venerdì 10 novembre 2017

Anagni Ospedale - A proposito dell'intervista del dott. Macchitella, commissario straordinario della Asl di Frosinone, 9-11-2017

L'intervento del dottor Macchitella sull'ospedale di Anagni, in vista dell'incontro del sindaco di Anagni con  Zingaretti, probabilmente non è casuale.
A questo proposito ricordiamo:
- La riapertura del Pronto Soccorso e altri reparti ad Anagni è decisione che dipende dalla Regione e non dall'ASL. Vedi la riapertura del Pronto Soccorso di Acquapendente ( http://anagniscuolafutura.blogspot.it/…/acquapendente-osped…)
Sulla necessità di strutture di emergenza in Provincia basta vedere come di frequente i codici gialli in attesa nel Pronto Soccorso dell'ospedale di Frosinone sono equivalenti a quelli di tutti gli ospedali di Roma messi insieme (https://www.facebook.com/groups/291515020861180/permalink/1701651539847514/)
- L'unico documento dell'ASL sulla chiusura dell'ospedale di Anagni (2012) parlava di "chiusura temporanea"

- L'ASL dovrebbe cominciare intanto ad attuare quanto sottoscritto nell’atto aziendale del 2015 con modifiche nel 2016, che, nonostante i continui solleciti, rimane lettera morta (TAC, attivazione della Day Surgery nelle sale operatorie ecc.).
- L'ASL dovrebbe motivare una volta per tutte la scelta logistica che ha portato ad abbandonare il piano regionale del 2009 che prevedeva la costruzione di un nuovo ospedale nel territorio di Anagni.


Doccia gelata in diretta tv sulle aspirazioni di Anagni di riavere almeno un reparto ospedaliero. Il Dg Asl Macchitella dice: «Non si può fare: l’ospedale è stato…
ALESSIOPORCU.IT

domenica 5 novembre 2017

Chiusura dell'ospedale di Anagni. La vera storia (articolo del 2014)


(L'unico documento sulla chiusura dell'ospedale di Anagni)
Il 5 novembre 2012 avvenne la chiusura "temporanea" dell'ospedale di Anagni, decretata dall'ASL di Frosinone nel momento in cui il commissario Bondi, in carica dal 16 ottobre 2012, chiese di tagliare 1963 posti letto nelle province del Lazio., riducendoli dal 4,2 per mille al 3,7.
Questa chiusura fu un atto politico e una evidente forzatura: si colpì di fatto un ospedale che aveva a suo favore il piano
Regionale del 2009 e un'ordinanza del Consiglio di Stato, ma che in quel momento era politicamente molto debole anche per le note vicende del consigliere regionale Fiorito. Si vollero salvare così, probabilmente, altri ospedali politicamente più forti. In sostanza i posti letto da tagliare in Ciociaria, in quella occasione, sono stati in gran parte quelli di Anagni. 
Nell'ordinanza di chiusura temporanea per presunti motivi di sicurezza, a quanto mi risulta, non era chiara la firma (ved Allegato). Infatti in quel momento l'ASL/FR aveva un reggente, in quanto il direttore sanitario Carlo Mirabella era in gravissime condizioni di salute.
Tutti i personaggi di questa vicenda sono ciociari, per questo non è prioritario per noi che il direttore dell'ASL sia ciociaro, bensì che sia competente e super partes.
Per noi è fondamentale:
1 - Riportare il numero dei posti letto nella provincia dall'attuale 1.8 per mille al 3.7 nazionale.
2 - Distribuire le risorse in modo equo, dando precedenza a chi si trova nella situazione peggiore. Per Anagni è decisivo il ripristino del Pronto Soccorso e di altri reparti.
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Nel documento comunque non si fa riferimento ad alcuna perizia  che possano darne una giustificazione. Questo documento, "estremamente generico" e privo di allegati, è stato accolto con debole resistenza da parte dell'allora amministrazione, senza valutare la possibilità di impugnarlo anche legalmente per interruzione di pubblico servizio e mancato rispetto della sentenza del Consiglio di Stato.
L'unica risposta legale fu quella dei cittadini del Comitato Salviamo l'Ospedale di Anagni che fece ricorso al TAR del Lazio.
Il Comune di Anagni (sindaco C. Noto, vice D. Natalia) aspettò il 2 novembre 2012 per costituirsi ad adiavandum contro la chiusura dell'ospedale, più di due anni dopo il decreto Polverini e più di un anno e mezzo dopo la presentazione del ricorso da parte del Comitato. Il fatto che il Comune non sia stato tra i promotori del ricorso ha determinato il parere negativo del TAR, come si afferma nella sentenza del febbraio 2014 che respinse il ricorso del Comitato per vizi di forma.

Carlo Ribaudo (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni).

http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2014/08/considerazioni-sulla-situazione.html
http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2016/02/28-febbraio-2011-nasceva-il-comitato.html
http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2012/11/anagni-nell-invitare-la-citta-un.html
http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2014/01/sos-dallospedale-di-anagni-lettera-al.html


sabato 21 ottobre 2017

Storia degli ultimi 10 anni dell'ospedale di Anagni, breve ma veritiera. Prima Parte

Stanco di vedere troppa disinformazione ho preparato una piccola storia. Prego chi vuole contestarla di produrre documentazione e non parole.

2007 ottobre - Viene sottoscritto dalla Regione Lazio (PD Marazzo), Comune di Anagni (Noto) ecc. il Protocollo d’intesa per la costruzione del nuovo ospedale di Anagni 

2008 maggio - Chiusura reparto ostetricia e ginecologia. Il consigliere regionale Fiorito ed altri minacciarono di incatenarsi al cancello dell'ospedale al grido "voglio nascere anagnino".
http://www.ilgiornalino.net/component/content/article/437-anagni-chiuso-il-reparto-di-ostetricia.html

2009 luglio - La Regione Lazio (Marrazzo) pubblica il piano di programmazione sanitaria (vedi allegato). In questo documento sono previsti quattro grandi nuovi ospedali che debbono prendere il posto di vecchi nosocomi:  Castelli, Anagni,  Golfo e Monterotondo. La serietà del piano è dimostrata dalla realizzazione dell'ospedale dei Castelli  http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/ospedale_castelli_romani-2273269.html  e dai lavori in corso dell'ospedale del Golfo ecc. 

2010 - Elezioni regionali, la Polverini (Centro-Destra), grazie ai voti delle province di Frosinone e Viterbo, diventa il nuovo presidente regionale sconfiggendo la Bonino (vincitrice a Roma). L'anagnino Franco Fiorito, il più votato dei consiglieri, viene eletto capogruppo della maggioranza.
A questo punto si dirà che è fatta per il nuovo ospedale di Anagni, e invece... 
La giunta regionale con il decreto 80 del 2010 decide la chiusura di 24 ospedali in tutta la Regione, tra cui quello di Anagni. L'ospedale di Alatri, che doveva soccombere nel piano del 2009, diventa il nuovo ospedale del distretto Nord della provincia.  Miracoli della politica!
Mi piacerebbe che venissero pubblicati articoli e documenti di quel periodo che dimostrino tra l'altro l'impegno, a difesa del nostro ospedale, del capogruppo in Regione e sapere inoltre quali sono stati i motivi logistici per cui si è spostato l'ospedale del distretto da Anagni ad Alatri.

2011  - Alle manifestazioni di Anagni, Roma e Frosinone (fine 2010) non sono seguite azioni legali concrete da parte dell'amministrazione Noto (Centro-Destra). Scomparsi praticamente del tutto quelli che nel 2008 manifestavano con la maglietta «voglio nascere anagnino».  L'opposizione di sinistra si limitava a qualche comunicato indirizzato alla Regione.
E proprio in questo desolante panorama un gruppo di cittadini, di diversa estrazione, ha deciso di agire, almeno con una azione legale, che bloccasse la chiusura dell'ospedale fissata per l'ottobre 2011. L'azione, riuscita solo in parte, 
resterà l'unico atto concreto fatto da Anagni, per fermare la chiusura dell'ospedale, ed è partita da questa discussione: http://anagnicaputmundi.blogspot.it/2011/02/ospedale-opposizione-compatta-la.html - Fine prima parte. 
Seguirà seconda parte: La destra ha chiuso l'ospedale e la sinistra non lo ha riaperto". 
Carlo Ribaudo (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni)


Manifestazione a Frosinone, dicembre 2010.



Piano di programmazione sanitaria regionale 2009 

Anagni Viva - "Libertà di stampa e libertà di informazione"

Il 3 Novembre alla ore 17.30 nella Sala della Ragione del Comune di Anagni, si svolgerà un incontro su un tema di assoluta importanza culturale e sociale:
"Libertà di stampa e libertà di informazione".
Interverranno:
GAETANO AZZARITI (professore ordinario di Diritto Costituzionale Università La Sapienza di Roma);
MASSIMO GIANNINI (giornalista di "Repubblica").
Modererà:
EMILIO VINCIGUERRA (giornalista).


mercoledì 18 ottobre 2017

Anagni - Qualche considerazione sulle dimissioni di Bassetta

Se Bassetta ha intenzione di dare le dimissioni, lo faccia con un gesto plateale, riconsegnando la fascia al Prefetto e sottolineando le cause nobili per le quali si dimette: sanità e ambiente.
Se invece vuole continuare a impegnarsi per onorare il mandato, vada avanti con il coordinamento dei sindaci (sua creazione, malvista dalla politica regionale e provinciale) e non si fermi alla semplice letterina. 
In entrambi i casi onorerà il suo mandato e sarà da esempio per la piccola politica locale non solo per il presente ma anche per il futuro.

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Segue articolo da: AlessioPorcu.it


Ad Anagni, nessuno dei politici che ha preso impegni con il sindaco Fausto Bassetta finora lo ha chiamato, pensando che le dimissioni fossero un pretesto.


domenica 15 ottobre 2017

Escursione «Terre di confine» Anagni, Piglio, Acuto, 14 ottobre 2017

Anagni - Sabato 14 ottobre escursione nelle «terre di confine» Anagni, Piglio, Acuto. 
Si arriva in macchina in zona Torre del Piano (Anticolana, bivio S.Filippo) e si prosegue a piedi. Si visiteranno la chiesa-lebbrosario della Maddalena (esterno), Torre del Piano e la dolina del Quartaro (S.Filippo). L'escursione durerà circa 3 ore. Appuntamenti alle 9,15 presso il piazzale del cimitero (anche per chi non ha la macchina) e alle 9,30 nell'area del distributore Q8. Per l'abbigliamento ecc. valgono le indicazioni delle altre escursioni al Rio.
Di seguito le immagini dell'escursione.







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Anagni Ospedale - In risposta al comunicato dell'ASL sulla degenza infermieristica

Comunicato dell'ASL: http://www.anagnia.com/italia/salute/2017/10/13/ospedale-di-anagni-degenza-infermieristica-ecco-i-primi-dati-l-asl-di-frosinone-i-numeri-smentiscono-i-disinformati

In prossimità delle elezioni regionali la ASL e la Regione a conduzione Zingaretti vogliono far credere di avere fatto qualcosa in campo sanitario per il nostro territorio e per l'ospedale di Anagni. La degenza infermieristica è un contentino, mentre ben altro ci si aspettava per questo ospedale, dopo i decreti Polverini, e per l'area nord della provincia, per la quale, non dimentichiamolo mai, il piano regionale del 2009 (a guida PD) prevedeva un nuovo grande ospedale. Ci ritroviamo invece con una struttura di cui funzionano solo alcuni ambulatori, con un P.P.I. ma senza un Pronto Soccorso.  
Perché non vengono resi pubblici i documenti, ammesso che esistano, che hanno motivato la chiusura «temporanea» dell'ospedale di Anagni di cui l'ordinanza del Consiglio di Stato del 2011 ha riconosciuto la necessità, data la grave situazione (inquinamento, industrie pericolose, autostrada, TAV, ecc.) della zona?
Non paghi del danno provocato a questo vasto territorio, si sta anche ridimensionando il già sotto dimensionato ospedale di Colleferro. 

Carlo Ribaudo (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni).


Piano sanitario regionale 2009

Per vedere l'ordinanza del Consiglio di Stato su l'ospedale di Anagni clicca su:
http://anagniscuolafutura.blogspot.it/2014/01/sos-dallospedale-di-anagni-lettera-al.html

giovedì 28 settembre 2017

Anagni - Incontro in occasione della Giornata del Turismo

Si è svolto ieri, presso la Sala della Ragione, in occasione della Giornata del Turismo, un interessante incontro-dibattito, condotto dalla brava Claudia Bettiol, sull'offerta e sui flussi turistici nel territorio ernico. Erano presenti, oltre ai sindaci di Anagni e di Acuto, diversi assessori e consiglieri di molti Comuni.
Sono stati invitati tutti gli operatori legati in vario modo al settore turistico. 
Come rappresentante di AnagniArte riporto il mio contributo:
«Quello che ha frenato ogni tipo di decollo turistico dei nostri centri è stato l'isolamento, mentre un progetto comune avrebbe potuto avere vantaggi per tutti.  
L'unica via è quella di organizzare una offerta turistica integrata, un unico brand (logo) che identifichi un territorio composto da più comuni. Sicuramente una tale offerta permetterà di avere maggiore considerazione da parte della Regione.  
Oltre all'ideazione di vari percorsi: storico-artistico, eno-gastronomico, naturalistico-astronomico, è importante creare eventi durante tutto l'anno, e cercare di trattenere il turista per più giorni sul territorio.
A questo scopo è essenziale un portale unico, anche in inglese, in quanto il turismo si muove spesso su informazioni prese su internet. Al portale vanno affiancati opuscoli, guide e altro materiale cartaceo.
Gli Assessorati al turismo dovrebbero fornire una consulenza su come aprire e gestire una struttura ricettiva: informazioni su normative vigenti, obblighi amministrativi degli operatori, ecc. 
Per la riuscita di questo progetto è importante servirsi di giovani motivati e preparati, scelti solo per le loro capacità».

Un esempio vale più di mille parole, ecco come potrebbe essere strutturato un portale: http://www.mugellotoscana.it/it/

martedì 26 settembre 2017

Anagni Ospedale - A proposito dell'intervista del dott. Macchitella, commissario straordinario della Asl di Frosinone

Video intervista al dottor Macchitella: http://www.tg24.info/anagni-sanita-importanti-novita-per-radiologia-video/


Qualche risposta al dottor Macchitella

1- L'ospedale di Anagni fu chiuso «provvisoriamente» dall'ASL all'inizio di novembre 2012, prima della sentenza del TAR del Lazio, dopo la caduta della Polverini e l'arrivo del commissario Bondi. I sindaci del territorio dovrebbero acquisire la documentazione che ha giustificato tale chiusura, in contrasto con il Piano Sanitario Regionale del 2009.


2- Il tomografo di Anagni non è stato comprato dall'ASL/FR, come i quattro degli altri ospedali della provincia, bensì da BancAnagni, dal Comune e dai cittadini di Anagni.


3- Risulta evidente che il reparto di Radiologia si potrà potenziare solo dopo l'eventuale vendita della ex clinica. Come dire che l'ASL non ha alcuna intenzione di investire su reparti essenziali per il territorio.


4- Il Pronto Soccorso non esiste; esiste solo un P.P.I. Questo nonostante Anagni abbia fabbriche a grosso rischio esplosivo, autostrada, TAV, ecc.


5- Il presidio ambientale per la Valle del Sacco: chi l'ha visto?


6 - Il registro dei Tumori di fatto non esiste, nonostante siamo in territorio SIN. 

      I sindaci dovrebbero richiedere i dati epidemiologici sulla mortalità dei comuni più a rischio.

                           Carlo Ribaudo (Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni).


http://www.frosinonetoday.it/politica/anagni-6-amministrazioni-scrivono-a-zingaretti-sull-ospedale-non-sono-stati-rispettati-i-patti.html

sabato 16 settembre 2017

Torre del Piano

La torre, almeno nella prima versione, fu costruita intorno al 1080 (periodo della costruzione della cattedrale di Anagni). Faceva parte delle opere difensive del vicino Vicus Moricinus.  Nel XV sec. fu rafforzata da un bastione rettangolare e da 3 torrioni negli angoli, nel quarto angolo è presente una chiesetta coeva alla torre.
Si accedeva al primo piano dall'esterno tramite una scala in legno rimovibile.
La torre, alta circa 30 metri, si trova nel territorio di Piglio, a meno di un chilometro dalla sorgente dell'Acqua Acetosa, in un'area di confine tra Piglio, Anagni e Acuto. CR
Di torre del Piano parla in un articolo il mai dimenticato Mario Anzellotti. 



Disegni da: "Torre del Piano" di Mario Anzellotti

Conferenza a difesa dell'ospedale di Colleferro e della Valle del Sacco, 15 settembre 2017

Video molto interessante. Si analizza, tra l'altro, come la politica regionale (Polverini, Zingaretti), con la complicità a volte di quella locale, abbia decretato la distruzione della Sanità di questo territorio. La Valle del Sacco è infatti sito SIN, tra i più inquinati d'Italia e con alto tasso di tumori. La vicenda dell'ospedale di Colleferro, con i continui tagli di servizi, sembra ripercorrere tutte le tappe di quello di Anagni.
La Sanità e l'Ambiente sono i temi fondamentali su cui dovranno dare risposte tutti i candidati alle prossime elezioni.

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Anagni - Dal Rio all'Acqua Acetosa

Anagni - Il 9 settembre si è svolta una bella escursione, di circa 10 Km, lungo il Rio fino all'Acqua Acetosa. Ringraziamo i numerosi partecipanti.
Il corso di questo torrente è stato un ecosistema rimasto intatto da millenni. 
Lo stato di degrado attuale del Rio è molto evidente, per cui è necessario che intervengano l'amministrazione e le autorità di controllo del territorio. In particolare è necessario: bloccare gli scarichi fognari nel torrente, accertare se esista prelievo abusivo dell'acqua a monte delle marmitte dei giganti, vietare il passaggio con trattori sul letto del Rio.

giovedì 14 settembre 2017

mercoledì 23 agosto 2017

Anagni Ospedale - Solo parole e niente di concreto

Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni

E’ il momento di informare i cittadini di Anagni e dei Comuni limitrofi su quanto sta accadendo nell’ ospedale.
Nonostante i toni enfatici utilizzati recentemente dalle autorità politiche e aziendali sui miglioramenti previsti per l’ Ospedale di Anagni, la pubblicazione dell’atto aziendale dell’Asl di Frosinone, avvenuta in questi giorni, ci porta finalmente a definire la situazione reale in cui versa la sanità ciociara e di Anagni.
Per quel che riguarda l’Ospedale di Anagni non vi sono novità sostanziali rispetto al precedente atto aziendale. Viene fatto riferimento al protocollo sottoscritto da nove consigli comunali della zona nord della provincia di Frosinone, ma rispetto alle sei richieste di servizi indispensabili per riportare l’Ospedale ad un minimo funzionamento utile per la popolazione, poco o niente è stato concesso.
Invano il nostro Comitato e le associazioni hanno richiamato l’attenzione delle istituzioni per accogliere in pieno l’istanza approvata dai nove comuni della zona nord della Provincia di Frosinone. Per questo è stata svolta la manifestazione del 10 giugno scorso davanti all’Ospedale di Anagni, silenziata da un inspiegabile divieto di usare altoparlanti da parte della Questura di Frosinone.Al posto delle richieste deliberate dai sindaci viene confermata l’apertura del “primo ospedale ambientale”, con il compito di prevenzione delle patologie derivanti dall’ inquinamento gravissimo del territorio, in primo luogo quelle tumorali. Scelta apparentemente più che logica, visto che nel frattempo lo stesso territorio è destinato ad accogliere nuovi inceneritori e a riattivare quelli vecchi !!!!
Purtroppo il “ primo ospedale ambientale d’Italia” è soltanto uno sportello informativo che duplica il lavoro di ricerca di enti pubblici già esistenti ASL, ARPA, Ist. Sup- di Sanità ecc. e non ha alcun compito terapeutico che richiederebbe dotazioni mediche inesistenti e, soprattutto, reparti di degenza e posti letto.
Dunque, fumo negli occhi e inutile propaganda pre-elettorale.
Intanto si mettesse in pratica il registro dei tumori deliberato ma mai attuato. Nel nuovo atto aziendale manca invece clamorosamente la previsione del reparto della cosiddetta “ degenza infermieristica ”, recentemente semi-inaugurato presso l’Ospedale di Anagni e oggetto di osannanti comunicati stampa e dichiarazioni da parte dell’Assessore Mauro Buschini e suoi simpatizzanti anagnini.Questo reparto, non previsto né dall’Atto Aziendale approvato nel 2015 né dalla proposta di modifica dell'Atto aziendale inviata alla Regione Lazio, non solo non rappresenta una soluzione al sovraffollamento del Pronto Soccorso dell’ Ospedale di Frosinone, ma rappresenta un evidente uso improprio di risorse pubbliche. Analizziamo i costi relativi ai tre mesi di sperimentazione ( 12 settimane ), ricavati dalle delibere dell’Azienda ASL di Frosinone:
Compenso Coordinatore : 38,19 euro/ora ( tot ore settimanali 12 ) --Tot per 12 settimane : € 5.499,36
Compenso Medici inseriti nei turni : 38,14euro/ora ( tot. ore settimanali 33 ) -- Tot, per 12 settimane : 15.103,44
Infermieri a contratto ( 4 unità) : conto complessivo delle 12 settimane : 25 .920
Al totale di euro 46.522,8 " per tre mesi " si deve aggiungere il costo, per noi non definibile, degli infermieri inseriti nei turni per mantenere una doppia presenza infermieristica . Quindi aver mantenuto un solo paziente in questi primi 12 giorni di apertura è costato più di 6.203,04 euro ....avremmo speso di meno inviando a casa del paziente infermieri e medici !!!!
La stessa direzione ASL non inserendo il reparto di degenza infermieristica, avviato in questi mesi estivi, nel documento programmatico dell’atto aziendale, ritiene che il servizio non sia destinato ad avere una continuità, inventando così un reparto balneare per la prima volta nella storia della sanità italiana.
Quante cose si sarebbero potute realizzare di meglio con questi fondi ????
Il quadro che se ne ricava è sconfortante:
Assistenza di base pressoché inesistente
Servizi inutili ma costosi, con spreco di risorse pubbliche
Le minime disposizioni favorevoli alla riattivazione dell’Ospedale di Anagni previste dal Piano Aziendale, tipo la diagnostica per immagini, del tutto ignorate.
La conclusione da trarre è sotto gli occhi di tutti.
Si vuole la morte definitiva dell’ Ospedale, si vogliono cancellare anche i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) previsti per Legge.
Tutto ciò accade nell’ incredibile latitanza del Sindaco di Anagni e dei suoi referenti politici alla Regione, che accoglie acriticamente le decisioni prese in altre sedi, dimenticando i precisi impegni presi nella campagna elettorale sui temi di salute e ambiente.
ULTIMO PARADOSSO:

E’ in atto un comportamento da parte degli organi dirigenti asl che, nei fatti, ostacola l’ avvio regolare ed efficace dell’ attività di prevenzione del tumore alla mammella, anche se l’ Ospedale dispone di un’apparecchiatura di tecnologia avanzata per la Tomosintesi che con i contributi dei privati cittadini e del Comune, costituisce un potente strumento per attivare un vero centro di prevenzione e di sviluppo diagnostico, a beneficio della crescita di strutture ambulatoriali e terapeutiche presso il nostro Ospedale.

Occorre reagire a questa deriva e riproporre le legittime richieste approvate da nove comuni ed a cui non è stata data alcuna risposta!
In questa giusta direzione si colloca l’iniziativa intrapresa dal Sindaco di Sgurgola Antonio Corsi di far presentare una interrogazione, sia ai consiglieri regionali che ai parlamentari del suo gruppo politico di riferimento, sulla situazione dell’ Ospedale di Anagni.
Esempio di iniziativa virtuosa che gli altri sindaci del territorio dovrebbero immediatamente sostenere.
IL COMITATO torna, dunque, ad esigere una risposta chiara su quanto richiesto più volte:
1) un reparto di 20 posti letto di medicina generale con un proprio organico di medici e infermieri
2) un Pronto Soccorso presidiato da un organico medico dedicato all'Emergenza-Urgenza;
3) una chirurgia elettiva ridotta che effettua interventi in Day surgery,
4) una Unità Operativa di Anestesia e Sala Operatoria;
5) servizio di Radiologia per indagini radiologiche con trasmissione di immagine collegata in rete allo specialista di turno;
6) servizio di Laboratorio per indagini laboratoristiche in Pronto Soccorso.
IL COMITATO “ SALVIAMO L’OSPEDALE DI ANAGNI “
Per informazioni: mail:info@dirittoallasalute.com. telefonare al n.: 3930723990.
Per aggiornamenti:
www.anagniviva.org
www.dirittoallasalute.com
http://anagniscuolafutura.blogspot.it/

martedì 22 agosto 2017

Anagni - Importanza del registro dei tumori nella valle del Sacco

Per l'ospedale di Anagni si stanno spendendo migliaia di euro per reparti totalmente inutili, quale quello di degenza infermeristica. Nulla invece si sta facendo per l'emergenza, nonostante la necessità di un pronto soccorso sia evidente.
Non è stato ancora attuato, nonostante la delibera regionale, il registro dei tumori che invece sarebbe uno strumento utilissimo, e a basso costo, per il nostro territorio. Esso permetterebbe di vedere il numero e la tipologia dei tumori, rendendo così chiaro il grande inquinamento della nostra zona, che si vuole continuare a inquinare con inceneritori ecc.
Vedi di seguito il registro dei tumori della provincia di Latina istituito fin dal 1982.

https://www.frosinoneweb.net/2013/10/14/tumori-maligni-riscontrati-nei-bambini-tra-paliano-e-ferentino/

http://www.affaritaliani.it/roma/anche-il-lazio-ha-la-sua-terra-dei-fuochi-la-valle-del-sacco-cimitero-dei-veleni-12032014.html?refresh_cens

L'area inquinata della valle del Sacco risulta tra le più vaste d'Italia

domenica 20 agosto 2017

Le contrade medievali (guida di Anagni, 1989)


In occasione del prossimo Palio cittadino si forniscono alcuni dati sulle contrade anagnine. Quelle attuali  non corrispondono del tutto alle contrade medievali. I dati sono tratti dalla Guida di Anagni, testo a cura di Carlo Ribaudo, edita nel 1989 dalla ProLoco, con il contributo dell'attuale BancAnagni (Banca di Credito Cooperativo).
Questo libro è stata la prima guida che, basandosi su studi scientifici, ha diffuso presso il grande pubblico, la descrizione e la suddivisione in contrade di Anagni in età medioevale. Da qui probabilmente ha preso spunto la divisione in contrade alla base del Palio di Anagni (dal 1994).
La guida, in attesa di ristampa, è stata molto imitata, spesso senza essere citata.
Potete trovare il volumetto in biblioteca; esiste anche l'edizione in inglese.


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Le stampe qui riprodotte, esclusa la prima del 1749, fanno parte dell'opera: Recueil de Vues et fabriques pittoresques d'Italie,... Paris, 1804. Le acqueforti sono opera di BOURGEOIS Florent Fidèle Constant (1767-1836), pittore e disegnatore francese, allievo di David. Le sue opere sono esposte a Fontainebleau e al museo d'Orsay. AnagniArte 

Le contrade medievali  di Anagni 



Stampa del 1749 - Panorama di Anagni

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Al culmine della sua ascesa storica, verso la fine del XIII secolo, la città di Anagni era suddivisa in
dieci contrade (o regioni), disposte in gran parte lungo la sua strada più importante, la via Maggiore (l’odierna via Vittorio Emanuele).
Dalla parte alta a quella bassa le principali otto contrade erano così disposte:

CASTELLO

La contrada Castellum (odierna S.Maria) racchiude l’area dell’antica acropoli ernico-romana.
Prese questo nome nel Medioevo grazie alla sua caratteristica di regione fortificata. Isolata rispetto alla città dalle costruzioni romane e dai palazzi baronali, rappresentò per lungo tempo un punto di estrema importanza strategica nella politica della Chiesa.
Dal periodo di Bonifacio VIII, per la continua presenza di baroni imparentati con il Papa, la contrada venne indicata anche con l’appellativo di Quartiere Caetani. Il Castello racchiude entro i suoi confini parte dei monumenti e tesori più significativi della città: porta Santa Maria,
la Cattedrale con la Cripta, il palazzo di Bonifacio VIII e il palazzo Trajetto.

TORRE

In questa contrada, nell’area dell’attuale piazza Dante, sorgeva probabilmente il foro romano. Ne costituivano il necessario sostegno i pilastri in opus quadratum e la possente sostruzione in opus reticulatum ancora visibili lungo via Bagno, notevole esempio di architettura sillana.
La contrada Turris (odierna S. Giovanni) si trovava a ridosso dell’antica acropoli. Il toponimo deriva dall’elemento architettonico che la caratterizzava maggiormente nel Medioevo: la casa torre. Questa tipologia di abitazione, che si sviluppa in altezza e presenta sul fronte stradale il lato breve, conobbe la massima diffusione nel Duecento in concomitanza con l'emergere della classe borghese.

TRIVIO



La contrada Trivio è situata in una zona quasi pianeggiante al centro della città. Il toponimo della regione deriva dal trivio stradale che si sviluppa quasi all’altezza del palazzo comunale.
L’intera contrada, vero e proprio centro commerciale-amministrativo della città (il Comune), presenta notevoli esempi di architettura civile medievale.




TUFOLI

La regione Tufoli, odierna S. Pancrazio, situata nella parte settentrionale della città tra il Castello, il Trivio e la regione di Piscina, è stata in ogni tempo quartiere popolare. Rimasta ai margini del grande rinnovamento edilizio del XVIII e XIX secolo, ha conservato un originale tessuto urbanistico medievale.

PISCINA

Questa contrada, il cui toponimo trae origine dalla presenza di una fonte (Fons Piscinae) che probabilmente riforniva le terme in epoca romana e che è ricordata tra i beni del comune in un documento del 1321, si estende a nord della via Maggiore. Per la sua esposizione e per la leggera depressione in cui si trova non è mai stata particolarmente popolata. L’unico asse viario (via Piscina), parallelo alla Via Maggiore, parte dall’interessante monastero di S. Chiara per arrivare, fiancheggiato da edifici rimodernati, nella zona del parco pubblico a ridosso delle mura romane, in vicinanza del grande complesso degli Arcazzi.



COLLE SANT’ANGELO

La regio collis Sancti Angeli, delimitata dalla via Maggiore e a sud dalle mura romane, occupava la zona in gran parte pianeggiante che va dal Palazzo comunale alla regione Valle S. Andrea. Per la sua posizione dominante, rispetto a quest’ultima ed alla contrada Piscina, fu scelta dalla potente famiglia Conti per costruirvi il proprio palazzo in un periodo (fine del XIII secolo) nel quale le altre posizioni strategiche della città, Castello e Torre, erano occupate dai Caetani.
Le principali vie della contrada, oltre alla citata via Maggiore, sono: parte di via della Valle e l’attuale via Garibaldi che termina con la cinquecentesca porta San Francesco.

VALLE SANT’ANDREA

Questa contrada, il cui toponimo è dettato dalla morfologia della zona, leggermente depressa rispetto al confinante S.Angelo, è racchiusa entro due direttrici principali: la centrale via Maggiore, sulla quale si affacciano palazzi settecenteschi, e buona parte di via della Valle, caratterizzata da molti edifici medievali. Alla confluenza delle due strade si apre la piazzetta con la chiesa di Sant’Andrea.

CERERE

La contrada, documentata già dal 1081, occupa la parte occidentale della città, a ridosso di porta Cerere da cui prende il nome.
La regione, ingresso cittadino per i viaggiatori provenienti da Roma, è in buona parte racchiusa da due bastioni cinquecenteschi (Spizzone e Arci) ed è attraversata, sulla sua parte piana, dal tratto iniziale della Via Maggiore. La strada, costeggiata da edifici medievali, alternati a palazzetti, è parallela ad altre due vie che si sviluppano nella zona rilevata della contrada: la via Mezzo (Via Pio Salvati) con interessanti abitazioni dei secoli XIV e XV e la via Superiore o di S. Domenico, il cui toponimo ricorda la presenza di una chiesa, oggi scomparsa dedicata al Santo.
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Vedi anche: Anagni - Modifiche della toponomastica. Salvare la memoria storica di Anagni.

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giovedì 10 agosto 2017

Anagni Ospedale - Il tempo delle promesse è finito.




Riteniamo del tutto insufficiente quanto finora realizzato per il nostro ospedale dall'Asl e dalla Regione. Il tempo delle promesse è finito. L'iniziativa promossa dal sindaco di Sgurgola, Corsi, di convocare un tavolo operativo di tutti i sindaci, per produrre un documento, da sottoporre al Consiglio Regionale del Lazio, merita adesione e sostegno, in particolare da parte del nostro sindaco.



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Se dovesse avere qualche fondamento, l'ipotesi (vedi articolo sotto) dell'asse Bassetta-Buschini sarebbe fallimentare, almeno per quanto riguarda l'ospedale. Buschini non può mettersi contro la sua città, Alatri, che non vede certo di buon occhio la rinascita del nostro ospedale. Quello di Alatri è attualmente l'ospedale di riferimento del distretto A che, invece, secondo il piano regionale sanitario del 2009, doveva essere Anagni.

La vera operazione politica dietro la finta inaugurazione di Anagni. C'è un intreccio di obiettivi politici. Alle spalle del Pd e di Progetto Anagni
ALESSIOPORCU.IT

giovedì 3 agosto 2017

Incendio vicino ad Acuto

Incendio vicino ad Acuto (sulla destra), ripreso da Anagni intorno alle 22:00, del 3 agosto 2017


Anagni - La salvaguardia del patrimonio artistico: strada obbligata per il futuro (2015)

Via Dante - Vecchio e nuovo, non sempre convivono felicemente

Via Dante: portali in libertà



Se vogliamo una città che attragga i visitatori le dobbiamo mettere il vestito buono.
La salvaguardia del patrimonio artistico non è mai stata nel DNA anagnino in quanto, nel passato, l'industrializzazione piovuta dall'alto ha portato reddito rendendo non necessaria la valorizzazione della nostra bella città a fini turistici. Inoltre alla ricerca di facile consenso elettorale si sono chiusi troppo spesso entrambi gli occhi davanti ai piccoli e grandi abusi edilizi.  
Basta fare un giro, per esempio, a Boville Ernica e a Pico per capire che cosa significa essere uno dei primi 100 borghi d' Italia. 
Queste foto di Anagni documentano esempi, anche recenti, di interventi inappropriati in alcune zone più caratteristiche (via Dante e Bersò ecc..).
Ora è necessario che non solo l'amministrazione ma tutta la città percorrano la strada della riqualificazione del centro storico e territorio, il che richiede un profondo cambiamento culturale. CR
 

Bersò,  prima (sopra) e dopo. 

Piano Paesaggistico Regionale, Anagni (Zona vincolata)

http://anagniarte.blogspot.it/2013/06/anagni-sotto-i-piedi-contrada-di-piscina.html



martedì 1 agosto 2017

Anagni Ospedale - Iniziativa del sindaco Antonio Corsi


Una lettera sulla drammatica situazione della sanità del nostro territorio è stata inviata dal sindaco di Sgurgola Antonio Corsi ai sindaci dei comuni che fanno riferimento all'ospedale di Anagni. La lettera vuole sollecitare il Consiglio Regionale del Lazio  ad esprimersi con urgenza sulla situazione gravissima in cui si trova il Presidio Sanitario di Anagni. I sindaci sono invitati a firmarla al più presto.


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La domanda che bisogna fare alla politica regionale e provinciale è come mai nel 2009 il piano sanitario regionale prevedeva un nuovo ospedale di Anagni, che doveva servire l'area nord, oggi, invece, mentre gli altri ospedali del piano regionale 2009 (Ospedali dei Castelli e del Golfo) sono quasi ultimati,ad Anagni sono rimasti solo un punto di primo intervento, un laboratorio analisi e qualche ambulatorio?  
Anche il Consiglio di Stato con l'ordinanza n. 3629/2011 ha stabilito che l'Ospedale di Anagni non deve essere chiuso per non recare danno alla sua numerosa utenza.
                                                                                                                                       Carlo Ribaudo 


Piano sanitario regionale 2009