mercoledì 5 settembre 2012

Anagni, Lazio - Raccolta firme per l’abolizione del vitalizio di consiglieri e assessori regionali del Lazio


Dal sito stopaiprivilegi
85 tra consiglieri e assessori attualmente in carica percepiranno a fine legislatura 4.400 euro lordi al mese, per un totale di 4,5 milioni di euro l’anno.
Se calcoliamo che andranno in pensione al compimento dei 50 anni e stimando una vita media di 84 anni, per loro la Regione Lazio spenderà un totale di 153 milioni di euro. La Federazione della Sinistra ha promosso un referendum abrogrativo dei vitalizi che permetterebbe di reinvestire questi soldi pubblici a favore dei cittadini.
Con 50˙000 firme i cittadini del Lazio possono indire un referendum regionale per abrogare questo privilegio. Approfondisci 

Promotori



  •   Hanno aderito


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      Il Comitato Promotore No Vitalizi Lazio comunica di essere giunto a un passo dal traguardo delle 50.000 firme necessarie per lo svolgimento del referendum per l’abrogazione dei vitalizi dei consiglieri e degli assessori della regione Lazio.
      Il Comitato dopo aver sottolineato il risultato eccezionale "frutto dell’ampio consenso ricevuto dai cittadini della regione per questa campagna contro i privilegi.." sottolinea che il consenso ottenuto,conferma la tesi che solo la partecipazione dei cittadini può risanare veramente la politica.
      Per questo fa appello a quanti condividono i quesiti referendari e che ancora non hanno firmato i referendum, di rivolgersi agli uffici dei propri comuni di residenza per la loro sottoscrizione. La raccolta avrà termine il 10 settembre.





    mercoledì 29 agosto 2012

    Il Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni dal Procuratore della Repubblica di Frosinone.


    Giovedì 4 ottobre 2012 alle ore 11.00 l’Avv. Simone Dal Pozzo e alcuni rappresentanti del Comitato   Salviamo l’Ospedale di Anagni saranno ricevuti dal Procuratore della Repubblica di Frosinone. L’udienza è stata richiesta per sollecitare l’intervento urgente della magistratura a tutela dell’Ospedale di Anagni che, nonostante l’ordinanza del Consiglio di Stato dell’agosto dello scorso anno, subisce ogni giorno che passa la chiusura e ridimensionamento di reparti e servizi. Quello del ricorso alle forze dell’ordine e alla magistratura è ormai l’unica via praticabile per la salvaguardia di quel che rimane dell’Ospedale di Anagni che, nonostante l’encomiabile impegno del personale rimasto e sottoposto a turni stressanti, rischia tra qualche giorno la chiusura definitiva. Abbiamo invitato in tutto questo anno chi era nella stanza dei bottoni ad intervenire, ma invano, visto che era in tutte altre faccende affaccendato. Ora abbiamo anche capito a cosa sono serviti i tagli operati in questi mesi dalla Polverini e dalla sua olimpica corte dei miracoli: a far ingrassare a dismisura coloro che hanno contribuito al suo trionfo elettorale! Ora è certo quello che già il Consiglio di Stato aveva certificato l’anno scorso: la Regione Lazio ha fatto letteralmente carte false per giustificare la chiusura dell’Ospedale di Anagni.

    PER QUESTO CHIEDIAMO LE DIMISSIONI IMMEDIATE DI TUTTI I DIRIGENTI DELLA ASL NOMINATI DAL DUO POLVERINI-FIORITO!

    PER QUESTO CHIEDIAMO GIUSTIZIA E CHE VENGA FATTA RISPETTARE L’ORDINANZA DEL CONSIGLIO DI STATO A TUTELA DELL’OSPEDALE DI ANAGNI!

    PER QUESTO CONVOCHIAMO TUTTI QUELLI CHE HANNO A CUORE L’OSPEDALE DI ANAGNI E LE SORTI DELLA SANITA’ IN PROVINCIA DI FROSINONE ALLE ORE 10.30 DI GIOVEDI’ 4 OTTOBRE 2012, DAVANTI AL CANCELLO DI ENTRATA DEL TRIBUNALE DI FROSINONE, PER SOLIDARIZZARE CON LA DELEGAZIONE DEL COMITATO CHE INCONTRERA’ IL PROCURATORE DELLA REPUBBLICA DI FROSINONE!

    IL COMITATO SALVIAMO L’OSPEDALE DI ANAGNI
                           
    Per info:www.dirittoallasalute.com - http://anagnicaputmundi.blogspot.it –
    http://anagniscuolafutura.blogspot.it/  - tel. 3930723990



    martedì 28 agosto 2012

    Anagni - Trofeo Hernica Saxa 3ª edizione

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    Sintesi da "Podistica Solidarietà" 

    GaraTrofeo Hernica Saxa 3ª edizione
    Distanza10.000 metri
    LocalitàAnagni (FR) Italia
    DataDomenica 02/09/2012 ore 10.00
    OrganizzazioneA.S.D. RUNNERS CLUB ANAGNI con la coll. Coop. HERNICA SAXA ed il patrocinio del Comune di ANAGNI Assessorato allo Sport. PREMI: Primi 5 assoluti M/F - Primi 15 atleti dalla cat. unica fino M55 M/F e i primi 10 per M60 M/F e oltre. Premi per società
    PercorsoPercorso cittadino di Km 10 in circuito cosi composto: Giro di 1 km + giro di 3 km da ripetersi 3 volte per un totale di 10 km. E’ previsto Vutilizzo del CHIPS.
    LogisticaRitrovo alle ore 8,00 presso PORTE CERERE . la partenza agonistica è prevista dallo stesso luogo alle ore 10,00
    IscrizioniPre iscrizioni: €3 - Iscrizioni effettuate sul pesto: €10. L'iscrizione comprende pacco gara e buono pasta party. Accompagnatori pasta party €5.

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    martedì 21 agosto 2012

    Le contrade medievali di Anagni


    In occasione del Palio delle Contrade, che si svolgerà sabato 25 agosto, si forniscono alcuni dati sulle contrade anagnine tratti dalla Guida di Anagni, testo a cura di Carlo Ribaudo, edita dalla ProLoco nel 1989.

    Le contrade medievali  di Anagni 


    Stampa del 1749 - Panorama di Anagni 

    Al culmine della sua ascesa storica, verso la fine del XIII secolo, la città di Anagni era suddivisa in dieci contrade (o regioni), disposte in gran parte lungo la sua strada più importante, la via Maggiore (l’odierna via Vittorio Emanuele).
    Dalla parte alta a quella bassa le principali otto contrade erano così disposte:

    CASTELLO

    La contrada Castellum (odierna S.Maria) racchiude l’area dell’antica acropoli ernico-romana.
    Prese questo nome nel Medioevo grazie alla sua caratteristica di regione fortificata. Isolata rispetto alla città dalle costruzioni romane e dai palazzi baronali, rappresentò per lungo tempo un punto di estrema importanza strategica nella politica della Chiesa.
    Dal periodo di Bonifacio VIII, per la continua presenza di baroni imparentati con il Papa, la contrada venne indicata anche con l’appellativo di Quartiere Caetani. Il Castello racchiude entro i suoi confini parte dei monumenti e tesori più significativi della città: porta Santa Maria, la Cattedrale con la Cripta, il palazzo di Bonifacio VIII e il palazzo Trajetto.

    TORRE

    In questa contrada, nell’area dell’attuale piazza Dante, sorgeva probabilmente il foro romano. Ne costituivano il necessario sostegno i pilastri in opus quadratum e la possente sostruzione in opus reticulatum ancora visibili lungo via Bagno, notevole esempio di architettura sillana.
    La contrada Turris (odierna S. Giovanni) si trovava a ridosso dell’antica acropoli. Il toponimo deriva dall’elemento architettonico che la caratterizzava maggiormente nel Medioevo: la casa torre. Questa tipologia di abitazione, che si sviluppa in altezza e presenta sul fronte stradale il lato breve, conobbe la massima diffusione nel Duecento in concomitanza con l'emergere della classe borghese.

    TRIVIO

    La contrada Trivio è situata in una zona quasi pianeggiante al centro della città. Il toponimo della regione deriva dal trivio stradale che si sviluppa quasi all’altezza del palazzo comunale.
    L’intera contrada, vero e proprio centro commerciale-amministrativo della città (il Comune), presenta notevoli esempi di architettura civile medievale.


    TUFOLI

    La regione Tufoli, odierna S. Pancrazio, situata nella parte settentrionale della città tra il Castello, il Trivio e la regione di Piscina, è stata in ogni tempo quartiere popolare. Rimasta ai margini del grande rinnovamento edilizio del XVIII e XIX secolo, ha conservato un originale tessuto urbanistico medievale.

    PISCINA

    Questa contrada, il cui toponimo trae origine dalla presenza di una fonte (Fons Piscinae) che probabilmente riforniva le terme in epoca romana e che è ricordata tra i beni del comune in un documento del 1321, si estende a nord della via Maggiore. Per la sua esposizione e per la leggera depressione in cui si trova non è mai stata particolarmente popolata. L’unico asse viario (via Piscina), parallelo alla Via Maggiore, parte dall’interessante monastero di S. Chiara per arrivare, fiancheggiato da edifici rimodernati, nella zona del parco pubblico a ridosso delle mura romane, in vicinanza del grande complesso degli Arcazzi.

    COLLE SANT’ANGELO

    La regio collis Sancti Angeli, delimitata dalla via Maggiore e a sud dalle mura romane, occupava la zona in gran parte pianeggiante che va dal Palazzo comunale alla regione Valle S. Andrea. Per la sua posizione dominante, rispetto a quest’ultima ed alla contrada Piscina, fu scelta dalla potente famiglia Conti per costruirvi il proprio palazzo in un periodo (fine del XIII secolo) nel quale le altre posizioni strategiche della città, Castello e Torre, erano occupate dai Caetani.
    Le principali vie della contrada, oltre alla citata via Maggiore, sono: parte di via della Valle e l’attuale via Garibaldi che termina con la cinquecentesca porta San Francesco.

    VALLE SANT’ANDREA

    Questa contrada, il cui toponimo è dettato dalla morfologia della zona, leggermente depressa rispetto al confinante S.Angelo, è racchiusa entro due direttrici principali: la centrale via Maggiore, sulla quale si affacciano palazzi settecenteschi, e buona parte di via della Valle, caratterizzata da molti edifici medievali. Alla confluenza delle due strade si apre la piazzetta con la chiesa di Sant’Andrea.

    CERERE

    La contrada, documentata già dal 1081, occupa la parte occidentale della città, a ridosso di porta Cerere da cui prende il nome.
    La regione, ingresso cittadino per i viaggiatori provenienti da Roma, è in buona parte racchiusa da due bastioni cinquecenteschi (Spizzone e Arci) ed è attraversata, sulla sua parte piana, dal tratto iniziale della Via Maggiore. La strada, costeggiata da edifici medievali, alternati a palazzetti, è parallela ad altre due vie che si sviluppano nella zona rilevata della contrada: la via Mezzo (Via Pio Salvati) con interessanti abitazioni dei secoli XIV e XV e la via Superiore o di S. Domenico, il cui toponimo ricorda la presenza di una chiesa, oggi scomparsa dedicata al Santo.

    Vedi anche: Anagni - Modifiche della toponomastica. Salvare la memoria storica di Anagni.
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    lunedì 20 agosto 2012

    Regione Lazio: ai partiti 4 volte più della Camera - Corriere Roma

    Articolo di Sergio Rizzo   Corriere Della Sera

    Numeri finora sconosciuti emersi grazie alla pubblicazione del bilancio sul sito Internet dei Radicali

    La sede della Regione Lazio (Lapresse)La sede della Regione Lazio (Lapresse)
    ROMA - Da destra a sinistra non c'è chi non abbia invocato più trasparenza sui soldi pubblici destinati alla politica. Ma di passare ai fatti non se ne parla proprio. Se si eccettuano, naturalmente, alcune meritorie iniziative purtroppo isolate.
    Qualche settimana fa il gruppo radicale al Consiglio regionale del Lazio presieduto dall'avvocato Giuseppe Rossodivita ha pubblicato sul sito internet il proprio bilancio. Un documento impressionante, che illumina un angolo del capitolo costi della politica finora tenuto accuratamente all'oscuro. Ovvero, i contributi che le Regioni erogano ai gruppi «consiliari».
    Nel 2011 il Consiglio regionale del Lazio ha versato al gruppo radicale, composto da due persone, 422.128 euro. Dividendo a metà questa somma si può dedurre che ogni singolo consigliere abbia avuto lo scorso anno a disposizione 211.064 euro. Oltre, naturalmente, a stipendio, diaria, annessi e connessi. Un paragone con i contributi ai gruppi parlamentari della Camera rende bene l'idea delle dimensioni.
    La presidente della Regione, Renata Polverini (Imagoeconomica)La presidente della Regione, Renata Polverini (Imagoeconomica)
    Nel 2011 sono stati pari a 36 milioni 250 mila euro, cifra che divisa per i 630 onorevoli dà 57.539 euro. Morale: i gruppi politici del Consiglio regionale del Lazio incassano contributi quasi quadrupli rispetto a quelli di Montecitorio. Proiettando i 211.064 euro procapite sulla platea dei 71 consiglieri, si ha la strabiliante somma di 15 milioni. Esattamente 14 milioni 985.544 euro. L'anno, e per una sola delle 20 Regioni italiane. Questo, almeno, dicono i numeri.
    Leggi tutto ...  Corriere Della Sera

    venerdì 17 agosto 2012

    Anagni - Modifiche della toponomastica. Salvare la memoria storica di Anagni.

    Mentre Anagni lotta per tenere aperto il proprio ospedale l'amministrazione comunale non ha meglio da fare che cambiare i nomi alle strade. 

    http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2012/06/anagni-ospedale-sul-consiglio-comunale.html
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    La toponomastica non può e non deve consistere soltanto in  un pezzo di marmo su cui incidere un nome: essa rappresenta la memoria storica del territorio. Non sono cose che si improvvisano. In caso di cambiamenti occorre una commissione  composta da esperti e ci devono essere autorizzazioni specifiche.

    I nomi delle strade e piazze ad Anagni hanno origine antichissima e molti sono riportati nei documenti medievali, in particolare del XIII secolo. Spesso questi nomi  di piazzette e larghi  indicano la presenza di  chiese documentate nel medioevo e oggi scomparse, come ad esempio largo S.Benedetto (Torre) e colle S Domenico (Cellere). 
    Questa iniziativa dell'amministrazione anagnina di cambiare i nomi di alcune strade comporta inoltre problemi non secondari per i cittadini delle zone interessate: modifiche su patente,documenti, mutui bancari, bollette, fatture. 
    Per i nomi proposti nulla da eccepire, solo che invece di cambiare i toponimi della "città vecchia", si potrebbero attribuire questi nomi a luoghi della "città nuova", per esempio ai quartieri di recente costruzione di Osteria della Fontana. Lasciamo la città vecchia  alla sua ricca storia  ben più onorevole della presente. CR (AnagniScuolaFutura).

    Alcune stralci di leggi in materia:
    L'ultima normativa, in ordine cronologico, è il D.P.R. 30 maggio 1989 n. 223, che rinvia alle disposizioni seguenti:
    Regio decreto-legge 10 maggio 1923, n. 1158, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473 e alla legge 23 giugno 1927, n. 1188.
    In caso di cambiamento di denominazione dell'area di circolazione deve essere indicata anche la precedente denominazione.
    Legge 23 giugno 1927 n. 1188
    1. Nessuna denominazione può essere attribuita a nuove strade e piazze pubbliche senza la autorizzazione del Prefetto, udito il parere della Deputazione di storia patria, o, dove questa manchi, della Società storica del luogo o della Regione. 
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    Segue comunicato di AnagniViva

    Dalla stampa e da un  comunicato fatto affiggere dal Comune, abbiamo appreso che una  delibera di Giunta ha stabilito il cambiamento dei nomi di alcune vie e piazze di Anagni e ci chiediamo, noi di” Anagni Viva” e i tanti cittadini che ci stanno tempestando di telefonate, quale sia la logica che ha guidato queste decisioni ma, soprattutto,  quali “ urgenti” motivazioni abbiano spinto l’ Amministrazione Comunale ad occuparsi di questioni  assai marginali a fronte di  “ urgenze” drammatiche che la città e i cittadini vivono da mesi, se non da anni, subendo nella vita di ogni giorno l’insufficienza, l’ improvvisazione, l’assenza di servizi indispensabili al normale funzionamento di una società civile. 
    Ora vorremmo porre al Sindaco e alla Giunta alcune delle domande che moltissimi cittadini si stanno ponendo, rivolgendosi a noi in numero crescente a proposito della suddetta delibera, sperando di ricevere risposte chiare e convincenti:
    *  Perché la decisione della Giunta non ha coinvolto il Consiglio, “ luogo  politico“ dei rappresentanti dei cittadini?
     *  Perché non si è ritenuto di informare e coinvolgere i cittadini per decisioni che riguardano la città dove sono nati e/o vivono ?
    *  Quali serie ed argomentate motivazioni sono alla base di queste decisioni?
          *  La  Giunta ha seguito il complesso iter, necessario per il cambiamento dei nomi storici di  strade e vicoli  con nuove denominazioni?  E’ a conoscenza( ce lo  auguriamo ) che altre  autorità, oltre il Prefetto, debbono concedere le autorizzazioni, nel rispetto di vincoli molto rigidi ? –
    Insomma, nella procedura e nel merito delle scelte ci sembra di cogliere una diffusa superficialità, un disprezzo non nuovo verso i cittadini, una colpevole indifferenza della secolare identità storica e culturale che, tuttora, permette di conoscere e riconoscere la città di Anagni  agli italiani e agli stranieri.
    Non si tratta di una difesa passatista di nomi appartenenti alla storia e alla tradizione della città ma di sottolineare l’ importanza dell’ identità dei luoghi, così come si è configurata nel corso del tempo. E stupisce  il contrasto tra i costanti richiami alle tradizioni e alle radici antiche che sentiamo ripetere da tutti i nostri amministratori in ogni circostanza  “ politicamente “ utile e le decisioni, evidentemente in contraddizione, della delibera in questione.
    E’ chiaro che non abbiamo nulla contro i nomi proposti: si tratta di personalità  fuor di dubbio illustri e meritevoli di essere ricordate,  ma di alcune, poco note, bisognerebbe  fornire le necessarie informazioni sulla loro storia personale e non il generico riferimento al contributo dato  alla Storia dell’ Unità d’ Italia;  cosa dire, poi, se si cambia il nome a Via della Salita per intitolarla  ad una  figura  della  grandezza di Giuseppe  Mazzini ! Quasi certamente non esiste  in Italia un Comune nel quale il contrasto tra luogo e nome sia così stridente. 
    Perché non  dedicare ai concittadini degni di memoria le molte vie, ancora senza nome, delle zone nuove di Anagni, ricordando anche le due città, polacca  e francese, da tempo gemellate con la nostra?  A  L’ Isle sur la Sorgue c’è  un Pont d’ Anagni.
    Insomma, ci sembra che vicoli e vicoletti rappresentino tangibilmente secoli di storia, di tradizioni e usi che sono stati riconosciuti e codificati ufficialmente; mantenerne la denominazione significa  rispettare anzitutto generazioni e vicende del passato, per trasmetterne la memoria alle generazioni nuove e future.  
    Ci sembrerebbe molto saggio che gli amministratori  riconsiderassero le decisioni assunte, riflettendo sul loro possibile miglioramento, per non fare dei Beni Comuni un uso e un abuso di parte.
    In ogni caso, pensiamo di promuovere una Consultazione tra la popolazione,  affinché i cittadini abbiano la possibilità di far sentire la loro opinione. 

    domenica 5 agosto 2012

    Anagni - Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale 2012





    Festival del Teatro Medievale e Rinascimentale di Anagni - II edizione Romeo e Giulietta.
    Foto di Alberto Pulcini






    XIX FESTIVAL del TEATRO MEDIEVALE E RINASCIMENTALE

    ANAGNI 2012, 24 agosto – 2 settembre
    Direzione Artistica -  Giacomo Zito
    Direzione Tecnica - Peppino Scandorcia
    Direzione Teorico critica - Gaetano D’Onofrio

    PROGRAMMA

    24 AGOSTO – VENERDÍ  ore 21:00 – inaugurazione
    CLIZIA (Doppio Inganno)
    da N. Machiavelli con Giuseppe Pambieri e Lia Tanzi, regia di Giacomo Zito
    prod. Teatroper – in collaborazione con il Festival
    Piazza Innocenzo III

    25 AGOSTO – SABATO ore 21:00
    MATER di Asun Noales – prod Otradanza – Elche -  SPAGNA
    prod. Festival Medieval d’Elx
    Piazza Innocenzo III

    26 AGOSTO – DOMENICA ore 21:00
    NOI, MEFISTOFELE
    da i “Faust” di C. Marlowe e J.W. Goethe, con Gino Curcione, regia di Velia Viti
    prod. Nero Artifex
    Piazza Innocenzo III

    MERCOLEDÍ 29 AGOSTO 2012 – ore 17.00
    Auditorium S. Antonio Abate
    IL MONDO È UN PALCOSCENICO
    Workshop sulle discipline dell’arte scenica
    a cura di Gaetano D’Onofrio e Giacomo Zito

    GIOVEDÍ 30 AGOSTO 2012  – ore 18:30
    Sala Conferenze Biblioteca Labriola
    CONVEGNO: La Parola e la Scena – rapporto tra testo e scrittura scenica
    a cura di Gaetano D’Onofrio.

    31 AGOSTO – VENERDÍ ore 21:00
    SETTERANE
    di e con Alessio Ninu
    prod. Ass. Setterane
    Absidi

    1 SETTEMBRE – SABATO ore 21:00
    ANTONIO E CLEOPATRA E IO
    di W. Shakespeare e D. Camerini
    regia di Duccio Camerini
    prod. La Casa dei Racconti
    Piazza Innocenzo III

    2 SETTEMBRE – DOMENICA ore 21:00
    LETTERE DI ABELARDO ED ELOISA
    Storia di un amore sconfinato
    con Tosca e Massimo Venturiello
    prod. Musikeria
    Piazza Innocenzo III

    Vedi: http://www.comune.anagni.fr.gov.it/up/A269/documenti/501b85978ca8d.pdf
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    sabato 4 agosto 2012

    Anagni Ospedale - Lettera aperta del Comitato al Sindaco della Città di Anagni.


    COMITATO SALVIAMO L’OSPEDALE DI ANAGNI
         Al Sig. Sindaco della Città di Anagni
                    Dr. Carlo Noto

    Anagni  lì 2.08.2012                                                              

    Oggetto: Lettera aperta sulla situazione dell’Ospedale di Anagni.

    Il Comitato SALVIAMO L’OSPEDALE DI ANAGNI Le manifesta profonda preoccupazione per l’assordante silenzio che quotidianamente viene mantenuto dall’Amministrazione che Lei presiede sulla grave situazione dell’Ospedale Civile di Anagni.

    E’ ormai trascorso un anno dalla storica sentenza del Consiglio di Stato che ha scongiurato la chiusura del nostro ospedale prevista, dai decreti Polverini, per il 1° ottobre 2011. Da quella data, contrariamente alla decisione della suprema magistratura amministrativa, l’Ospedale di Anagni è stato oggetto di continui provvedimenti di ridimensionamento dei servizi, fino ad arrivare alla chiusura del reparto di Ortopedia.

    Nonostante quanto emerso dal Consiglio Comunale del  27 giugno 2012, non ci risulta alcun intervento adottato dalla Sua Amministrazione per contenere e ribaltare la grave deriva di cui è preda attualmente il nosocomio di Anagni.

    La invitiamo a illustrarci le iniziative adottate dalla Amministrazione da Lei presieduta al riguardo, soprattutto in base a quanto deciso nel Consiglio Comunale aperto del 27 giugno 2012.

    IL COMITATO SALVIAMO L’OSPEDALE DI ANAGNI

    giovedì 2 agosto 2012

    La Regione taglia 7,5 milioni di euro destinati ai beni culturali in provincia di Frosinone.


    «La Giunta Polverini taglia 7,5 milioni a Frosinone». Lo denuncia il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Anna Maria Tedeschi  che specifica: «Un finanziamento da 7,5 milioni di euro, diciassette Comuni coinvolti in tutta la provincia, ventidue progetti di recupero e valorizzazione delle mura ciclopiche delle nostre città: questo era il POR dei beni culturali approvato nel 2010 dal centrosinistra sulla provincia di Frosinone. Nel programma annunciato oggi dall'assessore Santini, questi progetti non esistono più: ci sono solo due province, Roma e Viterbo, e sono scomparsi trenta milioni di euro rispetto allo stanziamento complessivo di due anni e mezzo fa.
    Anna Maria Tedeschi
    Spariscono i fondi per il recupero e la valorizzazione dell'acropoli e della cinta muraria di Alatri, per la valorizzazione mura megalitiche di Arce, per il recupero, valorizzazione e messa in sicurezza del tracciato delle mura di Arpino. Stesso brutto destino anche per le mura di Atina e Boville Ernica, per la riqualificazione e messa in sicurezza tracciato della villa comunale - ex colonia solare-museo e parco archeologico di Cassino e per l'itinerario di raccordo della Via Francigena del Sud, sempre a Cassino. Non ci saranno più neanche i lavori per il recupero e la valorizzazione delle mura di Castro dei Volsci, Castrocielo, Ceccano, Monte S. Giovanni Campano, Rocca d'Arce, S. Biagio Saracinisco, Sant'Elia Fiumerapido e Veroli.
    Spariti, infine, i fondi stanziati per il Parco Archeologico di Fregellae ad Arce, il Museo Archeologico di Fregellae - Palazzo Vespignani a Ceprano e il Parco dell'antico ambiente dell'uomo ad Anagni. Dalla sanità alla cultura, la Giunta Polverini per la provincia di Frosinone è come Attila: dove passa, non cresce più nulla.
    Ringrazio di questi tagli - conclude ironicamentema amareggiata la tedeschi - anche i consiglieri di maggioranza, Abbruzzese, Fiorito, D'Aguanno, Mandarelli, eletti in Provincia di Frosinone. Sarebbe opportuno conoscere la loro opinione su questi tagli perché sono stanca di leggere le loro esternazioni sul rilancio della nostra Provincia. Questi tagli servono per il rilancio?».

    sabato 28 luglio 2012

    Anagni, Paliano - Piano Rifiuti, Scalia: “No ai rifiuti di Roma nella nostra provincia”


    Comunicato stampa di Francesco Scalia (PD)


    «Il PDL sta cercando di creare confusione con il solo scopo di coinvolgere il centrosinistra in scelte che sono esclusivamente di questa Giunta regionale e del Sindaco di Paliano».
    Così Francesco Scalia, consigliere regionale del PD, torna a parlare di Piano rifiuti e della realizzazione dell’impianto TMB a Paliano. «Questa conferenza stampa – spiega – si è resa indispensabile per fare chiarezza sulle ultime esternazioni di esponenti del PDL locale».


    «Il Piano di gestione della Giunta Marrazzo prevedeva che l’ambito territoriale della nostra provincia rimanesse tale. Pertanto non avrebbe potuto realizzarsi nessun impianto TMB a Paliano perché quello di Colfelice già garantisce il trattamento dei rifiuti dell’intera provincia.

    Inoltre l’impianto di CDR di Paliano, come lo stesso Sturvi ha ricordato anche nelle sue premesse alle osservazioni,  fu autorizzato nel 2003 dall’allora Commissario Storace. L’impianto tra l’altro, non ha mai avuto rapporti con l’amministrazione provinciale da me guidata. Prima dell’ammodernamento dell’impianto di Colfelice, la società EALL, proprietaria del termovalorizzatore di San Vittore e dell’impianto CDR di Paliano, per adempiere al contratto con la SAF e non bloccare lo smaltimento dei rifiuti in provincia, trasportava la frazione secca presso l’impianto di Paliano per poi conferirlo a San Vittore, in ottemperanza alla sopravvenuta normativa. In quel periodo, la mia determinazione a chiudere il ciclo dei rifiuti in provincia di Frosinone, è dimostrata dal fatto che ottenemmo risorse regionali per adeguare l’impianto di Colfelice e ciò ha permesso alla nostra provincia di essere autosufficiente nella gestione dei rifiuti.

    Il centrosinistra – continua Scalia - durante gli anni del suo governo ha risolto il problema dei rifiuti in provincia di Frosinone. Il centrodestra invece,  oggi al governo di Regione e Provincia, vuole scaricare il problema dello smaltimento dei rifiuti romani, modificando gli ATO, in modo da realizzare un nuovo impianto TMB a servizio di Roma ed utilizzando quello di Colfelice anche per il territorio di Latina; in pratica la nostra provincia dovrà smaltire i rifiuti di mezza regione!
    Riguardo alle affermazioni del Sindaco Sturvi – ha concluso Scalia - è stato lui ad offrire Paliano a servizio di Roma, aderendo alla modifica degli Ato e proponendo la realizzazione dell’impianto nel proprio comune.  Delle osservazioni della Provincia di Frosinone purtroppo, la Regione non ne ha potuto tenere conto, perché andate smarrite e mai pervenute, come dimostrano i documenti. «In conclusione, la battaglia per contrastare la realizzazione del TMB a Paliano, si rende difficile proprio a causa delle osservazioni proposte dal Sindaco Sturvi, nelle quali, dichiara espressamente di condividere la modifica degli ATO. Oltre al danno, la beffa! I cittadini di Paliano ed Anagni, ormai fuori dalla gestione dell’Ato di Frosinone, dovranno sostenere costi molto più alti per lo smaltimento dei rifiuti, accollandosi anche i debiti di AMA». 

    «Mentre il centrosinistra aveva destinato milioni di euro per l’incremento della raccolta differenziata, ora il centrodestra è riuscita a perdere quelle risorse, negando a decine di comuni della nostra provincia, di attuare i progetti per la riduzione dei rifiuti». Con queste parole, anche il Segretario Provinciale del PD, Lucio Migliorelli, è intervenuto alla conferenza stampa. «Non vogliamo né i rifiuti di Roma né quelli di Latina». Il PD di Paliano ha ricordato la prima iniziativa pubblica organizzata a febbraio scorso. «In quella occasione, il Sindaco Sturvi disse che non avrebbe mai sostenuto la battaglia contro il Piano Regionale. Siamo stufi di ragionare con persone che invece di assumersi le proprie responsabilità di governo, sanno solo attribuire colpe alle precedenti amministrazioni.»
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    giovedì 26 luglio 2012

    Anagni Rock, III Edizione (27-28-29 Luglio 2012) - Osteria della Fontana ore 21.

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    Rockes è giunto il momento, il festival quest'anno si svolgerà con "la festa della pizza", pizza e birra & rock 'n' roll per tutti! 
    Questo il programma dei gruppi che daranno vita e sound alla terza edizione dell’Anagni Rock:


    -Venerdì 27 Luglio-
    MA SULO
    VIMANA
    TAB’S
    ANTONELLO PANACCHIA+ENZO SALVI+ANTONIO GIUDICI+ARIANNA LISANDRO
    FABIO MACERA
    RHCP TRIBUTE PSYCHEDELICSEXFUNK

    -Sabato 28 luglio- SERATA BAND EMERGENTI!

    STREET BOYS CREW+ SUPREMA PORZIONE
    EMANUELE MATTOZZI
    ALESSANDRO VITI
    DIEGO CONTI
    ACCADEMIA DEL RUMORE
    FILO SPINATO

    -Domenica 29 luglio-

    GIADA SABELLICO
    ERICA SAGNELLA
    ANIMALI ANOMALI
    COLDPLAY TRIBUTE= CHASING TAILS
    BE DOORS
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    Vedi: culturaindifferenziata
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    venerdì 20 luglio 2012

    Anagni Ospedale - Il Tar ordina la riapertura di Ortopedia.


    Roma,13 ottobre 2010 - Manifestazione contro la chiusura degli ospedali laziali. (Foto C. Ribaudo)
    Comunicato stampa del Comitato "Salviamo l'Ospedale", 20 luglio 2012.

    A seguito del ricorso presentato dal Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni contro la chiusura del reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Anagni  il TAR del Lazio, dopo l’udienza di giovedì 19 luglio 2012,  ha ordinato all’azienda ASL di Frosinone la riapertura di Ortopedia di Anagni entro il prossimo 16 settembre. Un’altra vittoria importante a favore della causa dell’Ospedale di Anagni. “La sospensiva richiesta dal Comitato non e' stata concessa – commenta l’Avvocato Simone Dal Pozzo - data la temporaneita' del provvedimento, ma si dice anche che il 16 settembre il reparto dovra' funzionare !” Una sentenza in linea dunque con quella del Consiglio di Stato dell’agosto del 2011 che scongiurò la chiusura definitiva di Anagni. Viene dunque ancora una volta riaffermata la necessità del funzionamento dell’Ospedale di Anagni, nonostante l’ostinata volontà  della Regione Lazio e della ASL di Frosinone di chiuderlo. E, del resto, non mancano neanche gli attacchi da parte di pennivendoli che provano, nell’ anonimato, ad infangare l’Ospedale di Anagni e i suoi dipendenti che in questo marasma cercano quotidianamente, con grandi sacrifici, di offrire un servizio ancora più che dignitoso alla popolazione dell’area nord della Ciociaria. Ci riferiamo all’articolo apparso sulla pagina di Frosinone de Il Messaggero  del 19/07/2012, riguardante la situazione della sanità in provincia di Frosinone e ad Anagni. A tale proposito il Comitato Salviamo l’ospedale d’Anagni, la Das con tutte le associazioni operanti sul territorio, i sindacati, le forze politiche, e i Sindaci dei comuni di (Anagni, Paliano, Trivigliano, Serrone, Acuto, Sgurgola, Filettino, Trevi nel Lazio), che hanno fatto propria la diffida del Comitato con un intervento ad adiuvandum al  ricorso presso il Tar contro la chiusura dell’ospedale di Anagni,  auspicano, che l’incontro programmato per settembre 2012, tra la ASL, le forze politiche ed i sindacati, serva a definire realmente la situazione dell’ospedale di Anagni. A correzione di quanto riportato nell’articolo del 19/07/12 si precisa che i dipendenti attualmente in servizio presso l’ospedale, sono 191 + 26 precari. Il personale è distribuito in parte nell’assistenza dei pazienti ricoverati nei reparti attualmente aperti ed in parte presso i servizi operanti nella struttura quali:

    servizio di nefrologia e dialisi con assistenza di 40 pazienti;

    pronto soccorso con operatività nelle 24 ore;

    servizio di laboratorio con operatività nelle 24 ore;
    servizio di radiologia con operatività nelle 24 ore;
    attività ambulatoriale nell’intera settimana;
    servizio di farmacia ospedaliera e territoriale;
    servizio di fisioterapia nell’intera settimana;
    servizio di sala operatoria con operatività nelle 24 ore.
    Di fatto, nell’assistenza ai pazienti nei reparti attualmente aperti nell’Ospedale di Anagni   (medicina, chirurgia, urologia, utic e cardiologia ), vengono utilizzati 51 tra infermieri e ausiliari, più 19 medici che garantiscono una ottimale assistenza ai pazienti anche con doppi turni e rinunzia ai riposi settimanali.
    Inoltre, in riferimento a quanto espresso dal Ministro della salute Renato Balduzzi “ Ci sono, infatti, piccole strutture che hanno una loro funzione magari perché lontane da altri ospedali più grandi o perché sono situate all’incrocio di più vallate”, si ricorda che l’ospedale di Anagni serve 80.000 persone nella parte nord della valle del sacco ed è a servizio di un’area industriale e di un territorio montano a vocazione turistica con importanti vie di comunicazioni ( Tav, Autostrada del Sole, Casilina,  Via Anticolana ).
    Gli attuali posti letto ed il personale in dotazione sono tuttavia insufficienti a garantire assistenza al territorio e supporto  alla provincia di Frosinone.
    La dotazione dei posti letto nella provincia di Frosinone, che è attualmente di 1,9 per 1000 abitanti contro i 3,7 dovuti per legge, è insufficiente al fabbisogno della popolazione dell’intera provincia, pertanto l’ulteriore declassamento dell’ospedale di Anagni, finirà per lasciare un vuoto che genererà un ulteriore ingorgo e caos nel pronto soccorso dell’Ospedale di Frosinone.

    Il Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni

    Per info: www.dirittoallasalute.com; http://anagnicaputmundi.blogspot.com; http://anagniscuolafutura.blogspot.com    Tel. 3930723990      mail: info@dirittoallasalute.com

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    Di seguito  l’ordinanza del TAR:

    N. 02632/2012 REG.ORD.CAU. N. 03447/2011 REG.RIC.            

                                                REPUBBLICA ITALIANA 

    Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Quater) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso numero di registro generale 3447 del 2011, integrato da
    motivi aggiunti, proposto da: Leandro Giuliani, Atturi Alberto, Ribaudo Carlo, Maiorano Pasquale, Compagno Alessandro, Belardi Cinzia, Hagg Silvano, Ammanniti Piero Vincenzo, Cellitti Renzo, Terrinoni Biagina, Cantanelli Pietro,Cavagni Maurizio, Caruso Anita, Schifalacqua Annamaria, rappresentati e difesi dall'avv. Simone Dal Pozzo, con domicilio eletto presso Sabrina Primavera in Roma, via Nomentana, 901; contro Commissario ad Acta in attuazione del Piano di Rientro Sanità del Lazio, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero della Salute, Ministero dell'Economia e delle Finanze, rappresentati e difesi dall'Avvocatura generale dello Stato, domiciliata per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; Regione Lazio, rappresentata e difesa dall'avv. Roberta Barone, domiciliata per legge in Roma, via Marcantonio Colonna, 27; Azienda Sanitaria Locale Frosinone, rappresentato e difeso dall'avv. Guido De Santis, presso il cui domicilio in Roma, via Fornovo, 3, è elettivamente domiciliata; per l'annullamento, previa sospensione dell'efficacia, dei decreti 113/10, 111/10 e 80/10 in materia di riordino della rete ospedaliera e di contenimento della spesa sanitaria Visti il ricorso, i motivi aggiunti e i relativi allegati; Visti gli atti di costituzione in giudizio di Commissario ad acta dell'Attuazione Piano di Rientro Sanità del Lazio e di Regione Lazio e di Azienda Sanitaria Locale Frosinone e di Presidenza del Consiglio dei Ministri e di Ministero della Salute e di Ministero dell'Economia e delle Finanze; Vista la domanda di sospensione dell'esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente; Visto l'art. 55 cod. proc. amm.; Visti tutti gli atti della causa; Ritenuta la propria giurisdizione e competenza; Relatore nella camera di consiglio del giorno 19 luglio 2012 il cons.Giulia Ferrari e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale; Ritenuto di rinviare alla fase di merito l'esame dell'eccezione di difetto di legittimazione passiva sollevata dalla resistente Azienda sanitaria; Considerato che il provvedimento impugnato non dispone la chiusura dell'Unità Operativa di ortopedia, ma solo la temporanea sospensione dei ricoveri e delle emergenze sicché essa continua ad operare, con il relativo personale, per quanto attiene all'attività ambulatoriale e al day surgery; Considerato altresì che l'impugnato provvedimento dell'ASL Frosinone dell'1 giugno 2012 è stato dichiaratamente adottato per far fronte ad un'emergenza di carattere temporanea, con la conseguenza che lo stesso, proprio in considerazione della sua portata oggettiva e di tale temporaneità, non si pone in contrasto con l'ordinanza del Consiglio di Stato, sez. III, n. 3629 del 30 agosto 2011; Considerato che l'affermata carenza di dirigenti medici ortopedici presso il Presidio Ortopedico Anagni impedisce di garantire il relativo servizio, con la conseguenza che la sospensione del provvedimento impugnato non assicurerebbe alcun concreto vantaggio alla popolazione di Anagni perché in caso di necessità l'Ospedale comunque non riuscirebbe a garantire il servizio di ortopedia P.O. ; Ritenuto pertanto che non sussistono i presupposti per la sospensione del provvedimento impugnato che cesserà però di produrre i suoi effetti inderogabilmente entro il 15 settembre 2012, data indicata dalla stessa Azienda sanitaria che dovrà quindi organizzarsi per assicurare la riattivazione del servizio a partire dal 16 settembre; 

                                             P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza Quater) Respinge la suindicata domanda incidentale di sospensione. Compensa tra le parti in causa le spese della presente fase di giudizio. La presente ordinanza sarà eseguita dall'Amministrazione ed è depositata presso la segreteria del tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti. Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 19 luglio 2012
    con l'intervento dei magistrati: Italo Riggio, Presidente Maria Luisa De Leoni,Consigliere Giulia Ferrari, Consigliere, Estensore L'ESTENSOREIL PRESIDENTE DEPOSITATA IN SEGRETERIA Il 19/07/2012 IL SEGRETARIO (Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.) 


    mercoledì 18 luglio 2012

    Anagni Ospedale - Il diritto alla salute non si tocca.

    .
    Roma,13 ottobre 2010 - Manifestazione contro la chiusura degli ospedali laziali. (Foto C. Ribaudo)
    Il  Decreto di” Revisione della  spesa “ ( spending rewiew ) ha cancellato dalla manovra del Governo la chiusura di  circa 200 piccoli Ospedali, prevista  in precedenza, e ha demandato alle Regioni la decisione SE E QUALI OSPEDALI CHIUDERE, tenendo conto delle reali esigenze della popolazione del territorio.
    Per la Sanità Regionale la situazione è senz’altro complicata perché  è assai più facile  “ ridurre “ la spesa tagliando letti,  piuttosto che intervenire seriamente sugli sprechi di risorse per l’ acquisto di beni e servizi sanitari, sulla quantità delle Convenzioni a favore della Sanità privata, sui veri e propri sperperi di denaro pubblico presenti nei bilanci delle Aziende  Sanitarie.
    A questo punto la vicenda dell’ Ospedale di Anagni si può riassumere così :
      a seguito dell’ azione giudiziaria avviata dal Comitato cittadino “ Salviamo l’ Ospedale “ e
          sostenuta anche da forze politiche e sindacali, il Consiglio di Stato, con Ordinanza del
    SOSPENDEVA  la chiusura dell’ Ospedale.
    nei mesi successivi si assisteva, quasi increduli, alla violazione di tale provvedimento per l’
    inerzia ( o per l’ indifferenza ? ) di chi era tenuto ( leggi : Sindaco ) a chiederne l’applicazione ai responsabili ( leggi: direzione  ASL di  Frosinone ).
    Si  sono così succeduti una serie di interventi mirati allo smantellamento di reparti, alla riduzione di prestazioni e di servizi, alle mancate assegnazioni delle risorse necessarie.
    CON IL DECRETO DEL  GOVERNO
    L’ Ospedale  di Anagni non rientra tra le  strutture di cui è prevista la  chiusura e, in più, è TUTELATO  da una Sentenza del Consiglio di Stato che prevede il ripristino dei servizi precedenti al decreto di chiusura che la Sentenza ha sospeso !
    ANCORA UNA VOLTA
    Si chiede agli Amministratori della Città, e al Sindaco in primo luogo, di intraprendere  un’azione decisiva che ORA, con tutta evidenza, è di natura politica, per esigere dalla Regione, dalla sua maggioranza, il rispetto e l’ applicazione  della  Legge.
    NON  FARLO
    Sarebbe ben strano per una MAGGIORANZA POLITICA locale che ha nella MAGGIORANZA REGIONALE  il suo riferimento, ma sarebbe molto grave per tutti i cittadini di Anagni, espropriati del DIRITTO ALLA SALUTE E  ALLA LEGALITA’

    IL COMITATO SALVIAMO L’OSPEDALE DI ANAGNI

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    sabato 14 luglio 2012

    Anagni - Il Coordinamento per l'ambiente sull'assemblea del 14 luglio contro la costruzione del TMB a Castellaccio.


    Il Coordinamento per l'ambiente di Anagni aderisce all'Assemblea pubblica convocata sul marciapiedi di viale Regina Margherita di Anagni per domani sabato 14 luglio alle ore 17.30.La manifestazione indetta dal Coordinamento Valle del Sacco, è uno dei momenti di dibattito e di diffusione di una corretta informazione su quanto sta avvenendo nel triangolo compreso tra i comuni di Colleferro, Paliano e Anagni individuato dalla Regione Lazio per risolvere i problemi dello smaltimento dei rifiuti di Roma.
     Ricordiamo che il piano rifiuti regionale ha previsto un nuovo assetto degli  ambiti ottimali per l'organizzazione  dello smaltimento dei rifiuti, scorporando i comuni  di Anagni e Paliano dalla provincia di Frosinone, per aggregarli alla provincia di Roma. La recente decisione di  autorizzare un impianto di TMB nell'area industriale dismessa di Castellaccio, al confine con Anagni conferma quanto da noi più volte preannunciato in diversi comunicati precedenti e cioè la riconversione del sistema produttivo del territorio della Valle del  Sacco a servizio del ciclo dei rifiuti romani, con discariche, impianti di trattamento, inceneritori con tutto quel che ne consegue. Purtroppo quel che ne consegue già lo conosciamo molto bene: aumento dell'inquinamento,  delle diossine, delle polveri sottili, senza un aumento effettivo dei posti di lavoro. Basti pensare solo all'enorme impatto sviluppato dalla movimentazione della monnezza romana: 300.000 tonnellate ogni anno, circa 1000 tonnellate al giorno, 10.000 mezzi in più che transiteranno sulle nostre strade.
    Contro tutto questo occorre manifestare la nostra opposizione coinvolgendo nella protesta gli enti locali  coinvolti e cioè i comuni e la Provincia di Frosinone. Per questo occorre partecipare numerosi all’ all'Assemblea pubblica convocata sul marciapiedi di viale Regina Margherita di Anagni per domani sabato 14 luglio alle ore 17.30.
    Coordinamento per l’Ambiente di Anagni


    Associazione  “Anagni Viva”,  Associazione  Diritto alla Salute DAS,  Associazione Terra  Dolce,  Gruppo Civico VitamineK, Comitato Per Anagni e il suo Territorio,  Comitati di quartiere Ponte del Papa, Osteria della Fontana, Vox Populi
    Per info: Tel. 3930723990 ; www.dirittoallasalute.com http://anagnicaputmundi.blogspot.com

    venerdì 13 luglio 2012

    Anagni - Assemblea Pubblica, 14 luglio 2012, contro la costruzione del TMB a Castellaccio.



    Comunicato Stampa Coordinamento Valle del Sacco
    Assemblea Pubblica ad Anagni, 14 luglio 2012

    La Valle del Sacco si trova nuovamente minacciata da decisioni non concordate con gli abitanti del territorio. Qualcuno, in una prassi comune,  sta nuovamente muovendo i fili, questa volta per relegare i comuni di Colleferro, Paliano, Anagni al triangolo gestore di rifiuti con l’aggravante che in questo, con il nuovo Piano della Regione Lazio, la provenienza sarebbe massivamente di Roma. Un sito industriale dismesso diverrebbe il centro di lavorazione del problema della Capitale, in un contesto aggravato proprio dagli impatti delle lavorazioni incontrollate del passato. Decine di migliaia di mezzi, nel nome di un’emergenza indotta dalla lobby della monnezza, invaderebbero la nostra zona incidendo ulteriormente sulla viabilità, sullo stato della qualità dell’aria, sull’occupazione del territorio a esclusivi fini di lucro per pochi eletti. Siamo nuovamente al bivio delle scelte. Accettare passivamente che qualcuno si appropri indebitamente dei nostri diritti, oppure che la coscienza della nostra Valle martoriata, ma con spiragli di rinascita, si riappropri del proprio essere attraverso l’autodeterminazione. 
    L’appuntamento itinerante per chiudere il ciclo prima della programmazione di iniziative più imponenti è per l’assemblea pubblica indetta dal Coordinamento Valle del Sacco, sabato 14 luglio ad Anagni in viale Regina Margherita nei pressi dell’Hafa Caffè, dalle ore 17,30.
    Partecipate, per difendere il vostro futuro.

    mercoledì 11 luglio 2012

    Anagni Ospedale - Il Tar fissa al 19 luglio l'udienza per il ricorso.


    L’Avvocato Simone Dal Pozzo ha comunicato che  l'udienza per la sospensiva chiesta dal Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni contro il provvedimento di chiusura del reparto di Ortopedia dell’Ospedale di Anagni ci sarà il prossimo giovedì  19 luglio 2012. In quella sede l’avvocato Dal Pozzo chiederà che venga fissata l'udienza di merito presso il TAR riguardante il ricorso contro i decreti di chiusura dell’Ospedale di Anagni emanati dal commissario Polverini. Nel frattempo si inseguono le voci su quanti posti letto dovranno essere ancora eliminati,  quanti  ospedali chiusi e quali da salvare, in un patetico gioco delle parti tra  governo centrale e regioni che dimostra come ormai in Italia sia saltato qualsiasi ordinamento istituzionale, sostituito da un totem chiamato  SPENDING REVIEW.
    Per quel che riguarda Anagni abbiamo ancora la certezza che l’ Ospedale di Anagni è tutelato da un’ ordinanza del Consiglio di Stato anche se non rispettata !
    L’ Ospedale POTREBBE ANCORA ESSERE SALVATO se si verificassero le condizioni che da lungo tempo auspichiamo:
    Un atto concreto del Sindaco e del Consiglio Comunale che denunci alla  Magistratura la non ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato dell’agosto 2011 in quanto la mancata attuazione del dispositivo della sentenza comporta una palese violazione della legalità, aggravata da atti che vanno esattamente nella direzione contraria.
    Infatti la chiusura del reparto di Ortopedia, le mancata sostituzioni  del personale in  quiescenza e di quello richiesto per il funzionamento dei reparti, ha, con tutta evidenza, l’obiettivo di un depauperamento inarrestabile per giustificare un provvedimento di chiusura, contestato trasversalmente dagli  esponenti politici delle amministrazioni locali.
    Ebbene occorre ribadire che:
    -  l’ ospedale di Anagni è insostituibile nella  “ Strategia “ del territorio
    - ad esso fanno riferimento circa  80.000  cittadini che non hanno nelle altre strutture provinciali alternative adeguate, considerato che nella provincia di Frosinone siamo già al disotto dei 2,9 posti letto per 1000 abitanti.
    Lo stesso Ospedale di Frosinone, ancorché nuovo, è già insufficiente per rispondere alle  necessità degli abitanti della provincia, dove sono stati già chiusi altri “ piccoli “ ospedali, senza creare strutture alternative adeguate.
    Anzi, si verifica che da Frosinone arrivino ad Anagni pazienti che quell’ ospedale non riesce ad accogliere. Spesso l’ ospedale di Anagni accoglie pazienti anche da Roma, i cui servizi sanitari sono ormai al collasso
    E il momento di agire, con chiarezza e determinazione.
    Anagni ha già dato abbastanza, come territorio,  come inquinamento,  come posti di lavoro e come salute.
    Tutto il resto è chiacchiera  e indifferenza.
    Il Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni 


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    sabato 7 luglio 2012

    Anagni - Promesse della lirica: Lorella Fabrizi


    Il soprano lirico leggero Lorella 
    Fabrizi  è una di quei  giovani che danno lustro alla lirica e alla propria città. Un riconoscimento va, tra gli altri, alla scuola comunale, che ha favorito l'incontro di tanti giovani con varie forme artistiche, facendo emergere veri e propri talenti. La nostra città deve essere orgogliosa di essi e cercare di valorizzarli al meglio, magari con  borse di studio o altri incentivi. CR    
       Video "Casta diva"- Lorella Fabrizi- by    

    Ecco il suo curriculum:
    Nata ad Anagni (Fr), ha iniziato i studi musicali all'età di 10 anni. Giovanissima, ha intrapreso lo studio del canto lirico presso la "Scuola Comunale" di Anagni con il soprano Stefania D'Angeli, perfezionandosi in seguito con la soprano di fama internazionale Mariangela Digiamberardino.
    Ha partecipato a diverse stagioni concertistiche eseguendo un repertorio operistico e da   camera.
    Nel Maggio del 2011 ha  partecipato al concorso nazionale di Matera “Rosa Ponselle" classificandosi al secondo posto con il voto di 93/100.
    Ha preso parte come allieva attiva al “Master Class di canto lirico internazionale" tenuto dalla M° Mariangela  Digiamberardino nel settembre 2011; nell'aprile 2012 si è esibita durante il "Master Class sulla musica dodecafonica" tenutasi nel conservatorio "Licino Refice” a Frosinone tenuto dal professor Valastro docente dell'università Pontificia di Madrid.


    - Foto di Lorella Fabrizi con la pianista  Cecilia     Nicolò, in occasione della rassegna culturale la Fenice 2012 presso il circolo Hernica Saxa (by Carlo Ribaudo).







    Video by Davide Þ Delfini