La manifestazione del fronte del NO di oggi, 14 marzo, presso
la sala della Ragione, è stata molto partecipata. I relatori hanno spiegato con
parole chiare – impresa non facile – che se vince il sì viene leso un diritto
fondamentale sancito dalla Costituzione. La separazione e il bilanciamento dei
poteri sono infatti la garanzia dell’ordinamento democratico. Non a caso la
nostra è una Costituzione antifascista nata dopo, e in reazione a un ventennio
di dittatura con la magistratura assoggettata al potere politico. Sono stati
analizzati vari punti della riforma: la separazione delle carriere, che renderà
il Pubblico Ministero un accusatore dal quale si potrà difendere solo chi sarà in
grado di pagarsi un buon avvocato; la divisione del Consiglio Superiore della
Magistratura e il sorteggio tra magistrati e membri laici squilibrato a favore
di questi ultimi, scelti dalla politica. Questa riforma non risolve nessuno dei
problemi della giustizia: carenza di personale (i giudici sono circa la metà della
media europea), mancanza di un sistema digitalizzato funzionante e altre
problematiche che sono alla base dei tempi lunghi della giustizia.
Un ringraziamento agli organizzatori.





