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| Carta geologica di Anagni. Nel cerchio l'area prevista per il Biodigestore |
lunedì 2 agosto 2021
Dalla via del vino Cesanese alla via della monnezza?
mercoledì 28 luglio 2021
Quelli che sono a favore del Biodigestore ad Anagni 1
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Quelli che sono a favore del Biodigestore ad Anagni 2
sabato 24 luglio 2021
Anagni - Il Consiglio di Stato accoglie l'Appello delle associazione contro Saxa Gres
23 Luglio 2021 - Il giorno 8 luglio 2021 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello sul ricorso proposto da Anagni Viva, Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa), Comitato residenti Colleferro contro la Regione Lazio e i Ministeri della Transizione Ecologica e della Salute, non costituiti in giudizio, nei confronti di Saxa Gres S.p.a., per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Tar) che aveva dichiarato improcedibile il ricorso.
I ricorrenti avevano presentato ricorso contro l’autorizzazione di un impianto produttivo di gres porcellanato, con recupero di rifiuti pericolosi, ovvero di scorie risultanti dal processo di termovalorizzazione di rifiuti. In sede giurisdizionale, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello dei ricorrenti, e «[…] ha dedotto (primo motivo di appello) la nullità della sentenza di primo grado n. 12805/2020, resa dal T.a.r. per il Lazio, per violazione del contraddittorio» e «nella peculiarità della fattispecie, in un vulnus dello stesso a cagione del quale il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale accoglie l’appello e, per l’effetto, annulla la sentenza n. 12805/2020, resa dal T.a.r. per il Lazio, e rimette la causa al giudice di primo grado ai sensi dell’art. 105, comma 1, c.p.a.». Questa sentenza accoglie dunque le ragioni, rappresentate dal nostro legale, Avv. Vittorina Teofilatto, supportate da osservazioni e documentazioni raccolte con esclusiva attenzione alle motivazioni tecnico-scientifiche relative all’oggetto del ricorso, che sono state presentate dalle tre Associazioni ricorrenti, parte attiva insieme con i numerosi Comitati, Associazioni e Movimenti civici che costituiscono il Coordinamento Ambientale di Anagni, impegnato da oltre un decennio nel contrastare le problematiche, note e meno note, relative all’inquinamento ambientale.
Dopo questa sentenza, si aprirà una nuova fase processuale necessitata dal rinvio al primo giudice.
Ora siamo di fronte ad una nuova sfida, ardua per complessità e difficoltà. Fortunatamente, va rilevato che da alcuni giorni non soltanto il Coordinamento, ma altri movimenti civici e tanti singoli cittadini stanno animando un forte moto di opposizione al procedimento di autorizzazione da parte della Regione Lazio al progetto di un biodigestore per il trattamento dei rifiuti organici da installare nel territorio di Anagni, per il quale il Sindaco si è favorevolmente espresso. È una sfida che mette in gioco non soltanto la sostenibilità ambientale del territorio e la tutela della salute dei residenti, ma anche le residue aspirazioni ad un modello di autentico sviluppo sostenibile per il nostro territorio, ben altrimenti promosse ed operanti in altri contesti provinciali e regionali.È una sfida che richiederà chiarezza di intenti, individuazione di strumenti efficaci, collaborazione dei cittadini, per raggiungere l’obiettivo della revisione/annullamento della autorizzazione concessa.
Le Associazioni firmatarie dell’Appello al Consiglio di Stato :
Anagni Viva - Comitato residenti Colleferro – Rete per la Tutela della Valle del Sacco.
IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI
LE ASSOCIAZIONI:
ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, RAGGIO VERDE, DIRITTO ALLA SALUTE, QUARTIERE CERERE
domenica 4 luglio 2021
Anagni - Biodigestore, emergenza ambientale e rischio industriale
Il biodigestore andrebbe ad impattare su un territorio già fortemente compromesso:
- vi si trovano ben 7 aziende a rischio di incidente rilevante (legge Seveso bis) sulle 21 della valle del Sacco e sulle 69 della regione Lazio. Ogni anno la Prefettura di Frosinone predispone, secondo le norme, un piano d'emergenza (http://www.prefettura.it/frosinone/contenuti/54497.htm), dove viene indicato, in alcuni casi, proprio l'ospedale di Anagni come la struttura idonea più vicina (ved. p. es. Romana Chimici, Rivoira, Simmel Difesa, Oxido, PEE Energas Supino, PEE Huntzman S.r.l. Patrica ...). Come mai alcuni di questi piani non vengono aggiornati?
- è un'area SIN tra le 44 più inquinate d'Italia (dati del Ministero della Salute)- presenta un tasso elevato di patologie tumorali anche infantili.
A questo proposito il Ministero della Salute nei “I 15 Mattoni del Servizio Sanitario Nazionale” del 2007 ha stabilito come prioritarie per l'emergenze le zone in cui sono presenti «aree ad alto rischio, agglomerati industriali, raffinerie o ... qualunque altra area identificabile come “a rischio” ... Particolare valenza assume in tal senso il potenziale rischio chimico, nell'eventualità del verificarsi di vere e proprie maxi emergenze».
A ciò vanno aggiunti: l'autostrada, la TAV (con treni a 300 km orari), la Ferrovia, il metanodotto ecc.
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| Nella foto: Brucia deposito di stoccaggio al Castellaccio (2013) Paliano (19 giugno 2013) dentro la nuvola tossica nera (sotto), mentre la parte sopra è la stessa immagine ripresa da Anagni in una giornata normale |
giovedì 1 luglio 2021
Anagni Biodigestore - No delle associazioni ambientaliste
Il procedimento di autorizzazione da parte della Regione Lazio al progetto di un impianto per il trattamento dei rifiuti organici (Biodigestore) da installare nel territorio di Anagni ha avuto inizio nel 2017 e giovedì 24 giugno 2021, a tre anni di distanza, si è svolto un Consiglio Comunale “aperto“, richiesto dai consiglieri di minoranza per discutere dell’argomento.
Al Consiglio erano presenti i Consiglieri di minoranza, alcuni della maggioranza e membri della Giunta, i responsabili amministrativi e tecnici della società proponente, Energia Anagni, il presidente della SAF (Società Ambiente Frosinone) i rappresentanti non soltanto di Anagni delle Associazioni e dei Comitati ambientalisti, esponenti sindacali, la stampa.
Una presenza molto significativa e forse non attesa, è stata quella di molti cittadini, nonostante il giorno lavorativo e l’ ora mattiniera, a riprova che la necessità di essere informati e di capire gli aspetti problematici del complesso problema è, fortunatamente, forte e avvertita da molti cittadini che però l’ Amministrazione non ha ritenuto di dover coinvolgere. Eppure la discussione riguardava un impianto destinato a trattare 84.00 tonnellate circa annue di rifiuti organici in un contesto territoriale gravato da molti e seri problemi di inquinamento ambientale, dalle loro conseguenze sulla salute e senza le necessarie strutture sanitarie.
Nelle tre Conferenze dei servizi che si sono svolte, il Sindaco ha espresso e confermato la sua posizione a favore del Biodigestore, limitandosi a rivendicare il suo impegno risoluto nel pretendere cautele e garantire controlli continui e severi quando l’ impianto sarà operativo.
E questo ha ribadito nei suoi interventi di sabato scorso, senza chiarire con quale struttura tecnico scientifica l’ Amministrazione Comunale pensa di garantire i necessari controlli che, peraltro, rientrano nella sfera di competenza di altri Enti e Autorità.
Negli interventi dei consiglieri di opposizione, concordi nel sostenere il No all’ impianto con diverse argomentazioni, è stata sottolineata la grave scelta dell’ Amministrazione di aver ignorato il dettato della Delibera del Comune di Anagni n. 8 del 30.03.2017 “ Atto di indirizzo in materia ambientale. Moratoria per gli impianti di trattamento rifiuti “ .
Moratoria che l’ allora Consiglio Comunale votò all’ unanimità. Ne facevano parte l’ attuale Sindaco e alcuni consiglieri dell’ attuale maggioranza , allora schierati all’ opposizione.
Tale delibera è tuttora vigente.
Sono seguiti gli interventi della Società proponente, ampi ed articolati, che non hanno apportato quei chiarimenti richiesti ripetutamente in sede di Conferenza dei Servizi dalle Associazioni Ambientaliste, che li avevano documentati scientificamente e tecnologicamente nelle Osservazioni presentate alle Conferenze e depositate agli Atti.
Nei loro interventi le Associazioni Anagni Viva e Comitato residenti, in rappresentanza del Coordinamento Ambientale hanno illustrato i loro dubbi e le loro perplessità e confermato il loro No all’ Impianto per le ragioni seguenti:
1° la capacità di trattamento dei rifiuti, 84.000 tonnellate annue, è più del doppio delle necessità del territorio provinciale che, dal Catasto Rifiuti ISPRA del 2019, risulta aver prodotto 36.488 ton. di Rifiuti. A ciò si aggiunge il problema dei Trasporti e la Regione stessa parla di un TIR ogni 7 minuti per ogni giornata e uno ogni 4 il sabato (senza ancora considerare quelli in uscita). Da ultimo l’ emanazione di odori, non esattamente profumati.
2° la collocazione dell’ impianto in un territorio con livelli di inquinamento alti ( Area SIN ) per la presenza di molte industrie già esistenti e per le conseguenze impattanti sull’ ecosistema e la salute umana, senza trascurare le possibili ricadute sfavorevoli per lo sviluppo economico e occupazionale ( stupefacente in proposito l’ intervento del rappresentante sindacale) oltre che per la penalizzazione delle prospettive turistiche, spesso invocate.
3° da sottolineare come in tutta questa vicenda manchi, come al solito, un parere della ASL, l’ unica autorità a poter dare una valutazione sulla compatibilità dell’ impatto di tale colossale impresa sull’ ambiente e la salute dei cittadini della Valle del Sacco.
Perché la ASL non si pronuncia? E perché nessuno ne invoca un parere? In primis le forze sindacali che dovrebbero avere a cuore la sorte della salute dei lavoratori?
25 mucche furono trovate morte presso il rio Mola Santa Maria nel 2005
Saremo destinati a diventare il Collettore di Rifiuti di altri territori ? leggi Roma! Al momento sembra proprio così !
e queste sono le premesse, chi potrà garantire che le lavorazioni avvengano effettivamente secondo quanto assicurato dai tecnici della parte aziendale ?
Esisterà un organo di controllo a cui ci si potrà rivolgere e che potrà intervenire rapidamente in caso di emergenze?
Anagni non ha più nemmeno il Pronto Soccorso né il Punto di Primo Intervento!
Oppure, come al solito, l’attività di vigilanza sarà demandata alla buona volontà del Popolo inquinato ?
Il tragico passato dei disastri ambientali della nostra Valle ci insegna che senza chiarire questi elementi non si può approvare nessuna nuova attività industriale.
Ad oggi , con la delibera regionale del 10.06.2021 l’ iter autorizzativo per la concessione della VIA – valutazione di impatto ambientale- si è concluso positivamente, ma non ancora definitivamente.
Il Coordinamento Ambientale rafforzerà l’ impegno per informare e attivare la collaborazione di quanti, cittadini e associazioni vorranno contribuire ad approntare gli strumenti, anche legali e necessariamente costosi, per opporsi ad un Mega Impianto di Trattamento Rifiuti in questo territorio che non può né accettare né sostenere questa scelta.
nota stampa a cura del COORDINAMENTO DI ANAGNI PER L’AMBIENTE
LE ASSOCIAZIONI: ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, RAGGIO VERDE, ASSOCIAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE, COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE AMBIENTE E SALUTE VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI (al quale hanno aderito 32 tra associazioni e comitati), ASSOCIAZIONE QUARTIERE CERERE.
mercoledì 23 giugno 2021
Anagni, biodigestore. Qualche riflessione
A proposito del biodigestore che si vorrebbe realizzare ad Anagni per smaltire circa 84.000 tonnellate annue di rifiuti organici, avanziamo qualche considerazione:
- Visto che nella provincia di Frosinone si producono circa 36.000 tonnellate annue di organico, è evidente che il nostro impianto dovrà smaltire rifiuti organici di altre province (Roma ecc.) e di altre Regioni. Consideriamo che in Ciociaria ci saranno altri due impianti simili (provincia spazzatura).
- Da
dove arriveranno i rifiuti da trattare?
- Tutto
questo comporterà un traffico incessante di camion su strade come le nostre già
troppe congestionate e con scarsa manutenzione.
- Al traffico dei camion che trasportano rifiuti va sommato quello dei carri bombolai che trasportano il metano prodotto dall’impianto. In entrata e in uscita sono previsti 52 camion al giorno (ved tabella).
- Sappiamo
benissimo che un biodigestore non è un
inceneritore, tuttavia impatta su una
area SIN già altamente inquinata e che si dovrebbe bonificare.
- Anche se un biodigestore immette circa il 30% di CO2 rispetto a un impianto tradizionale, tuttavia ci saranno sempre un impatto ambientale e ripercussioni sulla salute dei cittadini. Ci sarà anche un persistente cattivo odore.
- Quale
vantaggio ne trarrebbe la collettività? Non certo i posti di lavoro, che
dovrebbero essere poco meno di una decina (ved tabella).
- Si sa quali saranno le opere di compensazione? Il metano, ad esempio, sarà utilizzato per la città a prezzi molto vantaggiosi o avrà altre destinazioni?
- Qual è la posizione dell'ASL/FR a riguardo?
sabato 12 giugno 2021
Comunicato del Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni
Nelle ultime settimane il problema Ospedale di Anagni
è stato al centro di un dibattito politico – amministrativo piuttosto
acceso tra alcuni esponenti dell’ Amministrazione comunale di Anagni e i
rappresentanti politici cittadini e regionali.
Il Comitato, che non ha mai distolto l’ attenzione al
problema, ha contribuito al mantenimento e all’ampliamento dei
servizi ambulatoriali e, in ordine di tempo, all’ apertura di un centro
vaccinale presso l’ ospedale e, successivamente, con il diretto intervento del
Sindaco e dell’ amministrazione, l’ apertura di un centro “ open day “,
presso il centro sportivo di Anagni.
Nell’ incontro più recente, il Comitato ha sollecitato il
Sindaco ad avviare un’ azione legale che faccia riferimento alla recente
sentenza del Consiglio di Stato, riguardante la riapertura dell’ ospedale
S. Giacomo di Roma, per sottolineare le possibili analogie con il
caso Anagni e seguirne gli sviluppi.
L’azione legale dell’Amministrazione, già annunciata, deve
essere avviata al più presto e senza ripensamenti anche per costringere la
Regione a dare una risposta. Purtroppo in passato troppe volte agli annunci non
hanno fatto seguito i fatti.
Smantellata nel corso degli ultimi dieci anni da
una folle politica di tagli, la sanità pubblica locale è stata
privata dalla Regione Lazio e soprattutto dall’ASL/FR delle fondamentali
risorse strutturali e organizzative, del personale medico ed
infermieristico necessario, delle attrezzature e degli strumenti
operativi per garantire non soltanto i livelli essenziali di assistenza e di
cura ma persino ogni possibile intervento per l’ urgenza e l’
emergenza di una popolazione di circa 80.000 abitanti!
L’emergenza Covid ha rivelato quanto
queste scelte siano state letali !
Ma ecco il paradosso : Anagni ed il suo territorio sono il centro di insediamenti industriali molto importanti e attualmente in fase di crescita, di attività commerciali diffuse. Anagni è sede di istituti scolastici di eccellenza, pubblici e privati, di ogni ordine e grado, frequentati da migliaia di studenti e di due Convitti nazionali e uno regionale. Infine ha un flusso turistico costante e molto ragguardevole specie in questa fase di ripartenza. Anagni e la zona nord della Ciociaria sono volano produttivo di ricchezza e quindi di risorse per il pubblico erario.
Eppure…è priva di una struttura di Primo intervento e di
Pronto Soccorso!
Questa realtà segnalata più volte nelle sedi opportune
è di fatto ignorata nelle scelte decisionali degli enti
preposti e maldestramente rappresentata dai politici espressi dal
territorio.
E’ esemplare quanto accaduto in Consiglio
regionale qualche settimana fa, quando la mozione presentata da un
gruppo consiliare nella quale si chiedeva la riapertura dell’
Ospedale, pur votata dalla maggioranza dei presenti, non è passata per
l’assenza di tre consiglieri e la conseguente mancanza del numero
legale. Una mozione non può modificare una legge vigente ma,
probabilmente, nelle intenzioni dei promotori era un modo per
sollevare il problema.
Quel che è grave , in questo episodio, è che gli assenti,
esperti riconosciuti in materia sanitaria, rappresentavano,
incredibilmente, proprio gli elettori della nostra provincia.
Tuttavia, ad alcuni di essi va riconosciuta una imperterrita coerenza nel
respingere, con toni indignati, ogni intervento di qualunque tipo che
riguardi la sanità anagnina e dei centri vicini.
Noi del Comitato, pertanto, ci rendiamo conto che è
necessario continuare nelle richieste più volte avanzate, per
migliorare i servizi già presenti nell’ Ospedale e riattivare quelli
cancellati, con iniziative di dialogo e collaborazione con le
amministrazioni di riferimento per promuovere e sostenere una
visione organica e vitale, veramente nuova, della sanità
pubblica, in risposta alla realtà della situazione e
alle esigenze presenti, per ribadire con forza il diritto
primario del bene della salute. A tale proposito sarebbe un atto di vera
buona volontà individuare un responsabile della struttura sanitaria anagnina
che sia disponibile a raccogliere le proposte dei cittadini e lavori, seriamente,
per una prospettiva di reale crescita dei servizi a beneficio della salute
della popolazione dell’area nord della provincia di Frosinone. Pretendiamo per
questa missione un professionista esperto e stabile, vero punto di riferimento
e garante dell’effettivo rilancio della struttura!
Per una doverosa informazione dei cittadini
pubblicheremo tra qualche giorno l’ elenco dei servizi attualmente
presenti nel presidio Sanitario di Anagni.
Anagni, 12 GIUGNO 2021
Il Comitato “ Salviamo l’Ospedale di Anagni “
Anagni Scuola Futura, Associazione Anagni Viva, Associazione
Diritto alla Salute, Associazione Quartiere Cerere, Comitato Ponte del Papa,
Comitato Residenti Colleferro, Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della
Valle del Sacco ).
Per info:
telefonare al n.: 3930723990.
mail: info@dirittoallasalute.com.
Per aggiornamenti: anagniscuolafutura.blogspot.com
sabato 29 maggio 2021
Anagni - Improvvisa scomparsa di Alberto Atturri
L’improvvisa scomparsa di Alberto Atturri, ci lascia sconvolti. Alberto, già dipendente dell’ospedale e sindacalista, è stato nel 2011 tra i firmatari del ricorso al TAR contro la chiusura dell’ospedale di Anagni. Come membro del Comitato “Salviamo l’ospedale di Anagni” si è impegnato sempre per la difesa della sanità del territorio.
I funerali di Alberto Atturi si svolgeranno lunedì 31 maggio alle ore 11 presso la Cattedrale di Anagni.
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| Nella foto Alberto, sotto le bandiere, alla manifestazione a Roma per l’ospedale (2011). |
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Il Comitato "Salviamo l'Ospedale di Anagni" ricorda con affetto e stima l'amico Alberto Atturi. La sua scomparsa improvvisa e dolorosa ha lasciato in tutti un grande sconforto ma anche un sentimento di gratitudine per l'impegno convinto a sostegno delle iniziative del Comitato. Esprimiamo la nostra sincera partecipazione e condivisione del dolore a tutti i suoi familiari e invitiamo i soci e gli amici di Alberto, come deciso dalla sua famiglia, ad una libera donazione alla DAS in sua memoria.
Salute, Associazione Quartiere Cerere, Comitato Ponte del Papa,
Comitato Residenti Colleferro, LegaAmbiente Circolo di Anagni,
Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della Valle del Sacco ).
News - Venerdì 27 maggio 2022 alle ore 12.00 presso il PAT di Anagni (ex pronto soccorso dell’Ospedale Civile) si terrà la cerimonia della donazione di un defibrillatore e di attrezzature per la fisioterapia che la famiglia di Alberto Atturri ha donato al presidio di Anagni.
https://www.facebook.com/groups/291515020861180
venerdì 7 maggio 2021
Anagni - Continua l'emarginazione della sanità nel nord della Ciociaria
La non attivazione dell’Hub vaccinale presso il campo sportivo di Anagni, come proposto dal Sindaco, insieme alla vaccinazione con il freno tirato presso il nostro presidio ospedaliero dimostrano la preclusione verso la sanità del nostro territorio. Basti pensare che in circa 20 Km sono concentrati ben 4 grandi hub vaccinali (Frosinone, Alatri, Ceccano,Torrice). https://www.facebook.com/DanieleNataliaSindaco/posts/839358806659104
Il
principio a monte è molto semplice: Anagni non deve emergere, perché il punto
di riferimento della zona Nord è l’ospedale di Alatri. Lo dimostra anche l’assurda
chiusura del Punto di Primo Intervento, unico nel Lazio e non previsto dalla
Regione.
lunedì 26 aprile 2021
Anagni - Il 26 aprile del 121 d.C. nasceva a Roma Marco Aurelio (2019)
"Devi sempre agire, parlare e pensare, come se fosse possibile che tu, in quell'istante, lasciassi la vita".
«Dal mattino comincia a dire a te stesso: incontrerò gente vana, ingrata, violenta, fraudolenta, invidiosa, asociale; tutto ciò capita a costoro per l'ignoranza del bene e del male. Io, invece, che ho capito, avendo meditato sulla natura del bene,...». CR
mercoledì 14 aprile 2021
Fabio Valente, il generale anagnino di Nerone
Il 14 aprile del 69 d.C., dopo la morte di Nerone, si scontrarono i pretendenti al trono Otone e Vitellio. La battaglia di Bedriaco, vicino Cremona, in cui persero la vita circa quarantamila uomini, si concluse con il trionfo dell’esercito di Vitellio, guidato dai generali Aulo Cecina Alieno e Fabio Valente, originario di Anagni.
Fabio Valente, nato ad Anagni nel 35 d.C., era di famiglia equestre. In giovane età fece parte del Collegium Iuvenum anagnino. Divenne uno dei favoriti di Nerone che in seguito lo nominò legato della Legio I in Germania. Condusse brillantemente una campagna militare contro i Catti e represse la rivolta di Giulio Vindice. Dopo la battaglia di Bedriaco fu nominato console, ma rivestì il consolato per pochissimo tempo, perché, in seguito all’affermazione di Vespasiano, fu fatto prigioniero e poi giustiziato a Urbino nello stesso 69. CR
https://jt1965blog.wordpress.com/2020/04/13/prima-battaglia-di-bedriaco-14-aprile-69-d-c/![]() |
| Et in Arcadia Ego |
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| Anagni. Le sostruzioni romane (fine II sec. a.C.) in via Bagno |
martedì 13 aprile 2021
Risposta del Commissario Figliuolo al Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni” - Azioni legali a difesa dell'ospedale
Auspichiamo che l'amministrazione intraprenda al più presto le azione legali, anche sulla base della sentenza a favore del San Giacomo di Roma. La nostra vigilanza sarà attiva, viste le precedenti promesse di azioni legali quasi mai mantenute.
E’ una forma di impegno che ci
spinge, in ogni caso, a non rinunciare,
né ad indebolire le iniziative avviate in questi anni per poter restituire ad Anagni e al suo territorio l’ assistenza
sanitaria dovuta, poiché Anagni è il
punto di riferimento di una popolazione
di circa 80.000 abitanti che vive in un’area
in gran parte montana e disagiata ed è
un centro industriale molto importante
per la specificità e la qualità degli insediamenti presenti. A ciò si aggiunge la presenza di
Istituti scolastici di ogni ordine e grado, frequentati da un numero molto alto
di studenti, provenienti anche dai paesi
vicini.
Oggi la drammatica esperienza
della pandemia continua
a chiedere a tutti decisioni all’
altezza del momento e così, come si è riusciti ad avere l’ apertura di un
Centro Vaccini, presso l’ Ospedale, apprezziamo la notizia che l’ Amministrazione Comunale propone di allestire, nello
spazio del Palasport, un Centro Vaccini
in grado di aumentare il numero dei
vaccinati per accelerare la campagna in corso.
Un’ altra recentissima
notizia che potrebbe rimettere in
discussione la chiusura dell’ Ospedale arriva dalla sentenza del Consiglio di
Stato che ha annullato quella dell’ex
Ospedale San Giacomo in Roma, accogliendo il ricorso presentato.
Si
apre in tal modo anche per l’ Ospedale di Anagni
la possibilità di un ricorso
finalizzato alla richiesta di
annullamento della sentenza di chiusura,
ma dovrebbe essere presentato dal
Sindaco per l’ autorità che gli deriva
dalla sua funzione. La richiesta raccoglierebbe certamente il sostegno
della popolazione, non solo
cittadina, e si avvierebbe così un iter giudiziario che potrebbe riservare anche inaspettate soluzioni. Da parte nostra solleciteremo
l’amministrazione affinché promuova al più presto le opportune azioni legali e
che vigileremo sul loro andamento.
Ricordiamo che siamo tuttora in
attesa dell’esito del ricorso promosso a suo tempo dal nostro Comitato al Consiglio di Stato contro la sentenza del
TAR che respingeva, in prima istanza, il nostro ricorso contro la chiusura
dell’Ospedale Civile di Anagni."
Anagni Scuola Futura,
Associazione Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Associazione
Quartiere Cerere, Comitato Ponte del Papa, Comitato Residenti Colleferro, Lega Ambiente
Circolo di Anagni, Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della Valle del Sacco
).
Per info:
telefonare al n.:
3930723990.
mail:
info@dirittoallasalute.com.
Per aggiornamenti:
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www.anagniviva.org
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