venerdì 26 marzo 2021

Anagni - Palazzo di Bonifacio VIII

Anagni - Palazzo di Bonifacio VIII (già palazzo Conti). Il lato meridionale dell'edificio, sul vicolo San Michele, si presenta nel suo aspetto più verticale e ardito. Questo palazzo, dove nel 1230 si incontrarono Gregorio IX e l’imperatore Federico II di Svevia, fu anche teatro nel 1303, secondo la tradizione, del celebre "schiaffo" a papa Bonifacio VIII, episodio citato da Dante nel canto XX del Purgatorio. La piazzetta antistante è la conseguenza del disastroso bombardamento del 19 marzo 1944, si vedono ancora alcuni resti degli edifici distrutti. CR

https://it.wikipedia.org/wiki/Palazzo_di_Bonifacio_VIII


giovedì 18 marzo 2021

Emergenza sanitaria. Ultima occasione per l’ospedale di Anagni

 

La drammatica situazione sanitaria attuale impone una unione di tutte le energie per combattere la politica basata su interessi campanilistici. Anagni in questo momento di emergenza sanitaria è centro internazionale per la produzione di vaccini, inoltre la sensibilità verso la medicina territoriale è alta e ci sono fondi per il suo potenziamento. Non possiamo farci sfuggire l’occasione di riaccendere i fari sull’ospedale e sulla sanità di questo territorio dimenticato da tutti.

Ben venga dunque l’impegno da parte del sindaco Natalia e degli altri sindaci del territorio.  

Manifestazione a Frosinone, dicembre 2010
Le responsabilità passate sono scolpite nella pietra e troppe volte si è utilizzato il tema ospedale solamente per le campagne elettorali. Per troppo tempo i sindaci non si sono occupati con la necessaria energia della difesa dell’ospedale; basti pensare per es. al 2011, quando l’amministrazione Noto non intraprese in tempo alcuna azione legale per impedire la chiusura dell’ospedale, come fu evidenziato anche dalla sentenza del TAR (2014).

Come dimostrano i fatti, l’ospedale di Anagni è stato vittima di potentati politico-campanilistici che ricoprono posti importanti in provincia e in regione. Nel 2012 l’ospedale fu chiuso “temporaneamente” su iniziativa dell’ASL/FR, senza attendere la sentenza del TAR, e nonostante il parere favorevole del Consiglio di Stato. Nel 2018 fu chiuso dall’ASL il Punto di Primo Intervento, unico nel Lazio, nonostante non fosse previsto dal decreto regionale. Neppure la giunta di centro-sinistra del sindaco Bassetta (2014-17), che aveva promosso l’unione dei sindaci, ha avuto aiuti da parte della provincia e della Regione, governate dalla stessa maggioranza.

L’emergenza attuale è forse l’ultima occasione per riequilibrare la sanità del territorio guardando alle effettive esigenze della popolazione.


Carlo Ribaudo (Comitato Salviamo l'Ospedale di Anagni)


Per le responsabilità “politiche”di destra e sinistra, e in particolare per quelle dei politici locali.   http://anagniscuolafutura.blogspot.com/2018/06/storia-degli-ultimi-10-anni.html


venerdì 12 marzo 2021

Il Comitato “ Salviamo l’Ospedale di Anagni” scrive al Gen. Figliuolo, commissario per l’emergenza sanitaria

 Il Comitato “ Salviamo l’Ospedale di Anagni” prende  atto con piacere delle  dichiarazioni recentissime sull’ apertura  del Centro Vaccinale di Anagni, a partire dalla  prossima settimana. E’ una richiesta  avanzata da tempo e vigileremo sulla  sua attuazione e sulla  sua  efficienza con l’ impegno di sempre,  memori delle promesse e degli annunci rimasti tali.

Informa, inoltre,  i cittadini di aver  inviato, nella giornata di ieri, una lettera  aperta al Commissario di Governo per l’ emergenza Covid e, contestualmente, al Ministro della  Salute, al  Vice  Ministro e al dott. Lorusso, capo della  segreteria  tecnica del Ministro, già ex- dirigente  della  ASL di  Frosinone.

LETTERA  APERTA AL COMMISSARIO DI GOVERNO PER L’ EMERGENZA COVID


Gen.  Francesco Paolo  Figliuolo

Gent. mo Commissario, il Comitato Ospedale di Anagni Le  rivolge  un’ istanza  urgente con la quale segnaliamo alla  Sua attenzione la disponibilità del Presidio Sanitario di Anagni ( FR ) per la realizzazione di un Centro Vaccinale  destinato  in via assolutamente  prioritaria  alla somministrazione di vaccini anti Covid  e, ove fosse  ritenuto necessario,  ad un Centro di Prevenzione e Assistenza post Covid.

Anagni è il punto di riferimento  sanitario di una popolazione di circa  80.000 abitanti di un territorio montano e disagiato i quali, al momento, possono raggiungere per  la vaccinazione la sede di Frosinone che dista  mediamente oltre 30 km ma che risulta essere per loro  la sede più vicina.

Come Lei sa, la provincia di Frosinone è dall’ 8  marzo “ zona rossa “ per il dilagare dei contagi,  l’ aumento  dei ricoveri e  la necessità crescente  delle  Terapie Intensive.

La situazione rischia di non essere  più sotto controllo per la sua gravità e per la non facile né rapida  soluzione. Attualmente l’ Ospedale di Frosinone è  di  fatto Ospedale –Covid, con pesanti conseguenze sulle cure e l’ assistenza per i pazienti NO COVID che, purtroppo affollano i  4 ospedali sopravvissuti (degli 11 in origine) ai funesti tagli alla  Sanità.

Ora è assolutamente necessario velocizzare le vaccinazioni e rafforzare le misure di contrasto, oltre ai controlli ancora insufficienti.

IL PRESIDIO SANITARIO DI ANAGNI DISPONE DI  SPAZI E DI ATTREZZATURE  UTILIZZABILI DA SUBITO E I LOCALI PER LA VACCINAZIONE SONO STATI GIA’ PREDISPOSTI, MA IL SERVIZIO NON E’ ATTIVO. NELL’ ATTUALE  SITUAZIONE DI GRAVE EMERGENZA, POSSONO RAPPRESENTARE   UN SOSTEGNO INDISPENSABILE  PER L’ ORGANIZZAZIONE E LO SVOLGIMENTO DI UNA CAMPAGNA VACCINALE EFFICIENTE E RISOLUTIVA.

IN SUBORDINE,  IL PRESIDIO PUO’ OFFRIRE  POSTI LETTO PER LE TERAPIE  SUB INTENSIVE E LE QUARANTENE POST GUARIGIONE.  TUTTI  SERVIZI INDISPENSABILI PER ASSICURARE PREVENZIONE E  ASSISTENZA. ANAGNI INFATTI E’UNA ZONA ALTAMENTE PRODUTTIVA DOVE GIORNALMENTE  CONFLUISCONO  MIGLIAIA DI CITTADINI PER RAGIONI DI STUDIO E DI LAVORO.

L’ ASSISTENZA  SANITARIA ANTICOVID NON E’ PIU RINVIABILE.

QUESTA INIZIATIVA  E’ CONDIVISA DALLA  COMMISSIONE SANITA’ DEL COMUNE DI ANAGNI.

Gentile Commissario Figliuolo Le siamo profondamente grati per l’ attenzione che confidiamo rivolgerà alle nostre richieste e attendiamo con fiducia la Sua risposta al nostro appello.

Anagni, 9 marzo 2021

 

Il Comitato  “  Salviamo l’Ospedale di Anagni “

Anagni Scuola Futura, Associazione Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Associazione Quartiere Cerere, Comitato Ponte del Papa,   Comitato Residenti Colleferro, LegaAmbiente Circolo di Anagni, Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della Valle  del Sacco ).

 

Per info:

telefonare al  n.:  3930723990.

mail: info@dirittoallasalute.com.

Per aggiornamenti: anagniscuolafutura.blogspot.com

www.anagniviva.org

www.dirittoallasalute.com 

giovedì 11 marzo 2021

Il centro vaccinale di Anagni: video al vetriolo del sindaco Daniele Natalia

Dopo l’accanimento verso l’ospedale di Anagni da parte dell’ASL/FR (a partire dalla chiusura ingiustificata del nosocomio nel 2012 e per finire con la chiusura del Punto di Primo Intervento, unico nel Lazio e non previsto dal decreto regionale), condividiamo e troviamo utile lo sfogo del sindaco di Anagni, Daniele Natalia ( ved video tg24). Sicuramente l’ASL risponderà che, in base al piano vaccinazione, Alatri, Anagni e Atina partiranno per ultimi, con l’arrivo di ulteriori vaccini. Ci risulta che ad Alatri attualmente il centro di vaccinazione funziona per i soggetti fragili; a Ceccano e Pontecorvo si vaccinano gli under 55 anni. E ad Anagni che si aspetta per cominciare? CR

martedì 2 marzo 2021

Anagni sotto i piedi - Contrada di Piscina

 

Apprendiamo con piacere che l’amministrazione comunale di Anagni ha rinunciato, grazie anche alla pressione delle associazioni, al progetto dell’ampliamento del parcheggio di Piscina. Auspichiamo che tutta l’area, assai compromessa nel passato, venga adeguatamente conservata e valorizzata.

L’area, infatti, nel secolo scorso è stata barbaramente cementificata. Dopo alcune costruzioni degli anni Venti, l’esplosione si è avuta negli anni Sessanta con la costruzione sopra gli Arcazzi dell’edificio della ex posta. (Ved art. 2013)

https://anagniscuolafutura.blogspot.com/2013/07/anagni-sotto-i-piedi-contrada-di.html

Negli anni Ottanta è stata costruita, nelle adiacenze, la caserma dei Carabinieri, nonostante la forte opposizione.

Nella prima foto l’area archeologica di Piscina prima della costruzione della caserma e del parcheggio.

Nella seconda l'immagine dello stesso angolo in un quadro di Giovanni Colacicchi (1954)

Nella terza lo stesso angolo con le costruzioni più recenti. CR

https://anagniscuolafutura.blogspot.com/2013/06/anagni-sotto-i-piedi-contrada-di-piscina.html



venerdì 26 febbraio 2021

Anagni - Solo chi ama la propria città la può difendere

Guardate il disinteresse dei nostri concittadini verso i propri monumenti, attraverso i pochi voti dati a essi nella lista del FAI (Luoghi del Cuore 2020). Confrontateli con quelli dati ad esempio, dai cittadini di Alatri e di Artena alle loro attrattive.

https://www.fondoambiente.it/.../cattedrale-santa-maria... - voti 16

https://www.fondoambiente.it/luoghi/acropoli-di-alatri?ldc - voti 657


Adesso capirete perché Alatri ha saputo difendere l'ospedale, il giudice di Pace, ha il museo archeologico, quello degli antichi mestieri e tante altre cose.
La cattedrale di Anagni. Foto Carlo Ribaudo


mercoledì 24 febbraio 2021

Anagni crocevia per i vaccini anti Covid19

Il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi ha dichiarato che lo stabilimento Catalent di Anagni, in provincia di Frosinone, che già sta infialando il vaccino di Astra Zeneca, ha ricevuto da Johnson & Johnson (che ha presentato richiesta di approvazione all’Ema nei giorni scorsi, ndr) il mandato alla produzione del suo vaccino.

Sempre ad Anagni ci sono anche gli stabilimenti di Sanofi Italia. Proprio il marchio francese è particolarmente attivo: ha siglato già due accordi per produrre i vaccini di Pfizer e di Janssen

lunedì 8 febbraio 2021

Anagni - La Pineta di Vico Moricino (2018)

 

La Pineta di Vico Moricino  fa parte di quella architettura del paesaggio molto diffusa alla fine del 1800 e primi decenni del secolo successivo. Il paesaggio si armonizzava con l'architettura, che a Vico comprendeva sicuramente la bella casina (privata) di Calza Bini, l'architetto del Convitto Principe di Piemonte, l'antico granaio, la chiesetta ed altri edifici. La Pineta attualmente è abbandonata e non facilmente accessibile (terreni privati).

L’antico granaio invece è stato riadattato nel raffinato agriturismo "Vico Moricino", che abbinato al vicino ristorante e ad alcuni percorsi naturalistici attesta la lungimiranza della famiglia Giudici  - Carlo Ribaudo

----------

La Pineta è stata esclusa dalla visita del 1 luglio 2018 per la presenza di qualche cane pastore e di una specie di discarica autorizzata nelle vicinanze.






domenica 24 gennaio 2021

Anagni – Incontro tra il Comitato per l’Ospedale, il Sindaco e la Direttrice Generale dell’ASL/FR



Martedì 19 u.s. I rappresentanti del  Comitato ”Salviamo l’Ospedale di Anagni” hanno incontrato nella sede di Frosinone la dott.ssa Pierpaola  D’Alessandro, Direttore Generale della ASL e, invitato dal Comitato, ha partecipato anche il Sindaco di Anagni, avv. Daniele Natalia. Scopriamo come è andata, direttamente dalle loro parole:

Il confronto si è subito incentrato sulla situazione sanitaria della  città dei papi e dei paesi limitrofi che hanno in Anagni il loro punto di riferimento. L’assistenza inadeguata per mancanza di servizi essenziali e  carenza di personale, causa anche lo scarso utilizzo  degli strumenti diagnostici  presenti da tempo nella struttura e, talora, il loro totale non uso.

Considerando  CHE  Anagni è il centro di riferimento  dell’ area Nord della  provincia con una popolazione di circa 80.000 abitanti, CHE è un centro di studi frequentato  da un alto ( oltre 5000 ) numero di studenti provenienti dai paesi limitrofi, CHE  nel suo territorio  sono presenti importanti  industrie, tra cui alcune ad alto rischio (Decreto Legislativo n.105 del 2015, legge Seveso ter)   ed altre  sono in progetto, tutte con  effetti impattanti  sull’ Ambiente (area SIN), sulla  popolazione , sulle forze -lavoro impegnate,   E’ DEL TUTTO EVIDENTE che i servizi sanitari  necessari mancano, e da troppo tempo.

E quelli presenti nell’ex Ospedale sono scarsamente coordinati.

E’ stato soprattutto sottolineato che, nell’ area di Anagni, sono previsti ulteriori insediamenti devastanti in un territorio già brutalmente violentato. Ha destato pertanto enorme preoccupazione la mancata partecipazione del rappresentante Asl di Frosinone nella recente conferenza dei servizi riguardante la realizzazione di un mega biodigestore nella Valle del Sacco.

Per tutti questi motivi nel piano regionale del 2009 Anagni era stata scelta come sede di un nuovo grande ospedale a servizio di tutto il territorio.

La dott.ssa D’ Alessandro  ha detto con molta chiarezza che Anagni ora è un semplice “ Presidio Sanitario “ e che, per la zona nord, l’Ospedale di riferimento è quello di Alatri. Alla richiesta di precisare quali servizi e prestazioni deve avere un Presidio, ha convenuto che i pochi attualmente  operativi, ( ambulanze, ambulatori, chirurgia minima )  possono essere rafforzati, migliorati, attivati e/o riattivati, con interventi graduali , ovviamente approvati anche dalla  Regione.

Ciò che risulta, allora, da  un dibattito, a tratti anche acceso , specialmente  quando  sono stati sottolineati alla Dirigente i costi elevati di alcune iniziative, tanto magnificate  quanto inutili,  non è particolarmente soddisfacente. Tuttavia la dott.ssa D’Alessandro  è sembrata volersi impegnare  all’ adeguamento del Presidio,  per quanto  è stato oggetto di discussione, e in tempi possibilmente ragionevoli, tenendo conto della  drammatica  emergenza Covid la cui gravità, sommata all’ insufficienza anche delle  cure  ordinarie, sta privando i cittadini del Diritto alla  Salute.

E’ stata   riconosciuta l’ opportunità di mantenere un rapporto aperto di collaborazione con il Comitato e con  l’ Amministrazione comunale, che ha confermato il suo impegno per ottenere le richieste avanzate,   ed è stato consegnato alla  Dirigente  un documento di sintesi della  situazione e delle richieste stesse, che  sono in linea  con quanto il Governo  ha già stanziato e stanzierà per finanziare la  ricostruzione della rete territoriale di assistenza sanitaria in grado di  rispondere alla terribile  pandemia  che ci ha aggredito  e alle  esigenze  sanitarie generali dei cittadini.


COMITATO “ SALVIAMO L’ OSPEDALE  DI ANAGNI “

Anagni Scuola Futura, Associazione Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Associazione Quartiere Cerere, Comitato Ponte del Papa,   Comitato Residenti Colleferro, LegAmbiente Circolo di Anagni, Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della Valle  del Sacco ).



martedì 19 gennaio 2021

Anagni – Incontro tra il Comitato per l’Ospedale, il Sindaco e la Direttrice Generale dell’ASL/FR

 

Martedì 19 gennaio 2021, si è svolto presso l’ASL di Frosinone l’incontro tra la Direttrice Generale drssa Pierpaola D’Alessandro e alcuni rappresentanti del Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni”.

 

Il colloquio, durato circa un’ora e mezza, era stato richiesto dal Comitato a dicembre. All’incontro ha partecipato anche il Sindaco di Anagni, avv. Daniele Natalia.

Gli intervenuti hanno ribadito che la nostra è area SIN in cui gravano 7 industrie a pericolo chimico-esplosivo (Seveso Bis) e si registra un numero elevato di patologie tumorali. Il territorio è attraversato da TAV e A2

Sono stati affrontati i problemi sanitari più rilevanti del nostro territorio, tra cui la riapertura del Punto di Primo Intervento, le ambulanze medicalizzate, il potenziamento delle attività ambulatoriali, l’utilizzo delle camere operatorie, della Tac ecc.

La Direttrice, che proviene da una Sanità più efficiente, quella emiliana, è sembrata  sinceramente intenzionata, nonostante le difficoltà del momento, a capire e a cercare di risolvere alcune problematiche del nostro territorio. Speriamo che ne abbia la possibilità. CR


Anagni Scuola Futura (Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni”)

Seguirà tra breve un comunicato ufficiale  di tutto il Comitato.

domenica 10 gennaio 2021

Anagni. Monastero di Santa Chiara. Ruota degli esposti

 

Tutti ricordiamo, nel Parlatorio del monastero di Santa Chiara ad Anagni, la Ruota, utilizzata in tempi recenti per il ritiro dei dolci fatti dalle Clarisse.
La ruota però era nata, probabilmente, per  altri scopi. Fu proprio papa Innocenzo III a istituirla nel 1198, presso l’ospedale di Santo Spirito a Roma, per raccogliere i neonati abbandonati ed evitare che venissero gettati nel Tevere, come purtroppo accadeva spesso. 
La ruota, presente prevalentemente in monasteri femminili e ospedali, era una sorta di bussola girevole; consisteva in un cilindro ligneo diviso in due parti da uno sportello. Nella parte verso l’esterno si poneva, senza essere visti, il neonato, che si ritrovava all’interno dopo aver girato la ruota. Accanto a questa vi era una campanella; chi deponeva il bambino la suonava per avvertire di prendere il neonato e somministrargli le prime cure. 
Alla metà dell’Ottocento in Italia vi erano circa 1200 ruote. Esse furono abolite nel 1923 dal primo governo Mussolini, per cui ai giorni nostri ne restano pochi esemplari.  Carlo Ribaudo

Stampa ottocentesca

Chiesa di Santa Chiara (Foto C.Ribaudo)

https://anagniarte.blogspot.com/2015/01/anagni-chiesa-di-schiara.html

 

domenica 27 dicembre 2020

Anagni – La Natività di San Pietro in Vineis (2020)

Nella chiesa di San Pietro in Vineis, il cui impianto risale al XII sec., vi è la raffigurazione, non ben conservata, di una Natività, databile probabilmente nei primi decenni del XIII sec. La Madonna, in posizione orizzontale, è rappresentata come una donna comune che ha appena partorito e si riposa, di poco separata dal  bambino, completamente fasciato. Si tratta forse della più antica Natività presente ad Anagni.

Questa iconografia del puerperio di Maria, diffusa durante il Medioevo, si lega alla tradizione di modelli bizantini.  E' presente per esempio nelle vetrate della cattedrale di Chartres (1150), nel duomo di Monreale (circa 1180) e nella Natività di Duccio da Boninsegna.(1308-11).

A San Pietro in Vineis, vicino alla Natività, vi è una immagine realistica di una donna che porta dei panni per il Bambino che viene lavato (iconografia simile a Monreale). Carlo Ribaudo


Natività, vetrata, 1150 (Chartres, cattedrale)


Duccio di Boninsegna, Natività, 1308-11

martedì 8 dicembre 2020

Anagni – E’ venuto a mancare il prof. Giovanni Stella

Anagni – E’ venuto a mancare il prof. Giovanni Stella, pittore e critico d’arte. Assessore alla Cultura del Comune di Anagni dal 1990 al 1997, a lui si deve l’istituzione del Festival del Teatro medievale e rinascimentale di Anagni, di cui fu anche direttore artistico fino al 2008. Ha fondato tra l’altro la Casa della Cultura e la Biblioteca. E’ stato anche organizzatore di importanti manifestazioni artistico e culturali.


Foto edizione del Festival del 2014, con il grande Albertazzi





venerdì 13 novembre 2020

Dieci anni fa si decise la chiusura dell’ospedale di Anagni

 

                         Manifestazione a Roma per la difesa degli ospedali laziali, ottobre 2010


Renata Polverini, candidata del centro-destra, che aveva impostato la sua campagna elettorale del 2010 sulla difesa degli ospedali, una volta eletta (con il contributo decisivo dei Ciociari) decise di chiuderne 24 nella Regione (decreto 80 del 2010). Tra i 7 ospedali chiusi nella Provincia di Frosinone ci fu anche Anagni, che solo un anno prima (vedi piano Marrazzo) doveva diventare sede di un grande ospedale a servizio di tutto il territorio.
Quasi un terzo dei 24 ospedali o non è stato mai chiuso o è stato riaperto (per es. Monterotondo, Subiaco, Anzio, Bracciano, Amatrice, Acquapendente); nessuno comunque nella nostra provincia. Con Zingaretti, succeduto alla Polverini, non ci sono stati cambiamenti, soprattutto nella nostra provincia. Ad Anagni abbiamo perso anche il Punto di Primo Intervento (PPI).


Carlo Ribaudo (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni)

http://anagniscuolafutura.blogspot.com/2018/06/storia-degli-ultimi-10-anni.html




sabato 7 novembre 2020

Il Comitato “ Salviamo l’ Ospedale di Anagni “ scrive al ministro della Salute Speranza e al presidente Zingaretti

L'esperienza passata (lettere, incontri ecc.) insegna purtroppo che, senza azioni decisive da parte dei sindaci, i risultati sono nulli.

La medicina territoriale non c’è.

 Gli impegni presi già dalla primavera scorsa, quando eravamo nel pieno della pandemia, sulla urgente necessità di  ripristinare la rete  di medicina territoriale, sono stati disattesi. La  chiusura  di  ospedali  di media  dimensione, organizzati ed  efficienti, il taglio indiscriminato di letti, il blocco  delle  assunzioni  e del turn over del personale  medico ed infermieristico, hanno ridotto l’assistenza sanitaria al minimo, già in tempi normali. La pandemia l’ha ridotta allo  stremo.

La medicina territoriale non c’ è.

Nel Lazio la situazione è grave. Lo dicono i numeri. Gli ospedali  faticano a far fronte ai ricoveri e  non reggono l’ onda d’ urto già da ora . E la crisi  da Covid  durerà a lungo. Nessuno osa più illudere le persone. Forse qualche  politico drammaticamente  disinformato. 

La provincia di Frosinone ha la situazione  peggiore per numero  di contagiati. Sono sempre i numeri a dirlo, e nella zona  Nord  della  provincia la rete  sanitaria territoriale non c’ è.  

Ci sono,  però, strutture ospedaliere da riattivare.

L’ Ospedale Civile  di  Anagni è stato chiuso  nel novembre 2012,  nonostante un’ ordinanza contraria  del Consiglio di Stato,  tuttavia, ad oggi,  dispone di spazi e servizi  riattivabili in breve  tempo,  di attrezzature , spesso ancora imballate, per la scellerata decisione di  chiusura.

Può offrire posti letto per le terapie sub intensive, le quarantene post-guarigione e altre necessità legate non soltanto all’attuale  situazione di emergenza Covid  ma indispensabili per  assicurare tutti i servizi di prevenzione  e  assistenza, istituendo un  Centro di Screening  di prevenzione Covid,  (tamponi, analisi e test sierologici)  a servizio  della popolazione.

Invece, assistiamo all’utilizzo di alberghi ( tutti da attrezzare ! ) per poter avere posti letto e servizi ben altrimenti disponibili. Difficile capire  il senso di tali decisioni, quando  nella  direzione di riaprire e riutilizzare i reparti disponibili dell’ ex-Ospedale  andava  anche  la richiesta  presentata qualche tempo fa  dal Sindaco di Anagni alle  sedi  competenti. Al riguardo invitiamo il sindaco ad agire al più presto, passando dalle parole ai fatti, anche con denunce alle autorità competenti.

E’ bene segnalare  che in Veneto il presidente Zaia ha riaperto 5 ospedali chiusi da tempo.

Ora siamo nella condizione peggiore: quella di inseguire il  virus che è di gran lunga più veloce di noi e il tempo per recuperare i ritardi è breve. Perciò ci si deve attivare  senza altri indugi, mobilitando tutte le energie  e gli strumenti disponibili, coinvolgendo tutti i livelli istituzionali.  Altrimenti il prezzo da pagare sarà molto alto.

Il Comitato “ Salviamo l’ Ospedale di Anagni “


martedì 27 ottobre 2020

La medicina medievale nella cripta di Anagni

Negli affreschi della prima navata della cripta della cattedrale di Anagni sono raffigurati, uno di fronte all’altro, i medici più celebri dell'antichità, Ippocrate e Galeno, che in realtà sono molto distanti nel tempo (V-IV secolo a.C. e II d.C.). A sinistra della lunetta con Ippocrate e Galeno vi è  il diagramma con la teoria dei quattro umori, che era ancora fondamento della medicina medievale, nonostante alcuni progressi. Si basava sul principio che in ogni uomo si trovano quattro "umori", o fluidi principali: bile nera, bile gialla, flegma e sangue, prodotti da vari organi del corpo; essi corrispondevano ai quattro elementi dell’universo (aria, acqua, fuoco e terra).  Una persona, per essere in buona salute, doveva avere un perfetto equilibrio di questi elementi.
Per riequilibrare gli umori e giungere alla guarigione si ricorreva, in alcuni casi, ai salassi, prelievi di sangue che finivano per indebolire il malato, e anche a erbe medicinali e unguenti. La chirurgia era molto limitata; inoltre la mancanza di igiene provocava l’insorgenza di gravi infezioni, che peggioravano la situazione del malato fino a determinarne la morte (cfr. Anagni: guida storico-artistica, a cura di C. Ribaudo, 1989).

Risulta evidente che con questa medicina la battaglia contro la peste nera che si diffuse in Europa nel 1348-1349 (della quale abbiamo parlato in precedenza per Villa Magna), era persa in partenza.

Tuttavia proprio in seguito alla peste, che uccise un terzo della popolazione europea, la medicina registrò dei progressi, come p. es. l’adozione della quarantena.  

 

sabato 17 ottobre 2020

Ricordi di infanzia e di gioventù (anni ‘60 e ’70) in dialetto anagnino di Mauro Frattali

 I racconti sono stati scritti da Mauro Frattali in gran parte durante il confinamento del Covid. Sono una fotografia degli anni '60 e ’70, viva e ricca di dettagli; leggerli fa riaffiorare molti ricordi in chi ha vissuto quei tempi, molto lontani dagli attuali. 

I racconti sono pubblicati sul gruppo facebook  "Gruppo di Dialetto anagnino".
L’autore, che è un imprenditore affermato e non uno scrittore di professione, mostra una grande capacità narrativa.
Tutti i testi e le foto sono di Mauro Frattali

                                                               -----------------------------

Parte prima


I nonni
 
Premetto che i miei nonni materni erano contadini che vivevano e si sostenevano esclusivamente con i frutti della terra che quotidianamente lavoravano.
I seguenti due detti erano parte integrante delle loro giornate e io che da piccolo durante le vacanze scolastiche estive spesso li seguivo in campagna, a forza di sentirli in continuazione mi sono ritrovato inconsapevolmente ad applicarli durante la mia vita:
“ iu tempo s’aspetta fori”
Nel senso che pure quando la mattina non era bel tempo, si andava ugualmente in campagna e stando già sul posto, se le condizioni fossero migliorate, si sarebbe potuto fare qualcosa.
“ iu letto fa j’ome poveretto”
infatti oziare nel letto oltre il necessario, non ci rende utili e produttivi.

14 marzo 2020
 
Ricordi dell’infanzia
Una giornata, anzi mezza, fori cu i nonni.
La matina a bonora , prima che fa giorno, se sente iu vallo canta’, me sveglio un po’ ‘ntontito.
Nonno già sta ritto, pronto , sta a cala’ attera alla stalla a caccia’ l’asena,
nonna sta vicino alla finestra, guarda iu tempo mentre me sbatte cu nu’ cucchiarino n’ ovo frisco con lo zucchero dentro a ‘nu bicchiere;
ia m’arizzo svelto da iu’ letto de cartocci de tuti, me ficco i cazzuni curti, me metto i sandali marroni con i quattro buci, ‘na majetta a righe bianche e blu, me lavo iu mucco come ‘na catta e vado da nonna a magna’ iovo sbattuto con la marsala e ‘na tazza di latte con il pane duro avanzato iu giorno prima.
(Lo spazzolino e il dentifricio erano cose da fantascienza).
Nonno ha già sistimato l’asena, i due cistri , uno a destra e l’altro a sinistra, sono stati fissati con na’ corda a iu masto per mezzo dei gnaccoli, ha caricato la verdura raccota fori iu giorno prima e ci avviamo sotto palazzo (era sotto il Comune)per venderla.
Nonna è piccola di statura, magra ma forte, porta sopra la testa una grossa canestra piena di frutta.
Arrivati sul posto, nonno scarica l’asena e va fori a lavora’, io resto cu nonna a pia’ iu posto e aspetta’ che se fa più giorno pe venne.
Appena finisce de venne tutta l’erba e le frutta, nonna prende un po’ de sordi sani e li mette da parte, dicendo sempre: “chisti i mettimo da parte ca adduma’ nen se sa”.
Prendiamo le canestre e i manecuti voti e prima da i fori da nonno, passimo alla bottega di alimentari a cambia’ i sordi spicci e compra’ ‘na mezza schiappa de baccalà’.
Adesso basta perché se descrivo come proseguiva la giornata fori, mi dilungo troppo e divento noioso 😊, comunque mi sono ricordato di diversi vocaboli che prima erano di uso frequente perché fondamentali per lo svolgimento delle mansioni quotidiane e oggi sono spariti.
Quella frase che nonna ripeteva sempre e io a 6/7 anni non capivo,
riassumeva la necessità di avere sempre qualcosa da parte per il giorno successivo, in quei tempi campavano alla giornata e avere qualcosa da parte era indispensabile, non per andare in ferie 😊 ma per procurarsi da mangiare in caso di condizioni climatiche avverse per il raccolto dei campi.
---
La seconda parte della giornata “Fori cu i nonni”
Premetto che da piccolo davo più di qualche problema a mia madre...
che comunque grazie a me, poteva rinnovare con una certa frequenza diversi mobili di casa 😊 , la cucina , la sala da pranzo, una toletta con un grosso specchio della camera da letto ecc.
Quest’ultima per darvi un’idea, era posizionata all’angolo della camera e io,dopo aver visto il giorno prima al cinema Felici, Sansone che con la sua forza faceva crollare tutto, (a conferma del racconto di Sandro Quattrocchi) mi infilai sotto quel mobile e appoggiandomi con le spalle all’angolo del muro lo imitai per bene... e gridando:
“ muore Sansone con tutti i filistei!!”
spinsi la toletta in avanti facendola cadere e rompendo l’enorme specchio in mille pezzi.😨
La tragedia fu grande... sia per il danno, ma soprattutto perché,secondo i miei famigliari e i vicini di casa, accorsi per il frastuono, ci sarebbero stati 7 anni di disgrazia che la rottura dello specchio avrebbe dovuto portare...
Mamma in quelle occasioni,arrabbiata e dopo avermi rincorso inutilmente, mi diceva: “mo vatte a durmi’ da nonneta, ca massera quando torna padrito è mejo che ‘nte trova”.
Allora io su due piedi come stavo -stavo, cazzuni curti,sempre d’estate e d’inverno, partivo da via Giminiani, di fronte all’attuale caserma dei Carabinieri e mi dirigevo in via dei Pulpiti, attera a’iu viculo de Vagno.
Mi viene da sorridere al ricordo del “ trasloco” che facevano i miei figli quando erano più piccoli e dovevano andare a dormire una notte dai nonni☺️
Ma iu problema mia, vista l’età 6/7 anni, non era quello d’attraversa’ mezz’Anagni da sulo...ma la paura de ‘ncontra’ cani randagi che girevano pe le vie e i viculi; de du’ cose tenevo ‘nsacco paura, de sti cani scioti e... dei lupenari.
Comunque, facenne capuccella tra ‘nu viculo e iatro, cambienne strada se vedeva ca canu, arrivavo alla casa de nonna e mentre aspettevo che issi arevenevano da fori, me mettevo a gioca’ con Tonino “lepretto” ,Pasqualino, Angiuletto ecc.
Questo per precisare che quando andavo dai nonni, non era per piacere ma per una necessità “di sopravvivenza”, e la cosa non mi dispiaceva affatto....anzi.
Ora riprendo il seguito della giornata “fori cu i nonni”.
Finito de venne l’erba e la frutta sottopalazzo, ia i nonnema, returnemo a pusa’ le canestre vote a casa sea, essa prepareva de prescia iu’ pranzo , i metteva dentro a ‘na canestra più zeca, i repartemo pe j fori da nonno.
Azzecchemo iu viculo de Vagno, passemo alla Bucia i calemo pe la cava che sta’ prima de Campusanto, venenne da iu Ponte Miobello.
Arrivati alla vigna, ia scappevo sempre denanzi a rupri’ iu vado pe fa rentra’ nonna, essa poseva la canestra co iu pranzo e se cambieva i vestiti pe mettese pe fori: erano tutti stracci rattoppati, de dua/tre vestiti di diversi colori c’è ne faceva riesci’ uno 😂.
Doppo jemo da nonno, che appena la vedeva diceva:
“ Accimmezzi Rumi’ come te si aremutata..., me simbri ‘na strolega “
E lei: “Ciuciareio mia, parli assusi perché ‘nte po’ sperchia’ “
E giù risate.
Questo era un rito ogni volta uguale, (ciuciareio, era il soprannome di nonno e Rumi’ era il nome di nonna Romilde).😂
Il mio compito era quello de caccia’ l’acqua fresca dai iu puzzo con la tirella, con sempre la stessa raccomandazione: “Maure’, mittici iu sicchio zico, ca sennò’ cu chjo grosso ci vai appresso, doppo chi ci riportimo a padrito?”.
In quei tempi, da qualsiasi parte stavi, scavavi un pozzo(a mano tirando fuori la terra con un secchio) trovavi l’acqua e la potevi bere senza problemi, inquinamento? Era una parola che non esisteva.
Cacciata l’acqua da iu puzzo, la teneva da porta’ all’asena che steva legata allo frisco, vicino alla capanna de paja.
Bisogneva st’attenti sempre a’nci da le spalle, perché “chella come te giri, te tira zampate” e ricordate sempre che “ fa bene a ‘iasini ci se remette sempre”.
Questo era nonno, me lo ripeteva ogni volta.
Mo, si continua sta’ quarantena, riesco pure a scrive nu libro... maledetto Coronavirus... per come mi dilungo, chiedo scusa.
https://www.facebook.com/groups/387385698796954
(segue)
La culazio’ cu la trippetta de Nurina.
Le culazioni più belle che me recordo, ‘ne ‘nso chelle fatte in qualche vacanza negli alberghi, ma chelle che se faceveno a casa certe domeniche matina quando ero zico, stemo abbita’ alla casa di fronte all’attuale caserma dei carabinieri.
Papa’, chio giorno, steva cu nui perché ‘ne jeva a laura’,
i pe fa conosci mejo la festa, ‘ca vota, me manneva alla cantina de Nurina a pia’ un po’ de trippetta pe culazio’.
Certe domeniche, quando i’affari durante la settimana ereno iti ‘mpo’ mejo... me deva la sporta che mamma usava pe i a fa la spesa, Ia me mettevo i manici a giro spalla, senno’ strusceva pettera mentre camminevo... era quasi più grossa de mi...i partevo.
Me faceva cumpra’ quattro, cinco sfilatini cu la trippetta ammezzo... chio era ‘nu lusso che ci potemo permette, chio bono sapore ancora mi recordo mo’.
I sfilatini Nurina i pieva frischi, anzi calli, tutte le matine da Ezio Gatto e Mario Marucci che tenevano ju furno a ‘nu locale che deva sulla scala, di fronte alla chiesa de Sant’Andrea, che va verso Puzzo la Valle, ereno clienti nostri, ci purtemo le frasche cu ju ‘42...
😊
Nurina, sti sfilatini, i spaccheva a meta’, ci metteva la trippetta calla cu ju sugo, cu ‘na bella spolverata de pecurino i parmigiano, ‘na specialità de chii tempi... pare levete che te stivi ammagna’
☺️
Invece certe atre dumeniche... me deva i sordi,
sempre cuntati eh...perché chio ‘ni freghivi, ‘nu sicchietto cu ju cuperchio i ju manico a giro, tutto d’alluminio, i me diceva: ”Maure’, va’ da Nurina i fatte da’ tre scummarei de trippetta, ma dicci che ‘ne ‘nci mette tutto sugo eh”.
Partevo come nu’ furmine, perché ‘ne vedevo l’ora d’areveni’ pe magna’. 😌
Appena arrivato alla cantina de Nurina, attuale pizzeria Barnekoff, rentrevo dalla parte che da’ verso ju giardino de Puscina, guardingo i ‘mpo timidamente, perché alloco ci steveno sulo ommeni grossi, che certe vote se metteveno a cummatte i a fa a botte... a mi chelle scene me piacevano puro da vedelle... ma da luntano; chii, già steveno assettati a i tavulini, quasi tutti a fuma’, a fa culazio’, a giuca’ a carti... i puro a beve.
Me facevo strada ammezzo a chio fume de sicherette i ievo a truva’ Nurina, che steva sempre ‘mpicciata come ‘na matassa, ci dicevo: “Ha ditto papà che me da’ tre scummarei de trippetta senza sugo.”
Chella femmena era brava ... però steva sempre ‘mpo’ accigliata i ‘ne teneva pochi spicci: “Arecazzi’, di a patrito ca’ si cerca rugna... ha truvato chi c’è la ratta”.
ia ci diceva: ”Vabbè’”... i come facivi a contraddirla...🤷‍♂️
Faceva un ‘mpo’ accusi’...però era ‘na bona femmena,
ia cuntevo sempre i scummarei i essa me ne metteva sempre nu’ mezzo de più, senza dimme gnente 😊
‘Na vota m’ha aiutato propria tanto...
Chella matina steva arepurta’ a casa ju secchiello de trippetta che ero appena comprato da essa, i sempre pe’ chella cosa che so raccontato ca’ storia fa, mentre camminevo cerchenne de imita’ la camminata de patrimo, cu ju pede sinistro ritto e ju destro ‘mpo’ aruperto, so ‘nciampicato, me so fatta la cianchetta da sulo, so cascato pettera cu tutto ju sicchiello della trippa, che s ’arevotica’ ammezzo a ju brecciulino...
stevo a chio spiazzo poco prima dell’officina de Cesare Caldarozzi, propria sotto alla cantina de Nurina, ando’ prima ci steva ‘nu bagno pubblico...
Me pia’ ‘nu corpo sicco 😱
Cumincia’ a recolle, cu le manicciole, chella trippetta da pettera, la remetti’ dentro a ju sicchiello ma era tutta sporca de tera, brecciulini i senza sugo... ci remani’ ‘mpo’ a pensa’, i cu ju core che me batteva forte ‘mpetto..
me venne ‘n’idea...ci potevo da ‘na sciacquata.
Parti’ de corsa fino alla fontana de Puscina i ci dette ‘na lavata...
ma sta’ cosa, diventa’ tutta bianca i fredda, sembreva ‘nu scazzuio ... anzi c’era davero
😳
vabbè, ca papà m’era ditto da ‘nci fa mette tanto sugo...
ma alloco ‘nci steva pi gnente ... ‘nsapevo che fa ... i come me ci potevo presenta’ a casa da patrimo?🤷‍♂️
Mo avoia a di’... ma prima ju rapporto padre/figlio era di timore e amore, j’affetto i sentivi ma ‘nti faceva vede’, ju padre era chio punto de riferimento forte della famija che deva sicurezza... ma puro chio della severità i della disciplina, te deveno più de chello che teneveno, ma tenivi da fila’ ritto senno’... ereno duluri.
Cu’ chio pensiero ‘ncapo... acchiappi i rei’ alla cantina da Nurina, ci chiedi’, serio, si me ci puteva mette zic’atro sugo callo... perché papà era ditto che era poco, me guarda’ ‘mpo’ strana... ma appena leva’ ju coperchio, i vedi’ chello che ci steva alloco dentro... pe la prima vota, vedi’ Nurina da ride...
😳
“Brutto lazzarone... che ci si fatto a sa’ trippa?”
“Gnente ... m’ha cascata pettera, sa’ spurcata ‘mpo’ i allora ci so’ dato ‘na lavata alla funtana” 🤷‍♂️
Se remetti’ a ride i me dette ‘nu schiaffitto ancima alle corde de cojo... itta’ chella roba alla monnezze, me remetti’ tre scummarei de trippa, senza sordi ma soprattutto senza di’ gnente a patrimo
❤️
Dio la benedica a ‘ndo’ sta mo... tornai a casa senza tucca’ pettera... per la cuntentezza.
😊

---------------------------------------------



Chella vota che me ne i da casa
Allora me ci so’ ‘ncontrato cu’ Carlo ... era nu’ tardo pomeriggio de sta’ settimana, ci simo fatto nu’ bejo tuffo, “senza costume”, in un mare di ricordi .
Simo riusciti areiccene a casa cu’ la luna bella arda, doppo svariate telefonate delle nostre famija pe’ sape’:”Che fine emo fatta ...”🤷‍♂️
Nella nostra natata ammezzo a ju mare dei ricordi, simo ripercorso le tappe importanti della nostra vita, cu’ tutte le ‘sperienze negative e positive che simo vissute, cu’ tante risate i felici d’avelle fatte.
Bej momenti, grazie Carlo 😊.
Chesta storia la so condivisa cu ‘n’amico d’infanzia, ci so’ cresciuto ‘nsieme pe’tanti anni, tenemo quattro o cinco anni quando iemo abita’ vicini de casa a Puscina, ja veneva da San Giuvanni e isso ... da Sammangrazzio.
I genitori ancora ‘nci faceveno resci’ da suli perché emo troppo zichi... ma nui ci vedemo i chiamemo, cu’ i nomi struppiati, attraverso le sbarre delle ringhiere dei balconi dalle casi nostre, ja ci grideva “Callo” e isso me gridava “Mallo” ...
i basta, perché ‘ntenemo atri argomenti da scambiacci 🤷‍♂️.
Le scole elementari le simo fatte separati, tenemo du’ maestri diversi, ma spesso ci jemo i c’arevenemo ‘nsieme dalla scola, i quando ‘nse faceva stemo sempre a giuca’ ‘nsieme ... Puscina era ju nostro munno, ‘nsieme a tanti atri uttri, simo condiviso gran parte della nostra infanzia attera a chio giardino
❤️.
Alle medie ci simo divisi, i persi puro ‘mpo’ de vista, perché tutti i dua ci trasferemo de casa, isso se ne i abita’ alle casi nove, che facinno attera alla Cava Sammanno e ia a ju Spizzone, a ju palazzo doppo la posta che costruì’ patrimo, ma più de ca’ vota i jeva a truva’ alloco attera.
Ju destino c’ha fatto rencuntra’ alle scole superiori pe’ geometri, simo stati cinc’anni a ju banco ‘nsieme, certi legami, senza che te n’accorgi remaneno pe’ sempre, i oggi si puro ‘nci vediamo pe’ anni... appena ci ‘ncuntrimo, me sembra ca’ ci simo sempre frequentati.
So’ fatto sta’ premessa, pe’ cerca’ de spiega’ ju rapporto che teneva cu’ la persona con cui so’ condiviso la vicenda che ve vojo racconta’.
Dopo aver preso ju sacco a pelo a casa, avvisai chella poraccia de mamma ca’ me ne jeva da casa “pe’ sempre” 🤥.
Mamma all’inizio remani’ senza parole, ‘nci credeva 😳, doppo cerca’ de sdrammatizza’, d’aggiusta’ ‘mpo’ le cose ... “ Maure’, ma tu la sera arevettene zica prima no ... doppo ‘mpo’ alla vota ...” ma ja la lascia’ a parla’ sola i me ne i attera alla cava Sammanno a chiama’ chi’amico mia de sempre.
Vulevo immene d’Anagni pe’ ‘mpo’ de tempo ... senza sordi ‘nsaccoccia, senza gnente i cu’ i diciott’anni ancora da compie, era il 1975, tenevo da dimostra’ a casuma che ormai ero ... “grosso” 😡.
St’amico mia, Carlo, era ju terzo de tre fratelli, i all’opposto mia, che ero ju primo de tre fratelli, era nu’ ragazzo libero d’areveni’ la sera quando se pareva a isso, poteva parti’ i areveni’ da casa pe’ qualsiasi viaggio a piacere sia,
se gireva l’Italia e mezza Europa cu’ jautostop 👍.
I genitori sia, forse già s’ereno ‘mpo’ abituati cu’ i frati più grossi a ju distaccamento dei fij , invece a casuma,
chella strada la teneva da traccia’ i da spiana’ ja 🤷‍♂️.
Appena dissi a Carlo ca’ vulevo immene da casa il più lontano possibile...già’ stemo cu’ ju saccappelo ‘ncoio a fa’ jautostop pe’ arriva’ attera alla macchia d’Anagni, alla stazione de servizio della Pavesi.
Arrivati a chjo distributore della Macchia d’Anagni, ja i Carlo ci mettemo vicino alla pompa della benzina, a ogni machina che se fermeva a fa’ rifornimento i che teneva la targa più a sud de Napoli (benedette targhe de na’ vota ... che te faceveno regula’ su tante cose ...), ci chiedemo ando’ ieva.
Cachetuno, maleducato ... ne’ ci manneva ritiri ritti ☹️,
invece uno cu’ na’ Ford Taunus grigia metallizzata,
feci ju pieno de benzina i ci disse che jeva a Bari ...
“Propria ando’ tenimo da i nui”, ci dicemo... ‘nsa ando’,
ne le sapemo manco nui ando’ tenemo da i 🤥.
Chisto viaggeva da sulo, ma nui pe’ educazione i delicatezza,
ci chiedemo si teneva ‘mpar de posti spicci ... infatti i teneva ...
guarda caso ☺️.
Ci facemo la strada da Anagni a Bari cu’ nu’ pazzo 😳,
purteva chella machina sempre a tavuletta,
Carlo s’assetta’ a ju sedile annanzi , era ju capospedizione i teneva ‘sperienza, pianificheva tutto isso i si ‘nci steva isso, comme ha ditto na’ signora de stu’ gruppo, ja saria arrivato si e no attera a Sancisari; ja steva a ju sedile addreto ... ma me se stira’ ju coio, pe’ vede chella lancetta dei contachilometri ...
pe’ tutto ju viaggio sempre a fine corsa. Ogni tanto, chisto, appena alla radio se senteva ca’ canzone de Adriano Celentano che canteva “Yuppi du” o della moji Claudia Mori cu’ “Buonasera dottore”, arizzeva ju volume a palla; doppo appena senteva Domenico Modugno cu’ “Piange il telefono”, abbasseva i ci parleva male ... boh ...
“che ci sarà’ fatto Domenico a chisto” ... me chiedevo.😊
Comunque appena arivemo a Bari, calemo dalla machina, ringraziemo prima ju Padreterno d’avecci fatto arriva’ ancora sani 🙏🏻, i doppo isso ... ma manco tanto.
Ci mettemo a n’atra pompa de benzina a cerca’ n’atro passaggio pe’ i verso Terlizzi, a truva’ n’amica de Carlo che isso era conosciuto j’anno prima a nu’ viaggio che s’era fatto in Sardegna. Isso steva attrezzato be’ ... purteva puro la cartina geografica ... i meno male ca’ si dipendeva da mi ... chisa’ ando’ jemo a fini’
😊,
Ja m’ero purtato sulo ju saccapelo i ... le scarpe perché le tenevo già’ ficcate a i pedi.
La sera arivemo a Molfetta, na’ trentina de Km più’ sotto de Bari vicino a Terlizzi, c’era acchiappato ‘mpo’ a tardi cu’ le ... coincidenze, ma ormai ja ‘nteneva niciuno problema d’orario de rientro, finalmente stevo tranquillo ...
sulo che ne’ sapemo a ‘ndo’ icci a durmi’, ju portafojo ni tenemo propria i le saccocce ereno vote ...
in dua ‘ntenemo na’ lira, figurate si ci putemo permette na’ locanda 😔.

Jemo alla spiaggia i truvemo na’ grotta libera, proprio in prima fila, vista mare, anzi propria ammezzo a ju mare
👍.
Rentremo dentro a sta’ grotta, passenne ancima alle rocce che resceveno dall’acqua i vedemo che abballe ‘ntutto, ci steva ‘na parte cu’ la sabbia ando’ le onde ‘nci’arriveveno.
Sistememo i sacchi a pelo i dopo ‘mpo’ se feci scuro.
La notte, ‘nse vedeva manco a fa’ a cazzotti, buio pesto, la luna ‘nse feci vede’ pignente, se senteveno sulo le onde de ju mare che sbattevano ‘nfaccia a chji scogli.
Se dici che il buio e il rumore del mare conciliano il sonno ...
ma alloco ne’riuscemo a chiude n’occhio ... lu brutto però arriva’ doppo, cu’ l’alta marea, quando chella parte sabbiosa venne raggiunta dal mare
😳.
Passemo lu resto della notte rencriccati ancima a i scogli, cu’ i sacchi a pelo ‘nzino, remanemo intrappolati alloco dentro senza pote’ resci’, ju mare s’era mosso, ammezzo a chii sassi i allo scuro, ‘nci fidemo tanto a movici...
se vede che ‘mpo’ de ciruella ‘ncapo, c’ereno avanzate 🙄.
Carlo, a differenza de mi, teneva più esperienza cu’ chij tipi de trasferte, conosceva ragazzi e ragazze da più de ca’ parte,
i puro in Puglia teneva ‘mpo’ d’amici.
Ju giorno appresso, frischi come na’ rosa de maggio, riposati e rifocillati ... la fame i ju sonno ci cacceva j’occhi ... ci ‘ncuntremo cu’ st’amici sia.
Ereno bravi ragazzi, io li vedevo come i fratelli minori dei “figli dei fiori” degli anni sessanta, diciamo ‘mpo’ alternativi rispetto alle mie frequentazioni paesane, li vedevo più emancipati, più liberi (sempre presente sta’ parola), ereno pieni di ideali, de collanine, de laccitti de cuoio, cu’ chji camicioni larghi, ommeni i femmene se vesteveno uguali, le femmene s’ereno tutte scurdata de mettese ju pezzo ancima dell’intimo, ... teneveno tutti, nu’ spirito portato a combatte ju “sistema” ... Pe’ mi, nu’ munno novo 😳.
Ja, a chio punto della vita mea, era la quarta vota che m’alluntevo d’Anagni senza la famija, la prima i la seconda, fu quando tenevo sei i sette anni, me mannanno alla colonia marina de Mondragone cu’ i preti.
La scusa era chella de “famme respira’ ‘mpo’ d’aria bona de mare” ma in verità era pe’ fa repusa’ ‘mpo’ mamma, che appena la domenica me veneva a truva’, me diceva che senza de mi, ‘nteneva più gnente da fa
🤷‍♂️.
Santa femmena quanto da fa’ ci so’ dato da uttro ...
Ja alla colonia ne’ ‘nci vuleva propia i e ‘nci vulevo sta, me sentevo in prigione addreto a chella ramata che delimitava la spiaggia, tutti chji ordini, tutti ‘nquadrati, gli orari pe’ magna, pe’ giuca’, pe’ isse a fa’ ju bagno, p’arizzasse la matina, pe’ isse a durmi’ la sera ... era tutto scandito dai fischietti delle ragazze vigilanti.
I teneva sempre alle recchie chjio fischietto ... ia vulevo sta’ tutta l’estate a Puscina a fa chello che me pare ... libero
❤️.
Brutta esperienza, il periodo più triste della mia fanciullezza.😔
La seconda vota, ci vulette i ja, sempre cu’ i preti, a ju campeggio dell’Azione Cattolica in montagna a Pucinisco: come governatore teneva Massimo Natalia
i a capotenda Guglielmo Galantino, chella fu na’ bella sperienza 😊, i mo, st’evasione da uttro ribelle che m’ero piato, da sulo contro tutti.
Chesto ve le so’ ditto, pe’ fave capi’ la mia inesperienza addafori dalle mura amiche de ju paesotto nostro e privo di qualsiasi piccolo vizio: non avevo, e non ho, mai fumato una sigaretta e mai bevuto alcolici, giusto ca’ mezzo bicchiere de vino appena m’arecordo.
La sera, doppo na’ cena de panini offerta da st’amici,
stemo tutti raddunati addosso a ju falo’ ancima alla spiaggia.
Era tutto scuro addosso a nui, l’unica luce era chella de ju foco, na’ ragazza i nu’ ragazzo suneveno la chitara i canteveno ‘nsieme a tutti jatri, ja pe’ cerca’ da non fa’ cambia’ ju tempo, ca’ era bono, me stevo zitto ... ero ‘mpo’ stonato
☺️.
A nu’ certo momento na’ ragazza, forse pe’ famme sciolle ‘mpo’ ...me s’avicina e me dice: “ la vuoi ‘mpo’ d’erba ?”
Io ingenuo comme n’uttareio: “ te ringrazio ma ne’ me va’, pensa che a casa mamma me sta sempre a cummatte pe’ fammela magna’, nonna la venne alla piazza tutti i giorni,
I mo ... aecco, te ci mitti puro tu cu’ st’erba”.
Chella me remani’ a guarda’ ‘mpo’ sbalordita dalla risposta,
forse penso’ “azz ... che bella famiglia affiatata!”
I me disse: “ Tua madre ti passa l’erba e tua nonna la vende?
E che tipo d’erba?”
“Tutta chella che capita, tanni, cacchitej, pisciacani, erba pazza, brocculi, cicoria ... tutta chella che, in base alla stagione, se trova ”.
Allora scoppio’ a ride, la pia’ comme na’ battuta, a chjo punto era ia che ne’ la capiscevo... “ma che te’ da’ ride chesta“ pensai tra mi’ i mi’ ...
Doppo lo chiesi a Carlo e scoprii che l’erba chij se la ... fumeveno, ‘nci saria mai arrivato, da sulo, a na’ cosa del genere, ereno i famosi “spinelli”, ne era sentito parla’ ma ne’ c’ero mai avuto a che fa’
🤷‍♂️.
Chella notte, ‘na ragazza de chelle, vedenne che ‘ntenemo nu’ posto pe’ dormi’,ci offri’ la sistemazione a na’ casa chiusa (ne’ pensite male...), perché i suoi nonni erano ... morti.
Nui, all’inizio facemo ‘mpo’ de complimenti ... cu’ la speranza che chella insisteva ‘mpo’ ... infatti insistette i nui accettemo subito 😊, meno male, vista l’esperienza della notte precedente ...
La sera, ci purta’ a ju centro storico de Molfetta, era na’ casa vecchia, salemo na’ scala stretta, cu’ i bordi dei gradini de legno, che ci purta’ a ju primo piano ando’ ci steva nu’ purtunaccio cu’ nu’ paletto de fero appuntato addreto.
Rentremo, era tutto scuro, ‘nci steva ne’ acqua i ne’ luce, ce l’ereno staccata perché ‘nci steva abita’ niciuno da parecchio tempo.
Tutti i mobili, ju tavulino, le seggie, ereno coperti de lenzoli bianchi,
ju matunato cu i matuni de cotto malfermi i ‘mpurlati,
ci steva n’addore de vecchio che li’ per li’ ci feci rimpiange la grotta.
La notte, almeno ja, ne’ durmii pignente, cu’ lu scuro se vedeveno sulo chji lenzoli bianchi, appiccati addosso a chjo mubilio, che se moveveno cu ju vento che rentreva dalla finestra ruperta, doppo mettici puro che i padruni della casa s’ereno morti ... me sembreva de sta’ a na’ casa de fantasmi 👻.
I puro chella notte la feci bianca ...
“Ca’ notte de cheste ... prima o poi m’addurmaraio”, pensai 🤔.
Buon fine settimana

-----------------------------------------
Fine dell'anteprima