Il Coordinamento provinciale per la Sanità, nell’ incontro di lunedì 5 ottobre scorso con i rappresentanti delle Associazioni e dei comitati, ha deciso unanimemente una rinnovata lotta affinché le amministrazioni locali e la regione si impegnino concretamente per affrontare la disastrata situazione della sanità della provincia e rispondere al crescente e diffuso malcontento della popolazione. Un malcontento che è andato sempre più crescendo con il passare del tempo, anche a causa della progressiva e inarrestabile disorganizzazione della Asl frusinate, la cui evidenza è diventata ormai così conclamata da indurre la stragrande maggioranza dei sindaci del frusinate a dare un giudizio negativo sull’operato del direttore generale asl prof. Isabella Mastrobuono.
A questo scopo si terranno assemblee nei centri dove l’ assistenza è stata eliminata e/o fortemente ridimensionata.
Si ripartirà da Anagni, dove venerdì 13 novembre p.v., nella Sala parrocchiale della Cattedrale, in piazza Innocenzo III, alle ore 18.30, in un’ Assemblea pubblica, si discuterà di tanti temi a cominciare dall’ Atto aziendale approvato e firmato dalla Regione e clamorosamente inattuato neanche nella minima previsione. L’ Atto Aziendale è il documento amministrativo che regola il servizio della ASL e una volta approvato, deve essere applicato. Nella nostra provincia invece abbiamo assistito all’inversa attuazione dell’atto aziendale con la chiusura e il ridimensionamento dei servizi, con l’aumento delle liste d’attesa sia per le urgenze che per la medicina preventiva, con il conseguente aumento della mobilità passiva dei pazienti che, per curarsi, pure loro devono emigrare.
Nel frattempo il governo nazionale decide di tagliare di un altro paio di miliardi la spesa sanitaria
dando una ulteriore grossa mano alla privatizzazione della sanità.

Nello specifico, i servizi attivi sono elencati in calce. E’ logico,quindi, pensare che, esistendo un punto di primo intervento, ad Anagni potrebbero essere risolti tutti quei casi classificati da codice verde, patologie cioè non urgenti per imminente pericolo di morte, ma fastidiose o assai dolorose che nei grandi ospedali vengono passate in secondo e terzo ordine, con attese infinite, a danno del povero paziente, destinato a sopportare dolori atroci per ore e giorni: parliamo di coliche, di piccoli traumi, distorsioni, crisi di asma, dolore toracico, aritmie cardiache, glaucoma acuto, corpo estraneo oculare, sanguinamento dal naso, …
Altro importante settore da mantenere e potenziare è il servizio diagnostico, funzionale principalmente al pronto intervento, con il laboratorio analisi, di radiologia con sala schermi, Tac e mammografo. Vi sono infine diversi ambulatori che offrono servizi importanti per la medicina preventiva. Resta da risolvere, tra le tante carenze, il problema dell'emergenze e dei ritardi nel soccorso delle persone in pericolo di vita. Sono indispensabili un pronto soccorso efficiente, i medici sull'ambulanza e l'elisoccorso notturno. Di tutto questo si darà conto nell’assemblea che si terrà ad Anagni, venerdì 13 novembre p.v., nella Sala parrocchiale della Cattedrale, in piazza Innocenzo III, alle ore 18.30
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare, a cominciare dal Sindaco e dai consiglieri comunali di Anagni, dai Sindaci ed i consiglieri dei paesi limitrofi, il Vescovo di Anagni- Alatri e tutti i cittadini di buona volontà.
Anagni lì 4.11.2015
Il Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni
Il Coordinamento provinciale per la Sanità
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