetricia ginecologia e si prosegue accorpando reparti, trasferendo servizi, sopprimendo posti letto, ridimensionando il personale non effettuando le sostituzioni di chi va in pensione, passa a miglior vita, diventa invalido… fino ad arrivare alla chiusura dei reparti di degenza. Si tranquillizza la cittadinanza mantenendo in funzione un pronto soccorso ridimensionato a punto di primo intervento, salvo poi invitare il personale preposto a evitare sprechi, a non servirsi ad es. dei reparti diagnostici del fu ospedale tipo laboratorio analisi o radiologia.
Di fronte a questa deriva il cittadino ha poche armi per far valere il proprio dissenso. Certamente la prima azione è quella di una capillare campagna informativa per spiegare bene ai concittadini (vero motore della lotta) cosa sta avvenendo e per favorirne una partecipazione più attiva possibile. Quando si arriva alla chiusura dei reparti e/o dell’intero ospedale c’è bisogno di un buon avvocato, ma anche di consistenti risorse economiche per sostenere l’azione legale. Ma neanche questo è sufficiente. Intanto c’è bisogno del consenso del personale ospedaliero che è la parte che dovrà subire lo stress maggiore di tutta questa situazione. Infatti il personale rimasto si troverà ben presto a dover garantire un buon livello di servizi con sempre minori risorse, soprattutto umane, e questa sofferenza indubbiamente non tutti sentono di sopportarla. Neanche la eventuale vittoria legale è sufficiente a salvare l’ospedale dalla chiusura, come dimostra la vicenda dell’ospedale di Anagni. Il Comitato salviamo l’Ospedale di Anagni ottenne con l’avv. Simone Dal Pozzo, una sentenza favorevole che rinviò per circa un anno la programmata chiusura prevista dai decreti Polverini. In quel periodo nessuna autorità, né la magistratura, né tantomeno i rappresentanti politici della Regione e del Parlamento, intervenne per fermare il degrado dell’Ospedale che continuava a perdere personale, reparti e attrezzature.
Bisogna infine evidenziare che tra le tante rassicurazioni che vengono date dai responsabili asl quella più beffarda riguarda la più volte sbandierata variazione di impostazione dei servizi sanitari che, necessariamente, devono evolvere da servizi ospedalieri a servizi territoriali. Anche in questo Anagni è esemplare: il CAD (assistenza domiciliare) per un comprensorio di oltre 60 mila abitanti, soprattutto anziani, residenti in un territorio vasto e montuoso, conserva un organico sempre più insufficiente con un’unica fisioterapista spesso in malattia.
Quello che avviene ad Anagni è sorte comune per tutta la sanità della provincia di Frosinone dove, in pochi anni, sono stati chiusi ben sette ospedali, con promesse di potenziamento dell’ospedale Spaziani di Frosinone per portarlo ad essere Dea di secondo livello. Al contrario l’Ospedale nuovo di Frosinone attualmente è ridotto ad una semplice infermeria, dequalificato e disorganizzato; dove il caos regna sovrano e si qualifica soprattutto per la totale inesistenza del diritto alla salute senza alcuna garanzia per l'emergenza. Rimane in tutto questo disastro, come risulta dalle notizie di stampa di questi giorni, l’unica certezza dell’assegnazione dei premi di risultato ai dirigenti della asl di Frosinone.
A queste e a molte altre analoghe vicende i Comitati di Anagni e Colleferro intendono dare una risposta comune.


Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni
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Pronto Soccorso Anagni - Emergenza ambientale e rischio industriale