giovedì 19 marzo 2020

Comitato “Salviamo l’ ospedale di Anagni". Documento del 19 marzo 2020


Destinatari
Sindaco di Anagni
Prefetto di Frosinone
Direttore ASL di Frosinone
Presidente Provincia di Frosinone
Presidente Regione Lazio
Assessore sanità Regione Lazio
Direzione sanitaria e  amministrativa  del Ministero della  Salute
Direzione generale e sanitaria  dell’ Ospedale Spallanzani di Roma
Capo della Protezione  Civile
Commissario straordinario del Governo

In  queste  giornate  di preoccupante emergenza  sanitaria  per tutto il territorio nazionale nelle  quali appare  sempre più urgente il ricorso a  strutture di supporto  e all’ assunzione di  medici,  infermieri  e operatori  sanitari, oltre all’ aumento dei posti letto negli ospedali e alla creazione di reparti nuovi,   
il Comitato scrivente, come  ha  già fatto  nella  settimana  scorsa,  torna  a chiedere  nuovamente alle  autorità competenti di valutare con consapevolezza e  responsabilità  l’ utilizzo e l’ adeguamento di alcuni reparti della  ex- struttura  ospedaliera di Anagni, per offrire un   concreto  aiuto all’organizzazione  di servizi  di terapia  e assistenza  sanitaria nella  necessità, purtroppo  molto probabile, di   un aumento  dei  casi  di contagio da  coronavirus. Le richieste  attuali non si discostano da quelle  ripetutamente   avanzate  in tempi di “ normalità “.

Ora sono drammaticamente  imprescindibili :
.  riapertura del laboratorio di analisi
.  riapertura della radiologia H 24  
.  assunzione di medici-dedicati per il PUNTO DI PRIMO INTERVENTO. con presenza addizionale di un anestesista H 24 e di un cardiologo H-24; nonché di personale infermieristico ed ausiliario in ragione sufficiente alla rotazione.
 A questi  essenziali servizi  andrebbero aggiunti  il rafforzamento del servizio di farmacia e la presenza
di personale di vigilanza e di centralino, così come l’ apertura di un punto di osservazione  breve OBI.

Tali urgentissime  necessità sembrano evidenziarsi  anche  dalle dichiarazioni del  Sindaco di Anagni che riportiamo volentieri:

“In merito all'ex ospedale di Anagni è bene precisare che, di concerto con la commissione sanità e con tutti i sindaci dell'area Nord, abbiamo formalizzato una richiesta ufficiale per la riapertura straordinaria della nostra struttura, alla Asl, al ministero della sanità e alla regione. È stata data da parte della amministrazione la disponibilità, anche economica, per la riapertura dell'ex reparto UTIC, da destinare a terapia subintensiva per 5/6 posti e per un reparto di degenza. L'amministrazione inoltre si è fatta promotrice ad invitare alcuni imprenditori a donare strumentazioni sanitarie per fronteggiare l'emergenza, ricevendo in tal senso ampia disponibilità
Dobbiamo augurarci tutti che alle  richieste  seguano, tempestivamente, le risposte in termini di concretezza e per  tale  obiettivo  le richieste stesse dovrebbero essere indirizzate  anche  alla  Protezione Civile  e  al Commissario straordinario Domenico  Arcuri che, tra i suoi ampi poteri, avrà anche  quello di requisire  strutture  per una  maggiore  disponibilità di posti letto, in una situazione  difficilissima, aggravata dalla incerta capacità di risposta del sistema sanitario del nostro territorio e  concorrere  ad   alleggerire la pressione sia sulle strutture di Frosinone  che  di Colleferro.

Il Comitato invita  Associazioni e  Comitati cittadini ad unirsi per una lotta tanto più difficile  quanto irrinunciabile per la Salute, bene prioritario di tutti,  e per l’ impegno che  vede il nostro paese  in prima linea per  le iniziative  intraprese con coraggio e responsabilità.  


Comitato “Salviamo l’ ospedale di Anagni"


Domenica 19 marzo 1944, il bombardamento di Anagni (già pubblicato nel 2014)

Piazza San Giovanni (Foto Umberto Frattali)
Anagni il 19 marzo 1944, domenica mattina in una giornata di sole, subì il più disastroso bombardamento aereo della sua storia da parte delle Fortezze Volanti Statunitensi. Ci furono 130 morti e rischiò seriamente la vita lo stesso vescovo Adinolfi, che rimase gravemente ferito alla gola. I danni più rilevanti si verificarono,nella chiesa di S. Giovanni De Duce, nel convento dei Padri Caracciolini, nella Curia Vescovile e nella chiesa dei SS. Cosma e Damiano.
Secondo fonti ufficiali la città di Anagni, nel corso del conflitto, subì una notevole distruzione del suo patrimonio. In precedenza l'aviazione alleata aveva bombardato l'area  vicina alla  stazione ferroviaria.
Considerando l’importanza storico-artistica del centro, la gravità dei danni assume un carattere ancora più drammatico.
Ulteriori danneggiamenti riguardarono la Cattedrale, in cui andarono perdute le vetrate artistiche a causa degli spostamenti d’aria, le porte di S. Francesco e Santa Maria, la chiesa di S. Andrea, e  gli artistici palazzi signorili Cesaritti, Menenti, Moriconi e Passa. Il palazzo di Bonifacio VIII fu mancato miracolosamente da  tali incursioni. C.R.
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Anagni, importante nodo viario e ferroviario, per la sua posizione sulla via Casilina, per la presenza di numerosi edifici idonei all’accantonamento di truppe, ed anche per la sua distanza di "sicurezza" dal fronte, fu prescelta dal Comando della Decima Armata Tedesca del Gen.Von Vietinghoff come sede di un importante complesso ospedaliero militare, atto ad ospitare i feriti e malati provenienti dal fronte di Cassino. La distanza dal fronte permetteva ai mezzi dei vari Feldlazarett (Ospedali militari) di raggiungere il fronte in tempi ragionevolmente brevi.  ...leggi tutto da: Dal Volturno a Cassino
Collage di foto da Acta est Fabula

Piazza Innocenzo III. Foto SBAA


domenica 23 febbraio 2020

Anagni - Incontro regionale per la Sanità pubblica


Sabato 22 febbraio, presso la sede di Anagni Viva, si è tenuto un incontro tra i rappresentanti di Cittadinanza Attiva, dei Tribunali per i Diritti del Malato di Frosinone, di Rieti e della ASL Roma 5. Presenti i Comitati a difesa della Sanità pubblica di Anagni e Colleferro. Il tema dell'incontro è stato L'ACCESSO DISUGUALE ALLA SANITÀ PUBBLICA.


Da Il Messaggero






venerdì 10 gennaio 2020

Storia degli ultimi 10 anni dell'ospedale di Anagni (2018)

Vista la grande disinformazione, anche di qualche "difensore dell'ospedale",  riporto un articolo già pubblicato.

"Tutti coloro che dimenticano il loro passato, sono condannati a riviverlo" (P.Levi)

I politici non sono tutti uguali, alcuni possono contribuire a creare altri a distruggere.  La dimostrazione di questo l'abbiamo avuto proprio nel caso della chiusura del nostro ospedale.
Il piano regionale del 2009 prevedeva la costruzione nel nostro territorio di un nuovo grande ospedale (vedi allegato), insieme ad altri tre in diverse aree della Regione. Con la presidenza Polverini (2010), l'ospedale di Anagni è stato rimosso, nonostante il capogruppo di maggioranza regionale fosse anagnino.
Il successore della Polverini, Zingaretti, nella gestione del territorio si è affidato essenzialmente ai potentati politici locali, che hanno fatto prevalere i loro interessi politico-campanelistici sulla grave emergenza sanitaria del nostro territorio, dove si registra un' alta incidenza di Tumori.
Manifestazione a Frosinone, dicembre 2010
Nei decreti del 2017 di programmazione regionale in materia sanitaria quest'area SIN (Sito di Interesse Nazionale) non viene per nulla menzionata.
Il Comune di Anagni (giunta Noto)  ha aspettato la chiusura dell'ospedale (novembre 2012) per affiancarsi al ricorso dei cittadini fatto più di un anno e mezzo prima. Il TAR  ha respinto il ricorso per vizi di forma e anche perché non promosso dall'amministrazione comunale. CR 

Cronistoria ospedale

2007 ottobre - Viene sottoscritto dalla Regione Lazio (PD Marrazzo), dal Comune di Anagni (Noto) ecc. il Protocollo d’intesa per la costruzione del nuovo ospedale di Anagni non lontano da casello autostradale.

2008 maggio - Chiusura reparto ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Anagni. Il consigliere regionale Fiorito ed altri minacciarono di incatenarsi al cancello dell'ospedale al grido "voglio nascere anagnino".
http://www.ilgiornalino.net/component/content/article/437-anagni-chiuso-il-reparto-di-ostetricia.html

2009 luglio - La Regione Lazio (Marrazzo) presenta il piano di riordino sanitario (vedi allegato), che prevede quattro grandi nuovi ospedali Castelli, Anagni,  Golfo e Monterotondo al posto di vecchi nosocomi. La serietà del piano è dimostrata dalla realizzazione dell'ospedale dei Castelli  http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/ospedale_castelli_romani-2273269.html  e dai lavori in corso dell'ospedale del Golfo ecc.
http://www.regione.lazio.it/rl_main/?vw=newsdettaglio&id=3940

2010 - Elezioni regionali vinte dalla Polverini (Centro-Destra), grazie ai voti delle province l'anagnino Franco Fiorito, tra i più votati, viene eletto capogruppo della maggioranza.

2010 settembre - La giunta regionale con il decreto 80  decide la chiusura di 24 ospedali in tutta la Regione, tra cui quello di Anagni, che serviva un territorio di 80.000 abitanti. Quindi non solo non si realizza il nuovo ospedale, ma si chiude anche quello esistente. L'ospedale di Alatri, che doveva soccombere nel piano del 2009, diventa il punto di riferimento del distretto Nord della provincia. 
Sui motivi logistici del piano 2009 sono prevalse considerazioni politico-clientelari e campanilistiche. Anagni ha  TAV, Autostrada, Ferrovia, Superstrada e Industrie tra cui 7 a rischio esplosivo (Seveso bis) ed è tra le 44 aree più inquinate d'Italia (SIN). Alatri non ha nulla di tutto questo e in più è a 14 Km da Frosinone.

2011 - Data la mancanza di azioni concrete da parte dell'amministrazione si costituisce il Comitato di cittadini «Salviamo l'ospedale di Anagni» che promuove un ricorso con l'avv. Simone dal Pozzo.
2011 maggio - Il TAR respinge il ricorso.
2011 agosto - Il Consiglio di Stato con ordinanza n. 3629/2011 stabilisce che l'Ospedale di Anagni non deve essere chiuso per non recare danno alla sua numerosa utenza, che sarebbe costretta a recarsi fuori Regione.
http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2014/01/sos-dallospedale-di-anagni-lettera-al.html

2011  - Interrogazioni regionali di Tedeschi (IDV), Scalia (PD), Nieri (SEL).

2012, 1 giugno - Chiusura di Ortopedia da parte dell'ASL/FR (Prot. 620/DG) in violazione dell'ordinanza del Consiglio di Stato e conseguente ricorso al TAR del Comitato.
2012, 19 luglio - Il TAR ordina la riapertura di Ortopedia entro il 16 settembre.
2012, 2 novembre - L'amministrazione comunale, che fino ad ora, nonostante due sentenze favorevoli, non ha preso iniziative, decide di appoggiare (ad adiuvandum), con un proprio legale, il ricorso del Comitato.
Vicano, Buschini, De Angelis ed altri
2012, 5 novembre - L'ospedale viene chiuso "temporaneamente", per "motivi di sicurezza" dall'ASL con un documento poco chiaro e senza allegati. In quel momento reggente dell'ASL era Mauro Vicano (area De Angelis-Buschini) poiché il direttore Mirabella era gravemente malato. 
Da qualche settimana in Regione era caduta la giunta Polverini ed era subentrato il commissario Bondi. Forse questo cambiamento ha accelerato la chiusura dell'ospedale di Anagni, nonostante fosse ancora in vigore l'ordinanza a suo favore, emessa dal Consiglio di Stato.
La ASL/FR è passata velocemente da un' influenza politica di destra a una di sinistra.
Dei 24 ospedali del Lazio, di cui 8 della provincia di Frosinone,  che dovevano essere chiusi in base al decreto Polverini (80/2010)  circa un terzo è stato riaperto o mai chiuso (per es. Monterotondo, Subiaco, Anzio,  Bracciano, Amatrice, Acquapendente). Nessuno comunque nella nostra provincia.

Febbraio 2013 - Con Zingaretti, nuovo Presidente della Regione Lazio, l'atteggiamento disinteressato verso questo territorio non cambia. Come la Polverini e a differenza di Marrazzo, non cerca di far sentire l'autorità e indipendenza della Regione ma si affida ai potentati locali, che curano essenzialmente gli interessi del loro paesello e della loro clientela politica. 

2013, agosto - Interrogazione regionale del M5S
http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2013/08/anagni-ospedale-interrogazione-del.html

2014 febbraio - Il TAR con sentenza n.1426/2014 ha respinto il ricorso per vizi di forma e anche perché non promosso dall'amministrazione comunale. Il Comune solo dopo 18 mesi ha incaricato un legale per sostenere il ricorso dei cittadini promosso dal Comitato.
https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=RHUOTWCGZIXQUMATV53WCDN5QQ&q=

2017 - Zingaretti, nonostante in precedenza avesse riaperto alcuni ospedali chiusi dalla Polverini, nei decreti di programmazione regionale 257-291 del 2017 non ha speso una sola parola per l'emergenza sanitaria e ambientale di questo territorio, un'area SIN con gravi patologie tumorali, industrie a rischio esplosivo, TAV, A1 ecc. 
https://anagniscuolafutura.blogspot.com/2017/12/ospedale-marazzo-batte-zingaretti-2-0-e.html

Carlo Ribaudo (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni)

Piano di programmazione sanitaria regionale 2009 

venerdì 6 dicembre 2019

Il Natale dell'Associazione Anagni Cambia Anagni

Anche quest'anno la “Associazione culturale e ricreativa Anagni cambia Anagni” spalanca le sue porte ai cittadini ed ai visitatori durante l'intero periodo delle Festività Natalizie.
D'intesa con "La via dei Fiori" l'intero programma eventi, in apertura dal giorno 8 dicembre, sarà in anteprima nel pomeriggio del giorno sette in ambito del programma cittadino "Anagni - Notte di Stelle". Tutti gli eventi si svolgeranno presso Cantine Gatti/Ciprani in Via V. Emanuele 178. Anagni sotterranea. Ingresso libero.



Anagni, Natale 2019: Programma



Anagni - Mostra personale di Alberto Vari, vista da Enrico Fanciulli


Nelle sale di Via Vittorio Emanuele, al n. 230 presso l’Asssociazione  “ Anagni Viva”, espone Alberto Vari.
Presente con 38 quadri, l’Artista anagnino si presenta al pubblico con un vasto repertorio di opere: paesaggi, nature morte e ritratti.
Sin dalla prima personale dell’allora giovanissimo pittore potei notare delle qualità che poi progressivamente hanno trovato modo di affermarsi ed acquisire spessore nel discorso artistico.
Alberto ha seguito un percorso di studi che gli ha conferito la necessaria preparazione e tecnica.
Si è infatti diplomato presso l’istituto d’Arte di Anagni, poi ha completato gli studi artistici presso il Magistero d’Arte di Firenze; frequentando contemporaneamente la scuola libera di nudo presso l’Accademia di Belle Arti, sotto la direzione di Emanuele Cavalli.
A Firenze ha lavorato nel campo dell’arredamento e del disegno industriale, progettando mostre alla Loggia Rucellai di Leon Battista Alberti a Palazzo Strozzi e lavorando nello studio di Bianca Garinei.
Con tale preparazione ha affrontato il non facile percorso artistico del pittore, con tutto l ‘impegno necessario.
Ricordo un episodio avvenuta all’estero: tornavamo dalla Polonia, alla fine della nostra vacanza, e dovevamo fermarci alla dogana di confine con l’allora Cecoslovacchia.
La funzionaria del turno ispezionò la vettura e sequestrò un sacco a pelo e dei quadri dipinti da Alberto in Polonia. Fu poi chiarita e risolta l’imbarazzante situazione e i quadri e il sacco vennero restituiti.
Ripartimmo e mentre tornavamo in Italia, Alberto, che sino a poco prima aveva avuto un viso cupo e preoccupato sentendosi finalmente liberato da un incubo esclamò: “ ma allora i miei quadri valgono qualcosa se me li volevano sequestrare! “ Al che scoppiammo a ridere ambedue.
Alberto è stato allievo a Firenze di Giovanni Colacicchi, ed ha ricevuto la sua preparazione artistica in un ambiente culturalmente privilegiato. Coerente con l’insegnamento ricevuto fa una pittura figurativa e tonale.
Diceva H. Hesse: “ l’inizio di ogni arte è l’amore. Il valore e la portata di ogni arte saranno decisi innanzitutto dalla capacità d’amore dell’artista.”
Alberto ha capacità d’amore e riserva un’attenzione particolare alla natura, fonte di energia e di ispirazione, compiendo un atto di fede.
E’ alla costante ricerca del “ bello”, sospinto da un sentimento permeato di umanità. Si esprime con sincerità e trasporto emozionale.
Diceva Renoir: “ a me piacciono i dipinti che mi fanno desiderare di passeggiarvi dentro, se rappresentano paesaggi, di accarezzarli se rappresentano donne”.
I quadri di Alberto, in particolare quelli più felici, fanno anch’essi desiderare di passeggiarvi dentro o altrimenti di essere accarezzati.
In esse il fruitore più sensibile può cogliere una vena di umanità palpitante tanto più preziosa perchè espressa in un periodo nel quale si assiste all’isolamento dell’uomo e ad un transumanesimo avanzante.
I temi che Alberto tratta, vengono realizzati con un linguaggio idoneo che trasmette ai fruitori delle opere ora un senso di gioia, ora un senso di amorevole trasporto per la sua città, ora con un senso nostalgico di tempi andati, facendo rivivere sulla tela immagini serene e coinvolgenti, cose che sono state distrutte dalla volgarità dell’uomo.
 Alberto: vuole colloquiare con gli uomini rivolgendosi al loro cuore ed alla loro mente attraverso la pittura.
Non vuole fare certo un discorso zoppo; come sovente avviene nell’arte contemporanea, ove una così detta “ opera d’arte” viene concepita come un’opera di ingegneria che si esprime in codice, ma si serve della semplicità che è elemento della vera arte, e cerca di farsi capire senza bisogno di interpreti, cosa certamente molto apprezzata dai suoi estimatori.
Nella rassegna, Anagni recupera un posto centrale, tra i vari paesaggi le nature morte e i ritratti. Tra le molte tele esposte, tutte di ottima fattura, ci piace segnalare quello dipinto a Cisogna, che rende un immagine della campagna anagnina, in quel di San Filippo: vi appare una casa abbandonata con altre casupole nei piani più lontani, una vegetazione tipica della campagna locale ed un lembo di terreno incolto in primo piano.
L’immagine è resa con un valido equilibro compositivo, attraverso una ponderata gradazione di tono ed una armoniosa e vivace gradazione di colore che raggiunge la liricità.
Le nature morte esposte, tutte belle, mostrano una ottima capacità di analisi strutturale, un attento studio dei toni, dei volumi, ed una esecuzione sciolta ed esperta.
In particolare i melograni sono eseguiti felicemente, con il rosso che domina e che dona alla tela un’idea di gioia e di ricchezza.
La rassegna, ospitata in due caratteristiche sale, offre un’ampia panoramica di temi pittorici, tra i quali Anagni occupa il posto principale.
Alberto ha dedicato la rassegna, con un amorevole pensiero, a sua madre, la compianta Rosina che tanto fece perché lui si fosse potuto realizzare.                                                                                                                                                            
ANAGNI, 5/12/2019
ENRICO FANCIULLI

mercoledì 4 dicembre 2019

Anagni - Mostra personale di Alberto Vari

Sabato, 7 dicembre 2019, alle ore 16,30, sarà inaugurata la mostra personale di Alberto Vari. L'esposizione avrà luogo presso la sede dell'associazione culturale "Anagni Viva", civico 230 del corso Vittorio Emanuele, e resterà aperta fino al 18 dicembre prossimo, osservando  i seguenti orari: dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e dalle ore 16.30 alle ore 20.00. Presenteranno la mostra il prof. Francesco Colacicci e Luca Pierron.
Alberto Vari è stato infatti allievo del maestro Giovanni Colacicchi e come tale ha una solida preparazione artistica. Ha realizzato numerosi quadri e partecipato a molte mostre ricevendo sempre grandi apprezzamenti.
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giovedì 24 ottobre 2019

Comunicato del Comitato "Salviamo l'ospedale di Anagni" sull'incontro con il direttore generale della ASL di Frosinone

Martedì 8 ottobre 2019, a seguito della richiesta del 20 agosto u.s., una delegazione del Comitato “Salviamo l’ Ospedale di Anagni “, è stata ricevuta dal nuovo direttore generale della ASL, dott. Stefano Lorusso.
Il colloquio è stato di ampio respiro e molto articolato e il dott. Lorusso ha invitato tutti a non parlare del passato, ma ad esaminare il presente per vedere che cosa si può migliorare dei servizi attualmente esistenti. Il Direttore ha precisato subito di non avere potere per l’apertura di un Pronto Soccorso ad Anagni, perché dipende dalla Regione; comunque entro 5/6 mesi pensa di avere chiara la situazione provinciale e di poter dare qualche risposta alla zona Nord. Allora è stata fatta una rassegna degli esigui servizi rimasti presso l’ex ospedale di Anagni: per la centralità del problema emergenza /urgenza, si è convenuto sulla necessità di una radicale riorganizzazione del PAT (Presidio Ambulatoriale Territoriale) con inserimento di personale medico più adeguato in termini di esperienza e professionalità, tale da poter trattare in sicurezza almeno tipologie di pazienti in codice bianco e verde. Si realizzerebbe in questo modo anche un notevole alleggerimento del grave affollamento del Pronto soccorso di Frosinone.

Da parte del Comitato è stato ricordato che nell’ Atto Aziendale attualmente vigente, Anagni fa parte del servizio emergenza del Distretto sanitario di Frosinone / Alatri ma che tale servizio risulta monco perché ad Anagni semplicemente non esiste. Inoltre, nonostante il territorio sia compreso nell’ area SIN ( Siti Interesse Nazionale ) e subisca le conseguenze di un gravissimo livello di inquinamento ad alto rischio per la salute dei cittadini e la salubrità del territorio, è privo del Presidio Sanitario previsto dalla normativa vigente per le aree con grandi insediamenti industriali a rischio rilevante ( Legge Seveso). A tale proposito, si spera finalmente nell’accessibilità ai dati del Registro Tumori Regionale che, per il prossimo anno, dovrebbero essere disponibili per le singole province.
Su questo stato di cose si ritiene di poter intervenire e sono in corso le richieste di anestesisti, radiologi e cardiologi, per migliorare il servizio, in tempi sperabilmente brevi.
Il discorso si è poi esteso alla situazione più generale del territorio, per inquadrare anche quella dei comuni limitrofi che hanno Anagni come riferimento per l’ assistenza sanitaria e che sono fortemente penalizzati per la debolezza o la carenza totale dei servizi presenti. Nonostante questo si continua a impoverire Anagni riducendo i servizi (vedi il laboratorio Analisi, Radiologia e tutto quello che riguarda la rete emergenziale). Molto grave è anche l’assenza di ambulanza medicalizzata dell’ASL, mentre è stato fatto notare che in altre città, le ambulanze medicalizzate spesso oltre al cardiologo hanno anche l’anestesista a bordo; come dire cittadini di serie A e cittadini di serie C.
La situazione critica della provincia è stata ammessa dallo stesso direttore, che ha ricordato che nella nostra provincia la media dei posti letto è 1,9x mille contro 3,7 previsti dalla legge nazionale. Ha ribadito inoltre la mancanza di medici, in particolare di anestesisti, che sta condizionando anche l’ospedale di Frosinone.
Il Comitato ha infine chiesto di riattivare pienamente l’endoscopia digestiva che con il dottor Columbano effettuava 1350 colonscopie l’anno e di istituire un servizio di accoglienza e di orientamento all’interno del presidio sanitario di Anagni a beneficio degli utenti bisognosi di informazioni.
Il dott. Lorusso ha ascoltato con attenzione e per quanto riguarda l’ambulanza cercherà una soluzione con l’ARES, riconoscendo la necessità di impegnarsi in concreto con le risorse disponibili per ricostruire gradualmente una equilibrata assistenza sanitaria per Anagni e per l’area Nord della Provincia.
Il Comitato reputa che il direttore sia sinceramente intenzionato a capire le problematiche del nostro territorio. Pur tuttavia si ritiene necessaria una continua attenzione e mobilitazione da parte dei sindaci dell’area. Il Comitato ha apprezzato molto il dialogo franco e aperto con il Direttore Generale e lo ringrazia, augurandogli buon lavoro.

Il Comitato “ Salviamo l’ Ospedale di Anagni”

LE ASSOCIAZIONI: ANAGNI SCUOLA FUTURA , ANAGNI VIVA, CIRCOLO LEGAMBIENTE ANAGNI, COMITATO OSTERIA DELLA FONTANA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, COMITATO SAN BARTOLOMEO, COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE AMBIENTE E SALUTE VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI, AL QUALE HANNO ADERITO 37 TRA COMITATI E ASSOCIAZIONI, DIRITTO ALLA SALUTE, RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO

domenica 13 ottobre 2019

Anagni – Incontro tra il Comitato per l’Ospedale e il Direttore Generale dell’ASL/FR


Martedì 8 ottobre 2019, si è svolto presso l’ASL di Frosinone l’incontro tra il nuovo Direttore Generale dott. Stefano Lorusso e alcuni rappresentanti del Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni”. L’incontro, durato più di un’ora, era stato richiesto il 20 agosto 2019.
- Il Direttore ha rimarcato subito di non avere potere per l’apertura di un Pronto Soccorso ad Anagni, perché dipende dalla Regione; comunque entro 5/6 mesi pensa di avere chiara la situazione provinciale e di poter dare qualche risposta alla zona Nord.
- La situazione critica della provincia è stata ammessa dallo stesso direttore, che ha ricordato che nella nostra provincia la media dei posti letto è 1,9 x mille contro 3,7 previsti dalla legge nazionale. Ha ricordato inoltre la mancanza di medici, in particolare di anestesisti, che sta condizionando anche l’ospedale di Frosinone.
- Il Comitato ha ribadito che è lo stesso piano aziendale che colloca Anagni nel piano emergenziale di Frosinone e Alatri. Nonostante questo si continua a impoverire Anagni riducendo i servizi (vedi il laboratorio Analisi, Radiologia e tutto quello che riguarda la rete emergenziale). Molto grave è anche l’assenza di ambulanza medicalizzata dell’ASL, mentre è stato fatto notare dal Comitato che ad Alatri, che ha il Pronto Soccorso le ambulanze medicalizzate spesso oltre al cardiologo hanno anche l’anestesista; come dire cittadini di serie A e cittadini di serie C. 
- Il Direttore per quanto riguarda l’ambulanza ha detto che cercherà una soluzione con l’ARES. 
- Il Comitato ha ricordato che la nostra è area SIN e che in essa gravano 7 industrie a pericolo chimico-esplosivo (Seveso Bis). Si registra un numero elevato di patologie tumorali; a tal proposito, tra le altre cose, è stato chiesto di riattivare pienamente l’endoscopia digestiva che con il dottor Colombano effettuava 1350 colonscopie l’anno.

Si ha l’impressione che ci sia stato un accanimento verso Anagni da parte dell’ASL, come nel caso PPI (Punto di Primo intervento) di Anagni chiuso dall’ASL/FR nonostante il parere contrario della commissione Sanità della Regione (2018). Stesso copione per la chiusura dell’ospedale del 2012.
E pensare che Anagni doveva essere la sede di uno dei 4 grandi ospedali regionali secondo il piano Marrazzo del 2009!

Il Comitato ha avuto la sensazione che il Direttore sia  sinceramente intenzionato a capire le problematiche del nostro territorio. La questione è fino a che punto abbia libertà di agire. Restiamo dell’avviso che si devono muovere in modo deciso i sindaci dell’area, in quanto il problema è essenzialmente politico. CR



Anagni Scuola Futura (Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni”)

Seguirà tra breve un comunicato ufficiale  di tutto il Comitato.

lunedì 7 ottobre 2019

Anagni - In vista degli incontri con il nuovo Direttore Generale dell'ASL/FR

- Il piano regionale del 2009 prevedeva la costruzione nel nostro territorio di un nuovo grande ospedale (vedi allegato), insieme ad altri tre in diverse aree della Regione.
- Con la presidenza Polverini (2010), non solo non si è fatto il mega-ospedale di Anagni, ma è stato chiuso anche quello esistente), nonostante il capogruppo di maggioranza fosse anagnino.
- Il successore della Polverini, Zingaretti, ha seguito la stessa linea nella gestione del territorio, affidandosi essenzialmente ai potentati politici locali, che hanno fatto prevalere i loro interessi politico-campanelistici sulla grave emergenza sanitaria del nostro territorio.
- La grave emergenza del nostro territorio (area SIN con alta incidenza di patologie tumorali, industrie ad alto rischio esplosivo, ferrovia, TAV, A1) è stata riconosciuta anche da una ordinanza del Consiglio di Stato.

- Nei decreti del 2017 di programmazione regionale in materia sanitaria quest'area SIN (Sito di Interesse Nazionale) non viene per nulla menzionata. CR


domenica 29 settembre 2019

Anagni - Escursione didattica al Rio con studenti del Liceo Dante Alighieri

Anagni - Ieri, 28 settembre 2019, si è svolta una interessante escursione al Rio, con alcune classi del Liceo Dante Alighieri di Anagni, nell’ambito di un progetto realizzato con fondi europei.
Il mio compito è stato quello di guida, in particolare per gli aspetti geologici del sito (le Marmitte e il fondale dell’antico mare del Miocene). I docenti di materie scientifiche, Francesca Frattale, Antonio Collalto e Vanni, hanno messo in luce tutte le capacità di conoscenza pratica, oltre che teorica: con l’attiva partecipazione degli alunni sono stati fatti prelievi dell’acqua per successivi esami di laboratorio e sono stati esaminati gli esemplari di flora e fauna presenti. Tra le numerose impronte nel fango sono state rinvenute anche quelle di lupo. La partecipazione era aperta al pubblico; tra gli altri erano presenti la prof.ssa Annamaria Cesaritti e il consigliere comunale Nello di Giulio.
Il corso di questo torrente è un ecosistema rimasto intatto da millenni. Purtroppo negli ultimi decenni è stato gravemente danneggiato. In molti infatti considerano il Rio come una discarica, anche se recentemente ho potuto notare una lieve diminuzione dell’inquinamento (presenza dei pesci). Qualcuno continua a passare dentro il torrente con dei trattori, sconvolgendone il letto. Le vie di accesso al Rio, Tufoli e Colle Fiore (vecchia strada comunale Anagni-Acuto), sono quasi impraticabili a causa dei rovi e di altra vegetazione spontanea e la loro ampiezza è stata ridotta dall’occupazione dei proprietari dei terreni adiacenti. E' necessario pertanto che intervengano l'amministrazione e le autorità di controllo del territorio. Carlo Ribaudo
Anagni, il Rio e le "Marmitte dei Giganti"
http://discoverplaces.travel/it/journal-it/luoghi-speciali-it/anagni-il-rio-e-le-marmitte-pentoloni-dei-giganti/?fbclid=IwAR1OjyFSenr6en_FUhl_xwmtQnH2qw84-o_4riZSi4G88ik52vFyvlTc6T0

giovedì 19 settembre 2019

Anagni, Ospedale - Laboratorio Analisi: continua lo smantellamento


  Dopo la chiusura del Punto Primo Intervento (PPI) nel 2018, unico del Lazio, e non prevista dal DCA 257/2017, adesso si prospetta la chiusura del laboratorio di Analisi. Queste iniziative sono partite tutte dall’ASL/FR. 

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IL PROGRESSIVO  SMANTELLAMENTO  del Laboratorio Analisi sta arrivando all'ultimo atto e tra qualche settimana la nuova direzione aziendale della ASL di Frosinone ne decreterà la chiusura!
E’ L’ ENNESIMA  DECISIONE  che priva l’ex-Ospedale di Anagni di un servizio necessario per gli Anagnini  e per i cittadini dei Comuni  limitrofi, dando modo di prosperare alle strutture private a discapito della Sanità pubblica e del Diritto alla Salute.
Tutti i Consiglieri Comunali e, in primo luogo i sindaci della zona nord, hanno qualcosa da  dire e, soprattutto, iniziative da prendere IMMEDIATAMENTE?
Il  Sindaco di Anagni, a suo tempo,  fece della  vicenda Ospedale e della  INDEROGABILE  urgenza di affrontare il problema  senza ombra di arretramento nelle  sedi opportune,   il FULCRO DI TUTTA  LA  SUA  CAMPAGNA  ELETTORALE.
Ha ancora PAROLE  DA SPENDERE  per la causa, troverà LA VOLONTA’ E GLI STRUMENTI PER CERCARE LE SOLUZIONI POSSIBILI ?
Ospedale di Anagni, servizio Rai (2012).
Esse ci sono DA SUBITO
Poiché la  chiusura  del laboratorio Analisi è stata  decisa dalla  vecchia  Dirigenza ed  ha  subito parecchi rinvii,  SI CHIEDA AL  NUOVO DIRETTORE  GENERALE,  STEFANO LORUSSO,  di valutare la  situazione e di SOSPENDERE  LA  CHIUSURA  PER APPROFONDIRE  E  VALUTARE  LA  GRAVITA’ DELLA SITUAZIONE  COMPLESSIVA  DEI  SERVIZI SANITARI  PRESENTI AD  ANAGNI.
Sarebbe una forma di correttezza verso la  nuova dirigenza che consentirebbe  al Dott. Stefano Lorusso di esprimere la sua posizione.
Il Comitato “ Salviamo  l’ Ospedale” ha già chiesto un incontro con il Direttore  Generale al quale chiederà:
1) che  cosa intende fare per Anagni e il suo territorio?
2) quali e quanti sono i fondi  Regionali disponibili per  Anagni e come  si intende utilizzarli, oppure l’area nord è solo da considerare tributaria dell’erario senza alcun servizio in cambio?
ORA  TOCCA  AI  SINDACI E A TUTTI GLI AMMINISTRATORI DELL’AREA NORD  DARE  PROVA  DI  DECISIONE  E RESPONSABILITA’.

Il Comitato  “Salviamo l’Ospedale di Anagni”

LE ASSOCIAZIONI: ANAGNI SCUOLA FUTURA ,  ANAGNI  VIVA, CIRCOLO  LEGAMBIENTE ANAGNI,  COMITATO OSTERIA DELLA  FONTANA, COMITATO RESIDENTI  COLLEFERRO, COMITATO  SAN  BARTOLOMEO, COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE AMBIENTE E SALUTE VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI, AL QUALE  HANNO ADERITO AL QUALE  HANNO ADERITO 34  TRA  COMITATI  E  ASSOCIAZIONI, DIRITTO ALLA  SALUTE,   RETE PER LA TUTELA DELLA VALLE DEL SACCO


sabato 7 settembre 2019

Le contrade medievali (guida di Anagni, 1989)


In occasione del Palio cittadino si forniscono alcuni dati sulle contrade anagnine. Quelle attuali  non corrispondono del tutto alle contrade medievali. I dati sono tratti dalla Guida di Anagni, testo a cura di Carlo Ribaudo, edita nel 1989 dalla ProLoco, con il contributo dell'attuale BancAnagni (Banca di Credito Cooperativo).


Questo libro è stata la prima guida che, basandosi su studi scientifici, ha diffuso presso il grande pubblico, la descrizione e la suddivisione in contrade di Anagni in età medioevale. Da qui probabilmente ha preso spunto la divisione in contrade alla base del Palio di Anagni (dal 1994).
La guida, in attesa di ristampa, è stata molto imitata, spesso senza essere citata.
Potete trovare il volumetto in biblioteca; esiste anche l'edizione in inglese.


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Le stampe qui riprodotte, esclusa la prima del 1749, fanno parte dell'opera: Recueil de Vues et fabriques pittoresques d'Italie,... Paris, 1804. Le acqueforti sono opera di BOURGEOIS Florent Fidèle Constant (1767-1836), pittore e disegnatore francese, allievo di David. Le sue opere sono esposte a Fontainebleau e al museo d'Orsay. AnagniArte 

Le contrade medievali  di Anagni 



Stampa del 1749 - Panorama di Anagni

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Al culmine della sua ascesa storica, verso la fine del XIII secolo, la città di Anagni era suddivisa in
dieci contrade (o regioni), disposte in gran parte lungo la sua strada più importante, la via Maggiore (l’odierna via Vittorio Emanuele).
Dalla parte alta a quella bassa le principali otto contrade erano così disposte:

CASTELLO

La contrada Castellum (odierna S.Maria) racchiude l’area dell’antica acropoli ernico-romana.
Prese questo nome nel Medioevo grazie alla sua caratteristica di regione fortificata. Isolata rispetto alla città dalle costruzioni romane e dai palazzi baronali, rappresentò per lungo tempo un punto di estrema importanza strategica nella politica della Chiesa.
Dal periodo di Bonifacio VIII, per la continua presenza di baroni imparentati con il Papa, la contrada venne indicata anche con l’appellativo di Quartiere Caetani. Il Castello racchiude entro i suoi confini parte dei monumenti e tesori più significativi della città: porta Santa Maria, la Cattedrale con la Cripta, il palazzo di Bonifacio VIII e il palazzo Trajetto.

TORRE

In questa contrada, nell’area dell’attuale piazza Dante, sorgeva probabilmente il foro romano. Ne costituivano il necessario sostegno i pilastri in opus quadratum e la possente sostruzione in opus reticulatum ancora visibili lungo via Bagno, notevole esempio di architettura sillana.
La contrada Turris (odierna S. Giovanni) si trovava a ridosso dell’antica acropoli. Il toponimo deriva dall’elemento architettonico che la caratterizzava maggiormente nel Medioevo: la casa torre. Questa tipologia di abitazione, che si sviluppa in altezza e presenta sul fronte stradale il lato breve, conobbe la massima diffusione nel Duecento in concomitanza con l'emergere della classe borghese.

TRIVIO



La contrada Trivio è situata in una zona quasi pianeggiante al centro della città. Il toponimo della regione deriva dal trivio stradale che si sviluppa quasi all’altezza del palazzo comunale.
L’intera contrada, vero e proprio centro commerciale-amministrativo della città (il Comune), presenta notevoli esempi di architettura civile medievale.




TUFOLI

La regione Tufoli, odierna S. Pancrazio, situata nella parte settentrionale della città tra il Castello, il Trivio e la regione di Piscina, è stata in ogni tempo quartiere popolare. Rimasta ai margini del grande rinnovamento edilizio del XVIII e XIX secolo, ha conservato un originale tessuto urbanistico medievale.

PISCINA

Questa contrada, il cui toponimo trae origine dalla presenza di una fonte (Fons Piscinae) che probabilmente riforniva le terme in epoca romana e che è ricordata tra i beni del comune in un documento del 1321, si estende a nord della via Maggiore. Per la sua esposizione e per la leggera depressione in cui si trova non è mai stata particolarmente popolata. L’unico asse viario (via Piscina), parallelo alla Via Maggiore, parte dall’interessante monastero di S. Chiara per arrivare, fiancheggiato da edifici rimodernati, nella zona del parco pubblico a ridosso delle mura romane, in vicinanza del grande complesso degli Arcazzi.



COLLE SANT’ANGELO

La regio collis Sancti Angeli, delimitata dalla via Maggiore e a sud dalle mura romane, occupava la zona in gran parte pianeggiante che va dal Palazzo comunale alla regione Valle S. Andrea. Per la sua posizione dominante, rispetto a quest’ultima ed alla contrada Piscina, fu scelta dalla potente famiglia Conti per costruirvi il proprio palazzo in un periodo (fine del XIII secolo) nel quale le altre posizioni strategiche della città, Castello e Torre, erano occupate dai Caetani.
Le principali vie della contrada, oltre alla citata via Maggiore, sono: parte di via della Valle e l’attuale via Garibaldi che termina con la cinquecentesca porta San Francesco.

VALLE SANT’ANDREA

Questa contrada, il cui toponimo è dettato dalla morfologia della zona, leggermente depressa rispetto al confinante S.Angelo, è racchiusa entro due direttrici principali: la centrale via Maggiore, sulla quale si affacciano palazzi settecenteschi, e buona parte di via della Valle, caratterizzata da molti edifici medievali. Alla confluenza delle due strade si apre la piazzetta con la chiesa di Sant’Andrea.

CERERE

La contrada, documentata già dal 1081, occupa la parte occidentale della città, a ridosso di porta Cerere da cui prende il nome.
La regione, ingresso cittadino per i viaggiatori provenienti da Roma, è in buona parte racchiusa da due bastioni cinquecenteschi (Spizzone e Arci) ed è attraversata, sulla sua parte piana, dal tratto iniziale della Via Maggiore. La strada, costeggiata da edifici medievali, alternati a palazzetti, è parallela ad altre due vie che si sviluppano nella zona rilevata della contrada: la via Mezzo (Via Pio Salvati) con interessanti abitazioni dei secoli XIV e XV e la via Superiore o di S. Domenico, il cui toponimo ricorda la presenza di una chiesa, oggi scomparsa dedicata al Santo.
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Vedi anche: Anagni - Modifiche della toponomastica. Salvare la memoria storica di Anagni.(2012).

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