domenica 2 ottobre 2022

Anagni - La coalizione civica LiberAnagni si presenta

La coalizione civica LiberAnagni che si è presentata al pubblico il 1 ottobre  2022; è composta da quattro gruppi: Movimento Crescita Comune, LiberAnagni Gruppo Civico, Possibile Anagni e Anagni 5 Stelle. Luca Santovincenzo è stato nominato rappresentante e portavoce.

Di LiberAnagni la prima cosa che colpisce è la giovane età dei componenti e la forte presenza di giovanissimi. Non sono, come al solito, manovalanza, ma protagonisti, promotori di progetti (vedi il parco del Rio ecc.) e portatori di idee nuove. Sono affiancati da persone competenti che pensano che la politica debba partire dal basso, dalle esigenze dei quartieri e delle contrade.

Conoscono bene la storia degli ultimi venti anni di Anagni (chiusura dell’ospedale, Biodigestore ecc.) e non hanno intenzione di fare sconti a nessuno. Anagni dovrebbe essere felice che ci siano ancora persone così preparate, motivate ed entusiaste. 

Fra le tante iniziative la coalizione civica ha promosso una scuola di formazione amministrativa che come docente avrà  Fausto Bassetta, esperto di diritto e con un curriculum eccezionale. Ci auguriamo che LiberAnagni possa crescere sempre di più con il supporto di altre forze progressiste che hanno obiettivi comuni.





mercoledì 10 agosto 2022

Anagni - La Regione Lazio approva la realizzazione del Biodigestore


La Regione Lazio il 9 agosto 2022 ha dato parere positivo alla realizzazione di un biodigestore da 84.000 tonnellate nel territorio di Anagni.

La vicenda del biodigestore ricalca quella dell'ospedale di Anagni. Anche allora la difesa legale fu promossa solo ed esclusivamente dai cittadini; dall'amministrazione comunale (sindaco Noto, vicesindaco Natalia) solo promesse e parole. L'assenza del Comune come ricorrente determinò il rigetto del TAR nel 2014 (segue sentenza).




Nella vicenda del biodigestore ci sono state molte ambiguità: prima il sì del sindaco il 24 dicembre 2020 (proprio la vigilia di Natale!), a cui si allude anche nel verbale del 9 agosto; poi la retromarcia e il parere sfavorevole.
Le colpe non sono solo della Regione; infatti bisogna chiedersi come mai dei biodigestori di Frosinone (giunta di centro-destra, come quella di Anagni) e di Patrica non si parla più. Forse perché i sindaci hanno assunto una posizione chiara e decisa fin dall'inizio.
Adesso è fondamentale che il Comune di Anagni avvii un proprio ricorso contro il biodigestore.

Parere favorevole della Regione Lazio sul biodigestore di Anagni




martedì 12 aprile 2022

Anagni ospedale - Chiusura del servizio APA

Tanto per migliorare l’offerta sanitaria, è stato sospeso “temporaneamente“ il servizio APA (piccoli interventi chirurgici). Il motivo è la ristrutturazione. Ma non era già stato ristrutturato non da molto e con spese ingenti per le sale operatorie? Adesso a chi compete l'uso del defibrillatore?

Questa chiusura ricorda molto quella “temporanea” del Pronto Soccorso di Anagni il 5-11-2012


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Chiusura Pronto Soccorso, 5 novembre 2012






sabato 5 febbraio 2022

Tragedie all’ex ospedale di Anagni

A breve distanza presso l’ex ospedale sono morte per un malore due persone, che avevano accompagnato i coniugi. Questi episodi dimostrano la necessità di un pronto soccorso, ma nella nostra struttura è stato chiuso dall’ASL/FR (estate 2018) perfino il PPI (unico nel Lazio), la cui chiusura non era prevista nel decreto del Presidente della Regione. Il tutto è avvenuto senza alcuna reazione concreta da parte dell’amministrazione. D’altronde la sanità è solo argomento di campagna elettorale.

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COMUNICATO STAMPA DEL GIORNO 5 FEBBRAIO 2022 

A distanza di qualche settimana si è ripetuto il dramma di una persona che muore per un malore improvviso nell’ ex- Ospedale di Anagni, dove aveva accompagnato la moglie per una visita. Come nel caso precedente, l’intervento dei sanitari che si sono prodigati, non è stato sufficiente a prestare il soccorso necessario nel momento della drammatica urgenza. Difficile accettare fatti del genere come una triste fatalità. Si tratta, piuttosto, di respingere ancora una volta la lettura che viene data dalle autorità sanitarie della situazione dell’ assistenza in questa città, che non è quella che ci viene raccontata, ma quella reale che ben conosciamo e che ci dice, ancora una volta, che Anagni e il suo territorio sono privi dei soccorsi indispensabili nei casi di urgenza e di emergenza.

L’ ultimo documento pubblicato il 13 gennaio scorso dal Comitato “Salviamo l’ Ospedale di Anagni“ era fortemente critico riguardo alla riorganizzazione dei servizi sanitari nell’ area nord, in particolare per Anagni e I comuni limitrofi. Di fatto, tale presunta riorganizzazione, non prevede nulla di più dei servizi ancora offerti nell’ ex- Ospedale. Non si parla di quelli essenziali, di urgenza ed emergenza, nonostante le sacrosante motivazioni esposte e ribadite dal nostro Comitato alla Dirigenza ASL, vecchia e nuova, e che riguardano le specificità del territorio e della città. Tali motivazioni, lo ripetiamo ancora una volta, sono riassumibili nell’essere Anagni un centro studi che accoglie centinaia di studenti e nella numerosa presenza di industrie importanti economicamente, ma anche ad elevato rischio di incidente tecnico e/o ambientale. Proprio nella tarda serata di ieri 3 febbraio, nella zona della stazione ferroviaria di Sgurgola, lungo il fiume Sacco si è diffuso, estendendosi rapidamente verso Frosinone, un odore insopportabile acre e nauseabondo. Alla richiesta dei residenti sono intervenuti i carabinieri del Nucleo Radio Mobile di Anagni che, a loro volta, hanno richiesto l’ intervento dei Tecnici di Arpa Lazio, accorsi anche loro. E’ stata così constatata l’ esistenza di uno scarico abusivo, sono stati fatti alcuni prelievi ed ora si attende di sapere chi ha sversato e che cosa nel fiume. E’ l’ intollerabile riconferma di una situazione molto grave , nota da anni e da anni oggetto di parole, promesse, azioni inconcludenti, quando non peggiorative, le cui conseguenze hanno prodotto danni ai terreni, alle attività economiche, all’ aria che respiriamo, alla salute della popolazione residente. Tutti stiamo pagando un prezzo altissimo in termini di disturbi e malattie progressivamente crescenti in gravità e quantità. Però non abbiamo un Ospedale! Anzi, contro la logica e il buonsenso, si fatica a comprenderne la necessità da parte dei responsabili della salute pubblica e dell’ ambiente.

Il bel progetto di riorganizzazione sanitaria illustrato dalla Dirigente ASL, nell’incontro con il Sindaco di Anagni e i sindaci dei paesi dell’ area nord, ha suscitato un coro, quasi unanime, di approvazione per “ le magnifiche sorti e progressive “ che si annunciano per i cittadini: anche se nulla si dice sui finanziamenti predisposti per investimenti tecnologici innovativi e per le necessarie adeguate risorse umane.

Come la realtà sia ben altra lo vediamo tutti i giorni e non saranno certo le Case di Comunità e/o gli Ospedali di Prossimità, etichette, come le Case della Salute, finora prive di contenuti, a migliorarla. Sia ben chiaro che le une e gli altri sono un tentativo di rafforzare i servizi domiciliari, la degenza infermieristica, la telemedicina, ma è altrettanto chiaro che queste proposte sono, come si dice, “pannicelli caldi” se manca il modello organizzativo strutturale dell’ assistenza che garantisca il Livello Essenziale (LEA ) e il Soccorso urgente. Tutto il resto sono chiacchiere che ci sentiamo ripetere da anni.

Ora i soldi ci sono e ne arriveranno molti, circa 20 mld per la sanità previsti nel Pnrr, che, come sottolineato da tutti, dovrebbero rispondere  alla necessità di costituire una rete di servizi distribuita su tutti i territori, con modalità diverse ma tali da rispondere alle effettive esigenze delle persone. Usiamoli bene! Sarebbe una dimostrazione di trasparenza verso i contribuenti informarli su ciò che è stato speso di quanto finora ricevuto.

Per lo specifico problema di Anagni e dei numerosi comuni limitrofi, a nostro avviso, l’ effettiva assistenza territoriale non può fare a meno di una Struttura Ospedaliera vera.

Anagni, 5.02.2022 

Il Comitato  “  Salviamo l’Ospedale di Anagni “

Anagni Scuola Futura, Associazione Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Comitato Ponte del Papa,  Comitato Residenti Colleferro, Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della Valle  del Sacco ).

Per info: telefonare al  n.:  3930723990.

mail: info@dirittoallasalute.com.

venerdì 21 gennaio 2022

E il biodigestore? Chi resterà con il cerino in mano?

Nella riunione  erano presenti due dei sindaci (Frosinone e Patrica) sul cui territorio è previsto un mega biodigestore. Sarebbe stata utile anche la presenza del sindaco di Anagni, territorio interessato dal terzo biodigestore e che insiste anch'esso nell'area SIN della Valle del Sacco.
Si ha l’impressione che sarà Anagni che resterà con il cerino in mano. Non ci risulta, infatti, che il sindaco abbia ritirato il parere favorevole, dato il 24 dicembre 2020, e che abbia aderito a uno dei tre ricorsi al TAR. 
Si prospetta una conclusione simile a quella dell’ospedale dove l’assenza del Comune fu determinante per la chiusura della struttura (vedi sentenza del TAR, 2014). Il biodigestore e la difesa della salute dovrebbero essere i cavalli di battaglia di chiunque si proponga di amministrare questa città (destra e sinistra).

venerdì 14 gennaio 2022

Dal PNRR quasi nessuna novità per la sanità anagnina

La riorganizzazione dei servizi sanitari della provincia di Frosinone, in base alle direttive del PNRR, illustrata di recente dalla dott. Pier Paola D’ Alessandro, dirigente Asl /Fr in un incontro ad Anagni con gli amministratori cittadini e con i sindaci dei paesi dell’area nord della provincia ha fornito l’occasione per un coro quasi unanime di approvazione, se non di vero e proprio giubilo. È  sembrato che finalmente ad Anagni l’ assistenza sanitaria tornerà ad essere presente grazie ad interventi che risolveranno l’ormai lunga, gravissima assenza dei servizi sanitari essenziali( LEA=livello essenziale di assistenza).In realtà sono stati illustrati e promessi servizi, che sono in parte già presenti presso il nostro presidio (vedi degenza infermieristica) anche se  ogni giorno siamo costretti a registrare continui impoverimenti di servizi tuttora esistenti, vedi alla voce TAO e alla voce TAC che non funziona neanche quella senza mezzo di contrasto, con una sempre più accentuata mancanza di coordinamento tra i reparti che si ripercuote sul disorientamento dell’utenza che deve accedere alla struttura.

La dott. D’Alessandro, invece, annuncia il miglioramento dei servizi per l’ ampliamento dell’ offerta e finanche l’ impegno deciso contro la pandemia con l’ obiettivo di realizzare una sanità distribuita in forma equilibrata su tutto il territorio gestito dalla Asl/Fr.

È immediata l’obiezione a queste dichiarazioni. Infatti come si può realizzare un’offerta sanitaria equilibrata per le aree Nord/Sud della Provincia se per l’area Nord, che comprende Anagni e i comuni limitrofi con una popolazione di circa 80.000 abitanti, con annessa zona industriale e centro studi, la “riorganizzazione” non prevede per Anagni nulla di più dei servizi che l’ex Ospedale ancora offre, nonostante l’offerta sia scoordinata perché manca una figura dirigenziale di riferimento che garantisca l’ attuazione di un piano di investimenti. Ancora, l’ Ospedale di prossimità e la Casa di Comunità sono strutture residenziali sul territorio, per ricoveri brevi, destinati a pazienti che necessitano di interventi sanitari a media e bassa intensità clinica, a gestione prevalentemente infermieristica.

Non una parola sugli essenziali servizi di assistenza urgenza/emergenza, pericolosamente assenti in una città e in un territorio con un’alta presenza di industrie, molte delle quali a rischio incidente, con un problema serissimo di inquinamento ambientale dalle pesanti ricadute sulla salute dei lavoratori e della popolazione in generale.

Basta tale realtà, ben nota, per evidenziare la debolezza di  una ristrutturazione su tutto il territorio nord della provincia che viene spacciata come una vera risposta alle esigenze dei cittadini… Una pia illusione (!).

All’ incontro suddetto qualche sindaco si è augurato la rapida attuazione del piano, qualcun altro, più prontamente, ha sottolineato come non sia stato detto nulla circa l’assunzione di personale medico e paramedico e già questo rende il bel progetto improbabile da realizzare.

In conclusione, il Comitato ritiene che sia indubbiamente positivo che si continui a parlare dell’Ospedale di Anagni, ma ritiene che per Anagni non sia sufficiente un ospedale di comunità (simile ad altri 6 da realizzare nella provincia), ma occorrono strutture che tengano conto della complessità del territorio. Quanto all’ impegno di contrasto al Covid, il dilagare dei contagi dovuti alla variante Omicron sta mettendo a dura prova la struttura sanitaria regionale e nazionale. Nel Lazio e, nello specifico nella Asl / Fr, che finora aveva retto piuttosto bene, una volta chiusi i Centri vaccinali, si è evidenziata inesorabilmente la difficoltà di provvedere rapidamente ai tamponi, ai posti letto, alla carenza di medici e infermieri, e si è confermata l’insufficienza strutturale cronica dei servizi assistenziali. Sono tornati drammatici i ricoveri, l ‘assistenza ai pazienti con patologie diverse dal Covid, la scarsità  di personale formato, necessario prevalentemente tra i medici di Pronto Soccorso e tra i rianimatori, dove l’ organico è più impoverito.

E se pochi giorni fa l’assessore D’ Amato assicurava che ” la rete ospedaliera non è ancora sotto pressione ( Repubblica 2 gennaio)”, oggi i dati purtroppo non confermano più questa affermazione.

Allora la “riorganizzazione” promette male. Richiederebbe idee e progetti veramente innovativi, adeguate risorse finanziarie e umane, che pure ci sono, da impegnare ottimamente per essere realmente portatrice di fiducia, di speranza e di risultati. Richiede proprio la riapertura dell’Ospedale Civile di Anagni!

Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni"

Anagni Scuola Futura, Associazione Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Comitato Ponte del Papa,  Comitato Residenti Colleferro, Re.Tu.Va.Sa.(Rete per la Tutela della Valle  del Sacco).

 


mercoledì 5 gennaio 2022

Anagni - Ospedale di Comunità. Tanto rumore per poco 2

Il sindaco Natalia ha definito il futuro ospedale di comunità di Anagni come il baricentro della sanita dell’area nord. In realtà, come dice la legge, l’ospedale di Comunità è una struttura di degenza sanitaria territoriale a gestione essenzialmente infermieristica (un infermiere e due aiutanti sanitari di giorno e un infermiere e un aiutante di notte). E’ rivolto a particolari pazienti che provengono da un ricovero ospedaliero o dal proprio domicilio e che hanno bisogno di assistenza. L'ospedale di Comunità non comprende alcun servizio di emergenza e in pratica non è molto diverso dalla degenza infermieristica che già esiste nel nostro presidio.

Questo tipo di "ospedale" è previsto dal PNRR nazionale; nel Lazio ne saranno realizzati 37, di cui 6 nella nostra provincia. 

Esso non è certo sufficiente per le reali esigenze di Anagni e territorio, che date le problematiche industriali- ambientali (vedi industrie Seveso bis), avrebbe bisogno di ben altro.

Un magro bottino per un sindaco che in precedenza, da vice, aveva visto chiudere l’ospedale di Anagni (2012) e subito dopo la sua elezione (2018) ha visto chiudere anche il Punto di Primo Intervento. In entrambi i casi senza colpo ferire.

E pensare che nel 2009 la Regione aveva previsto per il nostro territorio un nuovo mega Ospedale (questo vero), con la contestuale chiusura di quello vecchio di Anagni e di quello di Alatri. Poi il nuovo ospedale non è stato realizzato e la politica cittadina non è stata capace neanche di difendere quello vecchio (vedi link).

La difesa dell'ospedale allora fu lasciata nelle mani dei cittadini, come oggi la lotta contro il Biodigestore.

CR (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni)

https://anagniscuolafutura.blogspot.com/2018/06/storia-degli-ultimi-10-anni.html

sabato 4 dicembre 2021

Anagni Biodigestore – La guerra continua …

 L’approvazione della delibera popolare da parte del consiglio comunale del 2 dicembre 2021, è una tappa importante, ma purtroppo non decisiva.

Adesso è fondamentale che il sindaco appoggi uno, o meglio, tutti e tre i ricorsi al TAR. Infatti in sede di giudizio presso il TAR l’assenza del Comune di Anagni potrebbe essere decisiva per il rifiuto dei ricorsi contro il biodigestore.

Si potrebbe ricreare infatti la situazione del ricorso al TAR contro la chiusura dell’ospedale di Anagni, quando il respingimento (2014) fu motivato con l’assenza del Comune (dopo tante promesse) nel promuovere e sostenere il ricorso del Comitato.

E’ fondamentale inoltre che il sindaco rimuova al più presto con atto ufficiale i pareri favorevoli già dati.

Che la battaglia sia solo all’inizio lo dimostra il fatto che molte società private ricorrono al TAR, anche quando la stessa Regione è contraria alla realizzazione di un biodigestore. (vedi link).


CR (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni)

https://anagniscuolafutura.blogspot.com/2018/06/storia-degli-ultimi-10-anni.html

http://anagniscuolafutura.blogspot.com/2021/12/anagni-biodigestore-come-gettare.html



mercoledì 1 dicembre 2021

Anagni - Biodigestore. Come gettare benzina sul fuoco

 

In rosso (al centro) l'area riservata al biodigestore; le altre in rosso sono le imprese a rischio 

L’area destinata al Biodigestore è altamente industrializzata e vicina ad abitazioni. Nei pressi di essa, a circa 100 metri, si trova la Brenntag (gruppo Romana Chimici), industria che rientra nella categoria di quelle a rischio di incidente rilevante di soglia superiore (D. Lgs. 105/15).

I rischi presenti all’interno della Brenntag sono dovuti, come risulta dal piano di emergenza depositato in Prefettura (2014), alle caratteristiche di infiammabilità e tossicità delle sostanze utilizzate (legge Seveso bis). Questo piano di emergenza, simile a quello di altre industrie ad alto rischio che ricadono nel nostro territorio, continua a indicare l’ospedale di Anagni come la struttura “idonea” più vicina.

Secondo l’ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) “la probabilità, la possibilità e le conseguenze di un incidente rilevante possono essere accresciute a causa del luogo, della vicinanza di più stabilimenti o delle sostanze presenti (effetti domino)”. L’ISPRA ribadisce inoltre che “la presenza di uno stabilimento a rischio di incidente rilevante (RIR) condiziona la pianificazione del territorio, ed in particolare la destinazione e l’utilizzazione dei suoli. Occorre mantenere opportune distanze di sicurezza tra gli stabilimenti RIR”.

Incendio del 16 ottobre 2021

Della pericolosità della zona testimonia l’incendio che si è sviluppato il 16 ottobre 2021 nella Pellets Group, sita a circa 100 metri dall’area destinata al Biodigestore. Le cause dell’incendio sono oggetto di  indagine da parte della Procura di Frosinone. Un altro incendio si era verificato non lontano dal sito nel 2013 nello stabilimento Oxido, anch'esso tra le fabbriche ad alto rischio. Ricordiamo sempre che siamo in un'area SIN, tra i 44 siti più inquinati d'Italia.     


CR (Comitato Salviamo l'Ospedale di Anagni)

https://anagniscuolafutura.blogspot.com/2021/07/anagni-biodigestore-emergenza.html

mercoledì 24 novembre 2021

Anagni - Ospedale di Comunità. Tanto rumore per poco

Anagni per la sua complessità ha bisogno di un Pronto Soccorso, o almeno per il momento, della riapertura del Punto di Primo Intervento.
L'ospedale di Comunità non prevede, al suo interno, né i reparti di degenza per acuti, né il pronto soccorso o qualsiasi servizio di emergenza.
https://www.facebook.com/anagnia/videos/911557022814397
L'ospedale di Comunità (il termine non tragga in inganno), che presenta differenze con la Casa della Salute, "svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero ed è dedicato a pazienti che, per un episodio acuto o per la riacutizzazione di patologie croniche, hanno bisogno di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio, ma che vengono ricoverati in queste strutture in mancanza di idoneità del domicilio stesso (strutturale e/o familiare) e hanno bisogno di assistenza/sorveglianza sanitaria infermieristica continuativa, anche notturna, non erogabile a domicilio."
Questo tipo di "ospedale" è previsto dal PNRR nazionale; nel Lazio saranno 37. Esso non è certo sufficiente per le reali esigenze di Anagni.

CR (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni)


giovedì 28 ottobre 2021

Anagni - Convegno su “Il Diritto alla Salute in provincia di Frosinone”. Criticità del nostro territorio


Ci piacerebbe che la sede del Comune di Anagni non servisse solo da bella location per i convegni su sanità e ambiente.

Ci piacerebbe che nell’ambito del convegno di domani, 29 ottobre 2021, venissero affrontati temi cruciali, quali la crisi sanitaria e ambientale di questo territorio, e si prospettassero soluzioni concrete.

Con un bacino di circa 80.000 abitanti, la nostra è un’area SIN, sede di ben 7 industrie a rischio esplosivo (Seveso bis), è attraversata dalla A2, da treni ad alta velocità e da un metanodotto.



Con tutto ciò Anagni è priva di un ospedale, chiuso dall’ASL/FR nel 2012. La vicenda della sua chiusura è la dimostrazione lampante della crisi della sanità territoriale a gestione politica, in cui clientelismo e campanilismo prevalgono sulle esigenze della popolazione. Così a circa 13 Km di distanza sono stati concentrati due dei quattro Pronto Soccorso della provincia e il 50 per cento dei posti letto.

Convegno su “Il Diritto alla Salute in provincia di Frosinone”

Ad Anagni, che il piano regionale del 2009 aveva individuato come sede di un mega ospedale del territorio, era rimasto solo un Punto di Primo Intervento, chiuso anch’esso dalla ASL/FR nel 2018, nonostante tale chiusura non fosse prevista dal decreto del presidente della Regione e fosse stata avversata dalla stessa Commissione sanitaria regionale. Parlare di accanimento non è eccessivo. Ora nel presidio di Anagni pare che non ci siano nemmeno un defibrillatore e farmaci salvavita.

Piano regionale del 2009
Tutto questo ha avuto ripercussioni pesantissime sulla popolazione. Nonostante l’ex ospedale sia dotato di macchinari all’avanguardia, la popolazione è costretta a lunghe file d’attesa o a rivolgersi, in caso di necessità, a strutture private.

Sull’altro fronte, nonostante, lo ribadiamo, siamo su area SIN (tra i 44 siti nazionali più inquinati), Anagni sembra destinata a diventare la pattumiera del Lazio. La vicenda del Biodigestore, con i ricorsi in atto di cittadini e associazioni, domina le cronache.


CR (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni)

https://anagniscuolafutura.blogspot.com/2018/06/storia-degli-ultimi-10-anni.html


venerdì 22 ottobre 2021

Il grande abbraccio di Anagni alla professoressa Marina Mastrostefano. Una sola assenza

Ieri, 21 ottobre 2021, nella cattedrale di Anagni abbiamo dato l’ultimo saluto alla professoressa Marina Mastrostefano, che per tanti anni ha insegnato storia e filosofia presso il Liceo classico Dante Alighieri di Anagni. 
Molti ricordi sono riaffiorati nella mente di tutti noi che siamo stati suoi alunni; molte parole sono state scritte in questi giorni per ricordare l’insegnante, la sua smisurata cultura, il suo essere una vera Maestra di quelle capaci di imprimere dentro la coscienza degli studenti quei principî che, come semi, sono destinati a germogliare.
Dei pensieri e dei sentimenti di tutti noi, si è fatto portavoce un ex alunno, Emidio Spinelli, docente di storia della filosofia antica presso l’Università La Sapienza di Roma, le cui scelte, come quelle di tanti altri, sono state influenzate dall’insegnamento della
professoressa. Con belle e sentite parole ha tratteggiato la figura di questa docente che alla grande cultura univa una profonda umanità. Alla cerimonia funebre erano presenti in tanti: i suoi studenti di un tempo, gli ex colleghi, il sindaco di Anagni e rappresentati politici di paesi vicini.
Ha concelebrato la cerimonia funebre padre Giulio Capetola, già docente del Liceo, venuto appositamente dall'Abruzzo. 

Marina Mastrostefano

Un’assenza non è passata inosservata: quella di una delegazione ufficiale del Liceo Dante Alighieri; in questi casi non ci sono riunioni o consigli che tengano. A questo istituto di cui, a ragione, era considerata una colonna portante e a cui ha dato tanto lustro, la professoressa ha dedicato con profonda dedizione tanti anni della sua carriera. 
Ma forse erano altri tempi, forse allora al Liceo i Docenti quelli bravi, con la D maiuscola, erano valorizzati e godevano del più grande rispetto. 

Silvia Bruni, alunna del Liceo classico aa. 1972-73 e 1973-74

venerdì 8 ottobre 2021

Anagni biodigestore – E' vero ripensamento quello del sindaco?

 

Il ripensamento del sindaco Natalia a proposito del Biodigestore deve essere supportato da atti concreti con valore legale. In primo luogo deve rinnegare (con un atto ufficiale) il parere favorevole dato alla vigilia di Natale del 2020.

Il sindaco è il responsabile della salute e dell’ambiente e senza il parere favorevole di una amministrazione è praticamente impossibile realizzare opere che abbiano un impatto sul territorio (inceneritori, miniere ecc)

I sindaci di Frosinone e Patrica, infatti, si sono da subito opposti in maniera decisa alla realizzazione di un biodigestore nel loro territorio.

Visto che, guarda caso, questo ripensamento del nostro sindaco è avvenuto dopo che sono scaduti i termini per presentare un ricorso al TAR (ricorso che, se presentato dall’amministrazione, avrebbe avuto un valore molto più rilevante), il sindaco dovrebbe immediatamente (ripetiamo con atto ufficiale) aderire a uno o a tutti i ricorsi promossi dai cittadini (a loro spese).

Seiunozero 2012

Se ciò non si verifica, si ripete la stessa situazione del ricorso al TAR contro la chiusura dell’ospedale di Anagni. Allora nel 2011 il ricorso fu presentato da un gruppo di cittadini e associazioni (come oggi). L’amministrazione, di cui Natalia era vicesindaco, dopo quasi 2 anni di promesse, aderì al ricorso ad adiuvandum qualche giorno prima della chiusura dell’ospedale da parte dell’ASL/FR. Questo ritardo è stato fatale e ha determinato il respingimento del ricorso da parte del TAR, che nella sua sentenza afferma:  "A diversa conclusione si sarebbe potuti pervenire se a proporre ricorso fosse stato il Comune di Anagni ... il quale sarebbe stato legittimato ad adire il giudice amministrativo perché verificasse la legittimità dei decreti commissariali che hanno disposto la riconversione dell’Ospedale sito nel proprio ambito territoriale. Nella specie non solo il Comune non ha proposto ricorso, come avrebbe dovuto fare se avesse considerato i decreti commissariali illegittimi, ma ha deciso di intervenire in giudizio ... con atto ad adiuvandum ...depositato solo il 2 novembre 2012, e dunque più di un anno dopo …”

Le similitudini sono troppe per non suscitare dubbi. 

Auspichiamo  che il sindaco sia presente il 12 ottobre 2021 quando si discuterà presso il TAR del Lazio la sospensione della V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) per il biodigestore. 

Ci auguriamo inoltre che i tre comitati che hanno promosso i ricorsi al TAR collaborino maggiormente tra loro al fine di ottenere un risultato migliore. 

CR (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni)

https://anagniscuolafutura.blogspot.com/2018/06/storia-degli-ultimi-10-anni.html


sabato 18 settembre 2021

Anagni - La vicenda del museo cartina di tornasole della politica locale (2014)

Recentemente nella nostra provincia Ferentino ha ottenuto un finanziamento di 1,5 milione di euro per il restauro del teatro romano, Pofi  230.000 euro per la realizzazione di un parco. Per  Anagni è previsto solo un mega biodigestore, con il transito di 300  camion a settimana carichi di rifiuti. Per il museo, come per l'ospedale, solo parole.

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Anagni - Parte di trapezoforo (sostegno), VI sec. a.C.


La vicenda del museo di Anagni ancora chiuso, nonostante le finte inaugurazioni (2005) dell'era di Franco Fiorito, dimostra una volta di più l'inefficienza e l'incapacità delle nostre  amministrazioni.

Le date di inaugurazione (vere) dei musei  dei paesi vicini non hanno bisogno di commenti:

Atina 1997, Aquino 2000, Artena 1996, Pofi 2001, Colleferro 1986, Cori 1997, Norma (4 mila abitanti) 1995, Cave 2013, Bracciano 2006, Ferentino per il suo museo nel 2010, ha ottenuto 300 mila euro, Segni 2001, Alatri 1996 (il museo di questa città fu ristrutturato completamente tra il 1998-2000, con i fondi europei).

Queste date dimostrano le occasioni perse anche dalle amministrazioni degli ultimi decenni del secolo scorso.

Ad Anagni il clientelismo, la pigrizia e l'immobilismo hanno prodotto una classe politico-amministrativa che ha determinato l'allontanamento delle energie migliori dalla politica.
In qualche modo la vicenda del museo, come quella dell'ospedale, è la cartina di tornasole della politica anagnina degli ultimi decenni, dove spesso persone non sempre all'altezza hanno ricoperto mansioni di responsabilità.

https://anagniscuolafutura.blogspot.com/2016/10/anagni-la-vicenda-del-museo-di-anagni_16.html

martedì 7 settembre 2021

Un altro schiaffo ad Anagni: dopo l’ospedale il biodigestore

A dieci anni di distanza dal ricorso contro la chiusura dell’ospedale, i cittadini di Anagni si trovano alle prese con nuovi ricorsi al TAR contro il biodigestore di 84.000 tonnellate (42 volte l’umido prodotto ad Anagni) che si vorrebbe realizzare nel nostro territorio.

Le similitudini tra i due casi sono numerose: il ricorso contro la chiusura dell’ospedale, in base al decreto Polverini del 2010, fu promosso da cittadini e associazioni, con la totale assenza dell’amministrazione comunale, assenza che determinò il parere negativo del TAR. Per il biodigestore a muoversi sono ancora una volta i cittadini, le associazioni e i consiglieri di minoranza, mentre l’amministrazione, con il sindaco che allora era vicesindaco, è favorevole.

Ci sono in Italia alcuni casi di sindaci favorevoli a biodigestori, che gestiscono direttamente gli impianti (non megaimpianti) e ricevono, insieme agli scarti, anche contributi in denaro dei comuni del consorzio.

Altra similitudine consiste nel fatto che a favore del biodigestore c’è un fronte trasversale che comprende varie forze politiche per es. Migliorelli presidente Saf (area di sinistra, De Angelis, Buschini) e giunta comunale di Anagni di centrodestra. E’ lo stesso fronte trasversale (ASL/FR) diretta da Vicano, predecessore alla Saf di Migliorelli, che nel 2012 chiuse, senza alcuna motivazione valida e senza alcun imput dalla Regione, l’ospedale di Anagni. 

 http://anagniscuolafutura.blogspot.com/2018/06/storia-degli-ultimi-10-anni.html

La nostra città si ritrova quindi senza ospedale, senza nemmeno un Punto di Primo Intervento, chiuso nel 2018 dalla ASL/FR, e con un biodigestore sovradimensionato che produrrà molto inquinamento, nessuna compensazione e occupazione inesistente (4 operai).

Partono i 3 ricorsi al TAR contro il Biodigestore

"Questa mattina- hanno detto gli esponenti del comitato Contro il biodigestore di Anagni-abbiamo dato ufficialmente incarico ai nostri legali per il Ricorso al TAR contro la realizzazione di un Biodigestore nel territorio di Anagni.
Quella che inizialmente era nata come un'azione circoscritta solo alla cittadinanza ed alla politica Anagnina, ha visto invece riunirsi e prendere parte allo stesso Ricorso i cittadini del "Comitato contro il Biodigestore di Anagni", i consiglieri comunali di opposizione del Comune di Anagni Valeriano Tasca, Fernando Fioramonti, Alessandro Cardinali, Sandra Tagliaboschi e Nello Di Giulio, ed anche il Comune di Sgurgola grazie all'azione del Sindaco Antonio Corsi e dell'intero Consiglio comunale di Sgurgola che da subito si era espresso all'unanimità contro la costruzione del Biodigestore ad Anagni.
Un grazie a tutti i firmatari del Ricorso al TAR ed un grazie sentito anche al Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani per essersi schierato apertamente non solo contro il Biodigestore ad Anagni ma in generale contro ogni insediamento di impianti inquinanti nel territorio della Provincia di Frosinone.
Oltre al valore giuridico di tale azione legale, credo sia giusto sottolinearne anche il valore simbolico.
Oggi forze politiche eterogenee e cittadini di più Comuni si sono riuniti insieme, come non accadeva da anni, mettendo da parte velleità personali e colori politici al solo fine di difendere un territorio già fortemente compromesso come quello della Valle del Sacco".
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2° Ricorso al TAR

IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI con LE ASSOCIAZIONI ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, RAGGIO VERDE e DIRITTO ALLA SALUTE ci inviano la seguente nota:

La prima seduta della Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), procedimento amministrativo conseguente al rilascio della Valutazione di impatto ambientale (Via), all’impianto del Biodigestore di Anagni, si è tenuta in ” incognito ” presso la Regione Lazio il 31 agosto u.s. Né la Regione, né tantomeno l’ Amministrazione comunale di Anagni ne hanno dato preventiva comunicazione come da prassi e regolamento. Grazie però alla nostra attenta vigilanza, questa “grave disattenzione” non è passata inosservata! E’ la prima volta che avviene una simile mancanza di correttezza istituzionale. Fino ad ora tutti gli interessati sono stati informati pubblicamente, sempre per tempo delle riunioni della Conferenza, a cominciare dalle Associazioni dei cittadini firmatarie del presente comunicato: regolarmente sempre informate e partecipanti.

Si tratta di un grave attacco alla libera e democratica partecipazione dei cittadini (finora sbandierata sfacciatamente ad ogni occasione…utile), che avrebbe potuto impedire una discussione su un problema di enorme rilevanza per il nostro ambiente, per la sua tutela e per la salute della popolazione di tutto il territorio. Tutti i cittadini debbono rendersi conto della gravità dell’approvazione di questo mega Biodigestore e delle conseguenze della sua operatività.

Non si tratta di ribellismo velleitario, né di un accanimento da ambientalisti cattivi, ma di una motivata e ferma opposizione ad una decisione della cui gravità sono consapevoli tutti a cominciare dai responsabili. La scelta di non coinvolgere nell’iter amministrativo le associazioni firmatarie del presente comunicato

tradisce la cattiva coscienza e la debolezza che l ‘accompagna.

Per quanto riguarda il nostro Coordinamento, per lunedì 13 settembre p.v., è convocata una conferenza stampa per la presentazione del nostro ricorso al Tar del Lazio, patrocinato dai legali Alberto Floridi e Angelo Galante. La conferenza stampa si terrà alle ore 19.00 presso la sala parrocchiale S. Giuseppe di Osteria della Fontana.

                  IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI

LE ASSOCIAZIONI:  ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO,  RAGGIO VERDE, DIRITTO ALLA SALUTE

 PER SOSTENERE LE SPESE CHE IL COORDINAMENTO DELL’AMBIENTE DI ANAGNI STA SOSTENENDO, GIÀ DA DIVERSO TEMPO, PER IL RICORSO AL TAR CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL MEGA BIODIGESTORE, I CONTRIBUTI POSSONO ESSERE VERSATI SULL’ IBAN  N. IT 96 X08 344 7429 000000 184 8050 INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE ANAGNI VIVA, PRESSO BANCANAGNI, CON CAUSALE : NO AL BIODIGESTORE.

https://www.facebook.com/retuvasa/videos/185801333637681

Potrebbe essere un'immagine raffigurante attività all'aperto
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Ricorso al TAR, presentato l'8 settembre, promosso da LEGAMBIENTE LAZIO , CIRCOLO LEGAMBIENTE ANAGNI, MOVIMENTO CRESCITA COMUNE, QUARTIERE CERERE, e sottoscritto da 26 cittadini che vivono e lavorano nelle immediate vicinanze del sito del Biodigestore.

COMUNICATO STAMPA DEL 10/09/2021
AGGIORNAMENTO INIZIATIVE DEL MOVIMENTO “NO BIODIGESTORE ANAGNI"
1. L’8 settembre è stato notificato il nostro ricorso al TAR contro il provvedimento di V.I.A. del biodigestore e contro gli atti della successiva procedura di A.I.A., di cui si è appresa casualmente l'esistenza in mancanza di pubblicazioni e comunicazioni.
Il ricorso è promosso in collaborazione tra LEGAMBIENTE LAZIO e gli aderenti al nostro Movimento, quali CIRCOLO LEGAMBIENTE ANAGNI, MOVIMENTO CRESCITA COMUNE, QUARTIERE CERERE, e sottoscritto da 26 cittadini che vivono e lavorano nelle immediate vicinanze del sito.
Il ricorso è stato affidato ad un collegio difensivo di altissimo livello e massima sensibilità alla tematica trattata, composto dagli avvocati Michele Mammone e Roberto Colagrande dei fori di Roma e L’Aquila, con il supporto ed ausilio di un componente del nostro movimento, l'avv. Alessandro Mari.
Sono stati denunciati molteplici vizi del procedimento, che si evita di spiegare pubblicamente per doveroso rispetto verso il lavoro della magistratura, vista la delicatezza della questione per tutti noi.
2. La senatrice Loredana De Petris (SI) ha presentato l’interrogazione parlamentare sul biodigestore richiesta dal nostro Movimento. Il testo dell’interrogazione è stato predisposto con la sostanziale collaborazione di alcuni di noi.
3. Nei prossimi giorni verranno annunciate altre azioni legali e politiche, tra cui precise ed articolate istanze rivolte ai rappresentanti eletti dai cittadini e dalle cittadine di Anagni e della Valle del Sacco.
4. Il 18 settembre alle ore 16 presso il parco giochi Finocchieto di Osteria della Fontana inizierà la serie di assemblee pubbliche NO BIODIGESTORE ANAGNI, che hanno lo scopo di informare la cittadinanza per aumentare la consapevolezza collettiva su questo tema. Le assemblee saranno aperte al contributo di quanti si oppongono alla costruzione del biodigestore, si svolgeranno nei quartieri periferici e nel centro urbano secondo un calendario che verrà adeguatamente pubblicizzato.
5. Raccolta firme presso gli uffici comunali per la proposta di deliberazione comunale. La raccolta presso l’ufficio anagrafe dopo qualche iniziale problema di natura organizzativa, indipendente dalla nostra volontà e prontamente risolto, prosegue spedita e, alla chiusura del 9 settembre, erano state superate le 100 firme. Si ricordano gli orari di apertura dell’ufficio elettorale di Via Garibaldi per la firma: LU-ME-VE dalle 9 alle 12 e MA-GIO dalle 10 alle 12 e dalle 15,30 alle 17,30. E’ prevista una fase di raccolta firme itinerante, alla presenza di un funzionario. Si ricorda il primo appuntamento del banchetto per la firma in Viale Regina Margherita Anagni domani 11 settembre dalle 17.30 alle 20.30. Bisogna arrivare a 600 firme.
Con l’occasione il movimento NO BIODIGESTORE ANAGNI richiede, per la prima volta e senza impegno per nessuno, un contributo economico per le spese sostenute per le nostre innumerevoli iniziative.
Si confida sulla sensibilità dei concittadini che ci conoscono e sicuramente hanno apprezzato ed apprezzeranno i nostri sacrifici e le modalità coerenti e trasparenti con cui abbiamo finora operato.
A tal fine si indicano gli estremi del c.c. postepay aperto dal movimento ed intestato al Cassiere incaricato NO BIODIGESTORE ANAGNI sig. Pesoli Ilario IBAN IT12O3608105138222983322996
La causale da usare è “contributo volontario movimento NO BIODIGESTORE ANAGNI”.
Mov. NO BIODIGESTORE ANAGNI

IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI con LE ASSOCIAZIONI ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, RAGGIO VERDE e DIRITTO ALLA SALUTE ci inviano la seguente nota:

La prima seduta della Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), procedimento amministrativo conseguente al rilascio della Valutazione di impatto ambientale (Via), all’impianto del Biodigestore di Anagni, si è tenuta in ” incognito ” presso la Regione Lazio il 31 agosto u.s. Né la Regione, né tantomeno l’ Amministrazione comunale di Anagni ne hanno dato preventiva comunicazione come da prassi e regolamento. Grazie però alla nostra attenta vigilanza, questa “grave disattenzione” non è passata inosservata! E’ la prima volta che avviene una simile mancanza di correttezza istituzionale. Fino ad ora tutti gli interessati sono stati informati pubblicamente, sempre per tempo delle riunioni della Conferenza, a cominciare dalle Associazioni dei cittadini firmatarie del presente comunicato: regolarmente sempre informate e partecipanti.

Si tratta di un grave attacco alla libera e democratica partecipazione dei cittadini (finora sbandierata sfacciatamente ad ogni occasione…utile), che avrebbe potuto impedire una discussione su un problema di enorme rilevanza per il nostro ambiente, per la sua tutela e per la salute della popolazione di tutto il territorio. Tutti i cittadini debbono rendersi conto della gravità dell’approvazione di questo mega Biodigestore e delle conseguenze della sua operatività.

Non si tratta di ribellismo velleitario, né di un accanimento da ambientalisti cattivi, ma di una motivata e ferma opposizione ad una decisione della cui gravità sono consapevoli tutti a cominciare dai responsabili. La scelta di non coinvolgere nell’iter amministrativo le associazioni firmatarie del presente comunicato

tradisce la cattiva coscienza e la debolezza che l ‘accompagna.

Per quanto riguarda il nostro Coordinamento, per lunedì 13 settembre p.v., è convocata una conferenza stampa per la presentazione del nostro ricorso al Tar del Lazio, patrocinato dai legali Alberto Floridi e Angelo Galante. La conferenza stampa si terrà alle ore 19.00 presso la sala parrocchiale S. Giuseppe di Osteria della Fontana.

                  IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI

                                       LE ASSOCIAZIONI:

          ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO,

                                  RAGGIO VERDE, DIRITTO ALLA SALUTE

 PER SOSTENERE LE SPESE CHE IL COORDINAMENTO DELL’AMBIENTE DI ANAGNI STA SOSTENENDO, GIÀ DA DIVERSO TEMPO, PER IL RICORSO AL TAR CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL MEGA BIODIGESTORE, I CONTRIBUTI POSSONO ESSERE VERSATI SULL’ IBAN  N. IT 96 X08 344 7429 000000 184 8050 INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE ANAGNI VIVA, PRESSO BANCANAGNI, CON CAUSALE : NO AL BIODIGESTORIL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI con LE ASSOCIAZIONI ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, RAGGIO VERDE e DIRITTO ALLA SALUTE ci inviano la seguente nota:

La prima seduta della Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), procedimento amministrativo conseguente al rilascio della Valutazione di impatto ambientale (Via), all’impianto del Biodigestore di Anagni, si è tenuta in ” incognito ” presso la Regione Lazio il 31 agosto u.s. Né la Regione, né tantomeno l’ Amministrazione comunale di Anagni ne hanno dato preventiva comunicazione come da prassi e regolamento. Grazie però alla nostra attenta vigilanza, questa “grave disattenzione” non è passata inosservata! E’ la prima volta che avviene una simile mancanza di correttezza istituzionale. Fino ad ora tutti gli interessati sono stati informati pubblicamente, sempre per tempo delle riunioni della Conferenza, a cominciare dalle Associazioni dei cittadini firmatarie del presente comunicato: regolarmente sempre informate e partecipanti.

Si tratta di un grave attacco alla libera e democratica partecipazione dei cittadini (finora sbandierata sfacciatamente ad ogni occasione…utile), che avrebbe potuto impedire una discussione su un problema di enorme rilevanza per il nostro ambiente, per la sua tutela e per la salute della popolazione di tutto il territorio. Tutti i cittadini debbono rendersi conto della gravità dell’approvazione di questo mega Biodigestore e delle conseguenze della sua operatività.

Non si tratta di ribellismo velleitario, né di un accanimento da ambientalisti cattivi, ma di una motivata e ferma opposizione ad una decisione della cui gravità sono consapevoli tutti a cominciare dai responsabili. La scelta di non coinvolgere nell’iter amministrativo le associazioni firmatarie del presente comunicato

tradisce la cattiva coscienza e la debolezza che l ‘accompagna.

Per quanto riguarda il nostro Coordinamento, per lunedì 13 settembre p.v., è convocata una conferenza stampa per la presentazione del nostro ricorso al Tar del Lazio, patrocinato dai legali Alberto Floridi e Angelo Galante. La conferenza stampa si terrà alle ore 19.00 presso la sala parrocchiale S. Giuseppe di Osteria della Fontana.

                  IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI

                                       LE ASSOCIAZIONI:

          ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO,

                                  RAGGIO VERDE, DIRITTO ALLA SALUTE

 PER SOSTENERE LE SPESE CHE IL COORDINAMENTO DELL’AMBIENTE DI ANAGNI STA SOSTENENDO, GIÀ DA DIVERSO TEMPO, PER IL RICORSO AL TAR CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL MEGA BIODIGESTORE, I CONTRIBUTI POSSONO ESSERE VERSATI SULL’ IBAN  N. IT 96 X08 344 7429 000000 184 8050 INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE ANAGNI VIVA, PRESSO BANCANAGNI, CON CAUSALE : NO AL BIODIGESTOR




IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI con LE ASSOCIAZIONI ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, RAGGIO VERDE e DIRITTO ALLA SALUTE ci inviano la seguente nota:

La prima seduta della Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), procedimento amministrativo conseguente al rilascio della Valutazione di impatto ambientale (Via), all’impianto del Biodigestore di Anagni, si è tenuta in ” incognito ” presso la Regione Lazio il 31 agosto u.s. Né la Regione, né tantomeno l’ Amministrazione comunale di Anagni ne hanno dato preventiva comunicazione come da prassi e regolamento. Grazie però alla nostra attenta vigilanza, questa “grave disattenzione” non è passata inosservata! E’ la prima volta che avviene una simile mancanza di correttezza istituzionale. Fino ad ora tutti gli interessati sono stati informati pubblicamente, sempre per tempo delle riunioni della Conferenza, a cominciare dalle Associazioni dei cittadini firmatarie del presente comunicato: regolarmente sempre informate e partecipanti.

Si tratta di un grave attacco alla libera e democratica partecipazione dei cittadini (finora sbandierata sfacciatamente ad ogni occasione…utile), che avrebbe potuto impedire una discussione su un problema di enorme rilevanza per il nostro ambiente, per la sua tutela e per la salute della popolazione di tutto il territorio. Tutti i cittadini debbono rendersi conto della gravità dell’approvazione di questo mega Biodigestore e delle conseguenze della sua operatività.

Non si tratta di ribellismo velleitario, né di un accanimento da ambientalisti cattivi, ma di una motivata e ferma opposizione ad una decisione della cui gravità sono consapevoli tutti a cominciare dai responsabili. La scelta di non coinvolgere nell’iter amministrativo le associazioni firmatarie del presente comunicato

tradisce la cattiva coscienza e la debolezza che l ‘accompagna.

Per quanto riguarda il nostro Coordinamento, per lunedì 13 settembre p.v., è convocata una conferenza stampa per la presentazione del nostro ricorso al Tar del Lazio, patrocinato dai legali Alberto Floridi e Angelo Galante. La conferenza stampa si terrà alle ore 19.00 presso la sala parrocchiale S. Giuseppe di Osteria della Fontana.

                  IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI

                                       LE ASSOCIAZIONI:

          ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO,

                                  RAGGIO VERDE, DIRITTO ALLA SALUTE

 PER SOSTENERE LE SPESE CHE IL COORDINAMENTO DELL’AMBIENTE DI ANAGNI STA SOSTENENDO, GIÀ DA DIVERSO TEMPO, PER IL RICORSO AL TAR CONTRO LA REALIZZAZIONE DEL MEGA BIODIGESTORE, I CONTRIBUTI POSSONO ESSERE VERSATI SULL’ IBAN  N. IT 96 X08 344 7429 000000 184 8050 INTESTATO ALL’ASSOCIAZIONE ANAGNI VIVA, PRESSO BANCANAGNI, CON CAUSALE : NO AL BIODIGES