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venerdì 5 luglio 2013

Anagni sotto i piedi - Contrada di Piscina. Gli Arcazzi.

Anche gli Arcazzi, che è la parte più notevole dell'eredità romana, non sono stati risparmiati dal cemento.
 A una prima costruzione degli anni '20 se ne è  affiancata negli anni '60 una più consistente proprio sopra le mura (ex posta).
Queste costruzioni quasi sempre sono state legalmente autorizzate.
Oggi il monumento, che  sicuramente era parte di un complesso ancora più imponente, è abbandonato a se stesso, invaso dalla vegetazione. Nel Medioevo gli spazi sopra le mura erano lasciati liberi, in genere venivano coltivati o lasciati deserti. I tre pilastri del complesso sono collegati alle mura da un' originale pseudo-volta.
Il nome popolare deriva, probabilmente, o dal simbolo fallico scolpito nel pilastro di mezzo, o dal modo antico di indicare vecchi archi. C.R.



Gli Arcazzi, in una foto d'epoca, privi delle costruzioni sovrastanti. (collezione Bottaioli Alessandro)
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domenica 24 marzo 2013

Al Metropolitan a New York l'urna di Anagni scomparsa.

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Fonte: Il Messaggero cultura
Un'urna cineraria romana, trovata ad Anagni,  antica di duemila anni, larga mezzo metro e con un'iconografia insolita e bellissima, dal 2002 è al Metropolitan a New York, che l'ha comperata da Sotheby's per oltre 260 mila dollari. leggi articolo originale

venerdì 15 marzo 2013

Segni - Gli Ernici tra fonti storiche e nuovi dati archeologici.






Sabato 16 marzo 2013, alle ore 18.00, al Museo Archeologico Comunale di Segni, si terrà una conferenza dal titolo: Gli Ernici tra fonti storiche e nuovi dati archeologici, tenuta da Sandra Gatti della Soprintendenza archeologica per il Lazio.

venerdì 17 agosto 2012

Anagni - Modifiche della toponomastica. Salvare la memoria storica di Anagni.

Mentre Anagni lotta per tenere aperto il proprio ospedale l'amministrazione comunale non ha meglio da fare che cambiare i nomi alle strade. 

http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2012/06/anagni-ospedale-sul-consiglio-comunale.html
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La toponomastica non può e non deve consistere soltanto in  un pezzo di marmo su cui incidere un nome: essa rappresenta la memoria storica del territorio. Non sono cose che si improvvisano. In caso di cambiamenti occorre una commissione  composta da esperti e ci devono essere autorizzazioni specifiche.

I nomi delle strade e piazze ad Anagni hanno origine antichissima e molti sono riportati nei documenti medievali, in particolare del XIII secolo. Spesso questi nomi  di piazzette e larghi  indicano la presenza di  chiese documentate nel medioevo e oggi scomparse, come ad esempio largo S.Benedetto (Torre) e colle S Domenico (Cellere). 
Questa iniziativa dell'amministrazione anagnina di cambiare i nomi di alcune strade comporta inoltre problemi non secondari per i cittadini delle zone interessate: modifiche su patente,documenti, mutui bancari, bollette, fatture. 
Per i nomi proposti nulla da eccepire, solo che invece di cambiare i toponimi della "città vecchia", si potrebbero attribuire questi nomi a luoghi della "città nuova", per esempio ai quartieri di recente costruzione di Osteria della Fontana. Lasciamo la città vecchia  alla sua ricca storia  ben più onorevole della presente. CR (AnagniScuolaFutura).

Alcune stralci di leggi in materia:
L'ultima normativa, in ordine cronologico, è il D.P.R. 30 maggio 1989 n. 223, che rinvia alle disposizioni seguenti:
Regio decreto-legge 10 maggio 1923, n. 1158, convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473 e alla legge 23 giugno 1927, n. 1188.
In caso di cambiamento di denominazione dell'area di circolazione deve essere indicata anche la precedente denominazione.
Legge 23 giugno 1927 n. 1188
1. Nessuna denominazione può essere attribuita a nuove strade e piazze pubbliche senza la autorizzazione del Prefetto, udito il parere della Deputazione di storia patria, o, dove questa manchi, della Società storica del luogo o della Regione. 
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Segue comunicato di AnagniViva

Dalla stampa e da un  comunicato fatto affiggere dal Comune, abbiamo appreso che una  delibera di Giunta ha stabilito il cambiamento dei nomi di alcune vie e piazze di Anagni e ci chiediamo, noi di” Anagni Viva” e i tanti cittadini che ci stanno tempestando di telefonate, quale sia la logica che ha guidato queste decisioni ma, soprattutto,  quali “ urgenti” motivazioni abbiano spinto l’ Amministrazione Comunale ad occuparsi di questioni  assai marginali a fronte di  “ urgenze” drammatiche che la città e i cittadini vivono da mesi, se non da anni, subendo nella vita di ogni giorno l’insufficienza, l’ improvvisazione, l’assenza di servizi indispensabili al normale funzionamento di una società civile. 
Ora vorremmo porre al Sindaco e alla Giunta alcune delle domande che moltissimi cittadini si stanno ponendo, rivolgendosi a noi in numero crescente a proposito della suddetta delibera, sperando di ricevere risposte chiare e convincenti:
*  Perché la decisione della Giunta non ha coinvolto il Consiglio, “ luogo  politico“ dei rappresentanti dei cittadini?
 *  Perché non si è ritenuto di informare e coinvolgere i cittadini per decisioni che riguardano la città dove sono nati e/o vivono ?
*  Quali serie ed argomentate motivazioni sono alla base di queste decisioni?
      *  La  Giunta ha seguito il complesso iter, necessario per il cambiamento dei nomi storici di  strade e vicoli  con nuove denominazioni?  E’ a conoscenza( ce lo  auguriamo ) che altre  autorità, oltre il Prefetto, debbono concedere le autorizzazioni, nel rispetto di vincoli molto rigidi ? –
Insomma, nella procedura e nel merito delle scelte ci sembra di cogliere una diffusa superficialità, un disprezzo non nuovo verso i cittadini, una colpevole indifferenza della secolare identità storica e culturale che, tuttora, permette di conoscere e riconoscere la città di Anagni  agli italiani e agli stranieri.
Non si tratta di una difesa passatista di nomi appartenenti alla storia e alla tradizione della città ma di sottolineare l’ importanza dell’ identità dei luoghi, così come si è configurata nel corso del tempo. E stupisce  il contrasto tra i costanti richiami alle tradizioni e alle radici antiche che sentiamo ripetere da tutti i nostri amministratori in ogni circostanza  “ politicamente “ utile e le decisioni, evidentemente in contraddizione, della delibera in questione.
E’ chiaro che non abbiamo nulla contro i nomi proposti: si tratta di personalità  fuor di dubbio illustri e meritevoli di essere ricordate,  ma di alcune, poco note, bisognerebbe  fornire le necessarie informazioni sulla loro storia personale e non il generico riferimento al contributo dato  alla Storia dell’ Unità d’ Italia;  cosa dire, poi, se si cambia il nome a Via della Salita per intitolarla  ad una  figura  della  grandezza di Giuseppe  Mazzini ! Quasi certamente non esiste  in Italia un Comune nel quale il contrasto tra luogo e nome sia così stridente. 
Perché non  dedicare ai concittadini degni di memoria le molte vie, ancora senza nome, delle zone nuove di Anagni, ricordando anche le due città, polacca  e francese, da tempo gemellate con la nostra?  A  L’ Isle sur la Sorgue c’è  un Pont d’ Anagni.
Insomma, ci sembra che vicoli e vicoletti rappresentino tangibilmente secoli di storia, di tradizioni e usi che sono stati riconosciuti e codificati ufficialmente; mantenerne la denominazione significa  rispettare anzitutto generazioni e vicende del passato, per trasmetterne la memoria alle generazioni nuove e future.  
Ci sembrerebbe molto saggio che gli amministratori  riconsiderassero le decisioni assunte, riflettendo sul loro possibile miglioramento, per non fare dei Beni Comuni un uso e un abuso di parte.
In ogni caso, pensiamo di promuovere una Consultazione tra la popolazione,  affinché i cittadini abbiano la possibilità di far sentire la loro opinione. 

giovedì 2 agosto 2012

La Regione taglia 7,5 milioni di euro destinati ai beni culturali in provincia di Frosinone.


«La Giunta Polverini taglia 7,5 milioni a Frosinone». Lo denuncia il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Anna Maria Tedeschi  che specifica: «Un finanziamento da 7,5 milioni di euro, diciassette Comuni coinvolti in tutta la provincia, ventidue progetti di recupero e valorizzazione delle mura ciclopiche delle nostre città: questo era il POR dei beni culturali approvato nel 2010 dal centrosinistra sulla provincia di Frosinone. Nel programma annunciato oggi dall'assessore Santini, questi progetti non esistono più: ci sono solo due province, Roma e Viterbo, e sono scomparsi trenta milioni di euro rispetto allo stanziamento complessivo di due anni e mezzo fa.
Anna Maria Tedeschi
Spariscono i fondi per il recupero e la valorizzazione dell'acropoli e della cinta muraria di Alatri, per la valorizzazione mura megalitiche di Arce, per il recupero, valorizzazione e messa in sicurezza del tracciato delle mura di Arpino. Stesso brutto destino anche per le mura di Atina e Boville Ernica, per la riqualificazione e messa in sicurezza tracciato della villa comunale - ex colonia solare-museo e parco archeologico di Cassino e per l'itinerario di raccordo della Via Francigena del Sud, sempre a Cassino. Non ci saranno più neanche i lavori per il recupero e la valorizzazione delle mura di Castro dei Volsci, Castrocielo, Ceccano, Monte S. Giovanni Campano, Rocca d'Arce, S. Biagio Saracinisco, Sant'Elia Fiumerapido e Veroli.
Spariti, infine, i fondi stanziati per il Parco Archeologico di Fregellae ad Arce, il Museo Archeologico di Fregellae - Palazzo Vespignani a Ceprano e il Parco dell'antico ambiente dell'uomo ad Anagni. Dalla sanità alla cultura, la Giunta Polverini per la provincia di Frosinone è come Attila: dove passa, non cresce più nulla.
Ringrazio di questi tagli - conclude ironicamentema amareggiata la tedeschi - anche i consiglieri di maggioranza, Abbruzzese, Fiorito, D'Aguanno, Mandarelli, eletti in Provincia di Frosinone. Sarebbe opportuno conoscere la loro opinione su questi tagli perché sono stanca di leggere le loro esternazioni sul rilancio della nostra Provincia. Questi tagli servono per il rilancio?».