lunedì 2 agosto 2021

Dalla via del vino Cesanese alla via della monnezza?

Carta geologica di Anagni. Nel cerchio l'area prevista per il Biodigestore

Tra le numerose possibili conseguenze del mega digestore da 84,000 tonnellate c'è, oltre all'inquinamento dell'aria, anche quello del suolo e delle falde acquifere; rischi già indicati nel piano presentato in Regione (in allegato).


L’inquinamento delle falde non si limiterebbe all’area circostante il biodigestore, cioè, nel caso specifico, alla Selciatella, ma si estenderebbe alle zone limitrofe (p.es. Tufano, Sgurgola, Ferentino, ecc.). Le ripercussioni sull'allevamento, sull'agricoltura e, in particolare sulla produzione del vino Cesanese che caratterizza il nostro territorio, potrebbero essere gravissime. In nessuna delle aree di produzione di vini D.O.C infatti ci sono biodigestori. Il problema è che il processo di fermentazione della frazione organica produce un digestato, ossia un rifiuto, considerato come tale dall’Unione Europea, mentre in Italia la normativa lo equipara a un concime chimico. Questo digestato, sparso sui terreni, provoca, in seguito alle piogge, la penetrazione delle sostanze inquinanti nel suolo e nelle falde. Non è un caso che la regione Emilia Romagna nel 2011 ha vietato di spandere il digestato proveniente da impianti a biogas sui pascoli destinati alla produzione del Parmigiano Reggiano.
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Secondo l'Ufficio federale tedesco di statistica, gli impianti di biogas sono responsabili della maggior parte delle sostanze pericolose per l'acqua che vengono rilasciate in caso di incidenti. Nel 2017 ci sono stati un totale di 741 incidenti in cui sono stati rilasciati 10,2 milioni di litri di tali sostanze.


mercoledì 28 luglio 2021

Quelli che sono a favore del Biodigestore ad Anagni 1


Tra i fautori del Biodigestore spicca la testata di Alessio Porcu.
In questo articolo di Etruria News, a quanto ci risulta mai smentito, si attestano, con tanto di documenti, i finanziamenti dell’ASL/FR (direzione Macchitella 2015-19) a due testate ciociare, anche con versamenti consistenti.
Questi finanziamenti, pur non vietati dalla legge, possono gettare qualche ombra sull’imparzialità di una testata giornalistica.
Invece di destinare i soldi alla stampa non sarebbe meglio che le ASL (sempre più politicizzate) li destinassero alla cura dei malati?

Questa è la stessa ASL/FR (2015-19) che nel 2018 ha soppresso, senza motivo, il Punto di Primo Intervento (PPI) di Anagni, unico nel Lazio a essere chiuso, nonostante non fosse incluso nel decreto del presidente della Regione Nicola Zingaretti e nonostante il parere contrario della Commissione Sanità regionale.

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Quelli che sono a favore del Biodigestore ad Anagni 2

Per il biodigestore Lucio Migliorelli, presidente della SAF (Società Ambiente Frosinone), parla di un traffico di 24 camion a settimana per il trasporto di rifiuti (ved. Alessio Porcu).
Questi dati contrastano clamorosamente con quelli del piano presentato in Regione (vedi sotto), dove si parla di circa 290 camion a settimana (52 al giorno).
E pensare che Migliorelli è stato voluto da Buschini proprio per le sue capacità di contabile.
Come scrive Alessio Porcu, Migliorelli è un fedelissimo di Francesco De Angelis. Dopo la sconfitta alle elezioni comunali di San Giorgio a Liri ha fatto parte della segreteria di Buschini. Dal 2017 è succeduto a Vicano come presidente della SAF.

- Dei tre biodigestori previsti ormai si parla solo di quello di Anagni. I sindaci di Frosinone e Patrica si sono fermamente opposti.




sabato 24 luglio 2021

Anagni - Il Consiglio di Stato accoglie l'Appello delle associazione contro Saxa Gres

saxa gres anagnia.com min23 Luglio 2021 - Il giorno 8 luglio 2021 il Consiglio di Stato ha accolto l’appello sul ricorso proposto da Anagni Viva, Rete per la Tutela della Valle del Sacco (Retuvasa), Comitato residenti Colleferro contro la Regione Lazio e i Ministeri della Transizione Ecologica e della Salute, non costituiti in giudizio, nei confronti di Saxa Gres S.p.a., per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Tar) che aveva dichiarato improcedibile il ricorso.

I ricorrenti avevano presentato ricorso contro l’autorizzazione di un impianto produttivo di gres porcellanato, con recupero di rifiuti pericolosi, ovvero di scorie risultanti dal processo di termovalorizzazione di rifiuti. In sede giurisdizionale, il Consiglio di Stato ha accolto l’appello dei ricorrenti, e «[…] ha dedotto (primo motivo di appello) la nullità della sentenza di primo grado n. 12805/2020, resa dal T.a.r. per il Lazio, per violazione del contraddittorio» e «nella peculiarità della fattispecie, in un vulnus dello stesso a cagione del quale il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale accoglie l’appello e, per l’effetto, annulla la sentenza n. 12805/2020, resa dal T.a.r. per il Lazio, e rimette la causa al giudice di primo grado ai sensi dell’art. 105, comma 1, c.p.a.». Questa sentenza accoglie dunque le ragioni, rappresentate dal nostro legale, Avv. Vittorina Teofilatto, supportate da osservazioni e documentazioni raccolte con esclusiva attenzione alle motivazioni tecnico-scientifiche relative all’oggetto del ricorso, che sono state presentate dalle tre Associazioni ricorrenti, parte attiva insieme con i numerosi Comitati, Associazioni e Movimenti civici che costituiscono il Coordinamento Ambientale di Anagni, impegnato da oltre un decennio nel contrastare le problematiche, note e meno note, relative all’inquinamento ambientale.

Dopo questa sentenza, si aprirà una nuova fase processuale necessitata dal rinvio al primo giudice.
Ora siamo di fronte ad una nuova sfida, ardua per complessità e difficoltà. Fortunatamente, va rilevato che da alcuni giorni non soltanto il Coordinamento, ma altri movimenti civici e tanti singoli cittadini stanno animando un forte moto di opposizione al procedimento di autorizzazione da parte della Regione Lazio al progetto di un biodigestore per il trattamento dei rifiuti organici da installare nel territorio di Anagni, per il quale il Sindaco si è favorevolmente espresso. È una sfida che mette in gioco non soltanto la sostenibilità ambientale del territorio e la tutela della salute dei residenti, ma anche le residue aspirazioni ad un modello di autentico sviluppo sostenibile per il nostro territorio, ben altrimenti promosse ed operanti in altri contesti provinciali e regionali.È una sfida che richiederà chiarezza di intenti, individuazione di strumenti efficaci, collaborazione dei cittadini, per raggiungere l’obiettivo della revisione/annullamento della autorizzazione concessa.

Le Associazioni firmatarie dell’Appello al Consiglio di Stato :
Anagni Viva - Comitato residenti Colleferro – Rete per la Tutela della Valle del Sacco.
IL COORDINAMENTO AMBIENTALE DI ANAGNI
LE ASSOCIAZIONI:
ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, RAGGIO VERDE, DIRITTO ALLA SALUTE, QUARTIERE CERERE

 

domenica 4 luglio 2021

Anagni - Biodigestore, emergenza ambientale e rischio industriale

Il biodigestore andrebbe ad impattare su un territorio già fortemente compromesso:

- vi si trovano ben 7 aziende a rischio di incidente rilevante (legge Seveso bis) sulle 21 della valle del Sacco e sulle 69 della regione Lazio. Ogni anno la Prefettura di Frosinone predispone, secondo le norme, un piano d'emergenza (http://www.prefettura.it/frosinone/contenuti/54497.htm), dove viene indicato, in alcuni casi, proprio l'ospedale di Anagni come la struttura idonea più vicina (ved. p. es. Romana Chimici, Rivoira, Simmel Difesa, Oxido, PEE Energas Supino, PEE Huntzman S.r.l. Patrica ...). Come mai alcuni di questi piani non vengono aggiornati?

- è un'area SIN tra le 44 più inquinate d'Italia (dati del Ministero della Salute)
- presenta un tasso elevato di patologie tumorali anche infantili.
A questo proposito il Ministero della Salute nei “I 15 Mattoni del Servizio Sanitario Nazionale” del 2007 ha stabilito come prioritarie per l'emergenze le zone  in cui sono presenti «aree ad alto rischio, agglomerati industriali, raffinerie o ... qualunque altra area identificabile come “a rischio” ... Particolare valenza assume in tal senso il potenziale rischio chimico, nell'eventualità del verificarsi di vere e proprie maxi emergenze».
A ciò vanno aggiunti: l'autostrada, la TAV (con treni a 300 km orari), la Ferrovia, il metanodotto ecc.

giovedì 1 luglio 2021

Anagni Biodigestore - No delle associazioni ambientaliste

 Il procedimento di autorizzazione da parte della Regione Lazio al progetto di un impianto per il trattamento dei rifiuti organici (Biodigestore) da installare nel territorio di Anagni ha avuto inizio nel 2017 e giovedì 24 giugno 2021, a tre anni di distanza, si è svolto un Consiglio Comunale “aperto“, richiesto dai consiglieri di minoranza per discutere dell’argomento.

Al Consiglio erano presenti i Consiglieri di minoranza, alcuni della maggioranza e membri della Giunta, i responsabili amministrativi e tecnici della società proponente, Energia Anagni, il presidente della SAF (Società Ambiente Frosinone) i rappresentanti non soltanto di Anagni delle Associazioni e dei Comitati ambientalisti, esponenti sindacali, la stampa.

Una presenza molto significativa e forse non attesa, è stata quella di molti cittadini, nonostante il giorno lavorativo e l’ ora mattiniera, a riprova che la necessità di essere informati e di capire gli aspetti problematici del complesso problema è, fortunatamente, forte e avvertita da molti cittadini che però l’ Amministrazione non ha ritenuto di dover coinvolgere. Eppure la discussione riguardava un impianto destinato a trattare 84.00 tonnellate circa annue di rifiuti organici in un contesto territoriale gravato da molti e seri problemi di inquinamento ambientale, dalle loro conseguenze sulla salute e senza le necessarie strutture sanitarie.

Nelle tre Conferenze dei servizi che si sono svolte, il Sindaco ha espresso e confermato la sua posizione a favore del Biodigestore, limitandosi a rivendicare il suo impegno risoluto nel pretendere cautele e garantire controlli continui e severi quando l’ impianto sarà operativo.

E questo ha ribadito nei suoi interventi di sabato scorso, senza chiarire con quale struttura tecnico scientifica l’ Amministrazione Comunale pensa di garantire i necessari controlli che, peraltro, rientrano nella sfera di competenza di altri Enti e Autorità.

Negli interventi dei consiglieri di opposizione, concordi nel sostenere il No all’ impianto con diverse argomentazioni, è stata sottolineata la grave scelta dell’ Amministrazione di aver ignorato il dettato della Delibera del Comune di Anagni n. 8 del 30.03.2017 “ Atto di indirizzo in materia ambientale. Moratoria per gli impianti di trattamento rifiuti “ .

Moratoria che l’ allora Consiglio Comunale votò all’ unanimità. Ne facevano parte l’ attuale Sindaco e alcuni consiglieri dell’ attuale maggioranza , allora schierati all’ opposizione.

Tale delibera è tuttora vigente.

Sono seguiti gli interventi della Società proponente, ampi ed articolati, che non hanno apportato quei chiarimenti richiesti ripetutamente in sede di Conferenza dei Servizi dalle Associazioni Ambientaliste, che li avevano documentati scientificamente e tecnologicamente nelle Osservazioni presentate alle Conferenze e depositate agli Atti.

Nei loro interventi le Associazioni Anagni Viva e Comitato residenti, in rappresentanza del Coordinamento Ambientale hanno illustrato i loro dubbi e le loro perplessità e confermato il loro No all’ Impianto per le ragioni seguenti:

1° la capacità di trattamento dei rifiuti, 84.000 tonnellate annue, è più del doppio delle necessità del territorio provinciale che, dal Catasto Rifiuti ISPRA del 2019, risulta aver prodotto 36.488 ton. di Rifiuti. A ciò si aggiunge il problema dei Trasporti e la Regione stessa parla di un TIR ogni 7 minuti per ogni giornata e uno ogni 4 il sabato (senza ancora considerare quelli in uscita). Da ultimo l’ emanazione di odori, non esattamente profumati.

2° la collocazione dell’ impianto in un territorio con livelli di inquinamento alti ( Area SIN ) per la presenza di molte industrie già esistenti e per le conseguenze impattanti sull’ ecosistema e la salute umana, senza trascurare le possibili ricadute sfavorevoli per lo sviluppo economico e occupazionale ( stupefacente in proposito l’ intervento del rappresentante sindacale) oltre che per la penalizzazione delle prospettive turistiche, spesso invocate.

3° da sottolineare come in tutta questa vicenda manchi, come al solito, un parere della ASL, l’ unica autorità a poter dare una valutazione sulla compatibilità dell’ impatto di tale colossale impresa sull’ ambiente e la salute dei cittadini della Valle del Sacco.

Perché la ASL non si pronuncia? E perché nessuno ne invoca un parere? In primis le forze sindacali che dovrebbero avere a cuore la sorte della salute dei lavoratori?

25 mucche  furono trovate morte presso il rio Mola Santa Maria nel 2005

Saremo destinati a diventare il Collettore di Rifiuti di altri territori ? leggi Roma! Al momento sembra proprio così !

e queste sono le premesse, chi potrà garantire che le lavorazioni avvengano effettivamente secondo quanto assicurato dai tecnici della parte aziendale ?

Esisterà un organo di controllo a cui ci si potrà rivolgere e che potrà intervenire rapidamente in caso di emergenze?

Anagni non ha più nemmeno il Pronto Soccorso né il Punto di Primo Intervento!

Oppure, come al solito, l’attività di vigilanza sarà demandata alla buona volontà del Popolo inquinato ?

Il tragico passato dei disastri ambientali della nostra Valle ci insegna che senza chiarire questi elementi non si può approvare nessuna nuova attività industriale.

Ad oggi , con la delibera regionale del 10.06.2021 l’ iter autorizzativo per la concessione della VIA – valutazione di impatto ambientale- si è concluso positivamente, ma non ancora definitivamente.

Il Coordinamento Ambientale rafforzerà l’ impegno per informare e attivare la collaborazione di quanti, cittadini e associazioni vorranno contribuire ad approntare gli strumenti, anche legali e necessariamente costosi, per opporsi ad un Mega Impianto di Trattamento Rifiuti in questo territorio che non può né accettare né sostenere questa scelta.

nota stampa a cura del COORDINAMENTO DI ANAGNI PER L’AMBIENTE

LE ASSOCIAZIONI: ANAGNI VIVA, RETUVASA, COMITATO RESIDENTI COLLEFERRO, RAGGIO VERDE, ASSOCIAZIONE DIRITTO ALLA SALUTE, COORDINAMENTO INTERPROVINCIALE AMBIENTE E SALUTE VALLE DEL SACCO E BASSA VALLE DEL LIRI (al quale hanno aderito 32 tra associazioni e comitati), ASSOCIAZIONE QUARTIERE CERERE.

mercoledì 23 giugno 2021

Anagni, biodigestore. Qualche riflessione

 

A proposito del biodigestore che si vorrebbe realizzare ad Anagni per smaltire circa 84.000 tonnellate annue di rifiuti organici, avanziamo qualche considerazione:


-   Visto che nella provincia di Frosinone si producono circa 36.000 tonnellate annue di organico, è evidente che il nostro impianto dovrà smaltire rifiuti organici di altre province (Roma ecc.) e di altre Regioni. Consideriamo che in Ciociaria ci saranno altri due impianti simili (provincia spazzatura).

-    Da dove arriveranno i rifiuti da trattare?

-    Tutto questo comporterà un traffico incessante di camion su strade come le nostre già troppe congestionate e con scarsa manutenzione.

-    Al traffico dei camion che trasportano rifiuti va sommato quello dei carri bombolai che trasportano il metano prodotto dall’impianto. In entrata e in uscita sono previsti 52  camion al giorno  (ved tabella).

-   Sappiamo benissimo che un biodigestore non  è un inceneritore,  tuttavia impatta su una area SIN già altamente inquinata e che si dovrebbe bonificare.

-   Anche se un biodigestore immette circa il 30% di CO2 rispetto a un impianto tradizionale, tuttavia ci saranno sempre un impatto ambientale e ripercussioni sulla salute dei cittadini. Ci sarà anche un persistente cattivo odore.

-   Quale vantaggio ne trarrebbe la collettività? Non certo i posti di lavoro, che dovrebbero essere poco meno di una decina (ved tabella).

-    Si sa quali saranno le opere di compensazione? Il metano, ad esempio, sarà utilizzato per la città a prezzi molto vantaggiosi o avrà altre destinazioni?

-   Qual è la posizione dell'ASL/FR a riguardo?

A fronte di tutto questo, consideriamo il fatto che Anagni (Area industrializzata e con fabbriche ad alta pericolosità) è stata privata del suo ospedale e perfino del Punto di Primo Intervento, che è molto meno di un Pronto Soccorso. Finora abbiamo solo dato senza ricevere niente. Preferiremmo essere il baricentro della sanità della provincia piuttosto che della spazzatura. CR




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sabato 12 giugno 2021

Comunicato del Comitato Salviamo l’Ospedale di Anagni

Nelle ultime settimane il  problema Ospedale di Anagni è stato al centro  di un dibattito politico – amministrativo piuttosto acceso tra alcuni  esponenti dell’ Amministrazione comunale di Anagni e i rappresentanti politici cittadini e regionali.

Il Comitato, che non ha mai distolto l’ attenzione al problema, ha contribuito  al  mantenimento e all’ampliamento dei servizi ambulatoriali e, in ordine di tempo, all’ apertura di un centro vaccinale presso l’ ospedale e, successivamente, con il diretto intervento del Sindaco e dell’ amministrazione, l’ apertura di  un centro “ open day “, presso il centro sportivo di Anagni.

Nell’ incontro più recente, il Comitato ha sollecitato il Sindaco ad avviare un’ azione  legale che faccia riferimento alla recente sentenza del Consiglio di Stato, riguardante la riapertura dell’ ospedale  S. Giacomo  di Roma, per sottolineare le possibili analogie  con il caso  Anagni e seguirne gli sviluppi.

L’azione legale dell’Amministrazione, già annunciata, deve essere avviata al più presto e senza ripensamenti anche per costringere la Regione a dare una risposta. Purtroppo in passato troppe volte agli annunci non hanno fatto seguito i fatti.  

Smantellata  nel corso degli ultimi  dieci anni da una folle  politica di tagli, la sanità  pubblica locale è stata privata dalla Regione Lazio e soprattutto dall’ASL/FR  delle fondamentali risorse strutturali e organizzative, del personale  medico ed infermieristico necessario, delle  attrezzature  e degli strumenti operativi per garantire non soltanto i livelli essenziali di assistenza e di cura ma persino  ogni possibile intervento  per l’ urgenza e l’ emergenza di una popolazione  di circa 80.000 abitanti!

L’emergenza Covid  ha  rivelato quanto queste  scelte siano state  letali !

Ma  ecco il paradosso :  Anagni ed il suo territorio sono il centro di insediamenti industriali molto importanti e attualmente in fase di crescita, di attività  commerciali diffuse. Anagni è sede di  istituti scolastici di eccellenza, pubblici e privati,  di ogni ordine e grado,   frequentati da  migliaia di studenti e di due  Convitti  nazionali e uno regionale. Infine ha un flusso turistico costante  e molto ragguardevole specie in questa fase di ripartenza. Anagni e la zona nord della Ciociaria sono volano produttivo di ricchezza e quindi di risorse per il pubblico erario.                                            

Eppure…è priva di una struttura di Primo intervento e di Pronto Soccorso!

Questa realtà segnalata più volte nelle  sedi opportune è di fatto  ignorata nelle  scelte decisionali degli enti  preposti e maldestramente rappresentata dai politici espressi dal territorio. 

E’ esemplare  quanto accaduto in Consiglio regionale  qualche settimana fa, quando la  mozione presentata da un gruppo consiliare nella  quale  si chiedeva la riapertura dell’ Ospedale, pur votata dalla  maggioranza dei presenti, non è passata per l’assenza di tre consiglieri e la conseguente  mancanza  del numero legale. Una mozione  non può modificare una legge  vigente ma, probabilmente, nelle intenzioni dei promotori   era un modo per sollevare il problema.

Quel che è grave , in questo episodio, è che gli assenti, esperti riconosciuti in materia  sanitaria,  rappresentavano, incredibilmente, proprio gli elettori della  nostra provincia.  Tuttavia, ad alcuni di essi va riconosciuta una imperterrita  coerenza nel respingere, con toni indignati, ogni  intervento di qualunque tipo che riguardi la  sanità anagnina e dei centri vicini.

Noi del Comitato, pertanto, ci rendiamo conto che è necessario continuare nelle  richieste più volte  avanzate, per migliorare i servizi già presenti nell’ Ospedale e riattivare  quelli cancellati, con iniziative di dialogo e collaborazione con le  amministrazioni di riferimento per promuovere  e  sostenere una  visione organica e vitale, veramente  nuova,  della  sanità pubblica, in risposta  alla   realtà della  situazione e alle  esigenze  presenti, per  ribadire con forza il diritto primario del bene della  salute. A tale proposito sarebbe un atto di vera buona volontà individuare un responsabile della struttura sanitaria anagnina che sia disponibile a raccogliere le proposte dei cittadini e lavori, seriamente, per una prospettiva di reale crescita dei servizi a beneficio della salute della popolazione dell’area nord della provincia di Frosinone. Pretendiamo per questa missione un professionista esperto e stabile, vero punto di riferimento e  garante dell’effettivo rilancio della struttura!

Per una  doverosa informazione dei cittadini pubblicheremo tra qualche giorno  l’ elenco dei servizi  attualmente presenti  nel presidio Sanitario di  Anagni.

 

Anagni, 12 GIUGNO 2021

Il Comitato  “  Salviamo l’Ospedale di Anagni “

Anagni Scuola Futura, Associazione Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Associazione Quartiere Cerere, Comitato Ponte del Papa,   Comitato Residenti Colleferro, Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della Valle  del Sacco ).

Per info:

telefonare al  n.:  3930723990.

mail: info@dirittoallasalute.com.

Per aggiornamenti: anagniscuolafutura.blogspot.com

www.anagniviva.org

www.dirittoallasalute.com

 https://www.facebook.com/groups/291515020861180

sabato 29 maggio 2021

Anagni - Improvvisa scomparsa di Alberto Atturri

 L’improvvisa scomparsa di Alberto Atturri, ci lascia sconvolti. Alberto, già dipendente dell’ospedale e sindacalista, è stato nel 2011 tra i firmatari del ricorso al TAR contro la chiusura dell’ospedale di Anagni. Come membro del Comitato “Salviamo l’ospedale di Anagni” si  è impegnato sempre per la difesa della sanità del territorio. 

I funerali di Alberto Atturi si svolgeranno lunedì 31 maggio alle ore 11 presso la Cattedrale di Anagni.





 Nella foto Alberto, sotto le bandiere, alla manifestazione a Roma per l’ospedale (2011).

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Il Comitato "Salviamo l'Ospedale di Anagni" ricorda con affetto e stima l'amico Alberto Atturi. La sua scomparsa improvvisa e dolorosa ha lasciato in tutti un grande sconforto ma anche un sentimento di gratitudine per l'impegno convinto a sostegno delle iniziative del Comitato. Esprimiamo la nostra sincera partecipazione e condivisione del dolore a tutti i suoi familiari e invitiamo i soci e gli amici di Alberto, come deciso dalla sua famiglia, ad una libera donazione alla DAS in sua memoria.

(Cod iban da utilizzare: IT60C0834474290000001849708)

Le associazioni:
Anagni Scuola Futura, Associazione Anagni Viva, Associazione Diritto alla
Salute, Associazione Quartiere Cerere, Comitato Ponte del Papa,
Comitato Residenti Colleferro, LegaAmbiente Circolo di Anagni,
Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della Valle del Sacco ).


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News - Venerdì 27 maggio 2022 alle ore 12.00 presso il PAT di Anagni (ex pronto soccorso dell’Ospedale Civile) si terrà la cerimonia della donazione di un defibrillatore e di attrezzature per la fisioterapia che la famiglia di Alberto Atturri ha donato al presidio di Anagni.

 https://www.facebook.com/groups/291515020861180

venerdì 7 maggio 2021

Anagni - Continua l'emarginazione della sanità nel nord della Ciociaria

La non attivazione dell’Hub vaccinale presso il campo sportivo di Anagni, come proposto dal Sindaco, insieme alla vaccinazione con il freno tirato presso il nostro presidio ospedaliero dimostrano la preclusione verso la sanità del nostro territorio. Basti pensare che in circa 20 Km sono concentrati ben 4 grandi hub vaccinali (Frosinone, Alatri, Ceccano,Torrice). https://www.facebook.com/DanieleNataliaSindaco/posts/839358806659104

Il principio a monte è molto semplice: Anagni non deve emergere, perché il punto di riferimento della zona Nord è l’ospedale di Alatri. Lo dimostra anche l’assurda chiusura del Punto di Primo Intervento, unico nel Lazio e non previsto dalla Regione.

Indipendentemente dagli Hub per i vaccini, devono partire realmente e al più presto le azioni legali per il nostro ospedale, che è frutto di una donazione ottocentesca, basandoci anche sulla sentenza per il San Giacomo di Roma. A riguardo sarebbe opportuno prendere contatti con gli avvocati di Ceprano, che si trova nella stessa situazione.https://www.facebook.com/groups/291515020861180/permalink/4328940407118601/





lunedì 26 aprile 2021

Anagni - Il 26 aprile del 121 d.C. nasceva a Roma Marco Aurelio (2019)

Il 26 aprile del 121 d.C. nasceva a Roma Marco Aurelio. Questo imperatore filosofo, che frequentava la proprietà imperiale di Villa Magna, nelle sue lettere al maestro Frontone parla anche di Anagni. La descrive come una  antica città piccola, ma con una forte impronta di religiosità. Non c’era un angolo che non avesse un santuario, un’area sacra o un tempio; vi erano inoltre conservati libri di lino molto antichi relativi a cose sacre. Uscendo aveva letto sulla porta un’iscrizione: «flamine prendi il samentum» il cui significato gli era oscuro. Chiese spiegazioni a una persona del luogo; questi rispose che samentum era un’antica parola ernica che indicava la pelle della vittima che il flamine poneva sul capo quando entrava in città.

 Marco Aurelio scrisse anche una opera filosofica intitolata "Pensieri" 

 "Devi sempre agire, parlare e pensare, come se fosse possibile che tu, in quell'istante, lasciassi la vita". 

 «Dal mattino comincia a dire a te stesso: incontrerò gente vana, ingrata, violenta, fraudolenta, invidiosa, asociale; tutto ciò capita a costoro per l'ignoranza del bene e del male. Io, invece, che ho capito, avendo meditato sulla natura del bene,...». CR




Anagni - Villa Magna. Foto C.Ribaudo
Foto da: Honos et Virtus


mercoledì 14 aprile 2021

Fabio Valente, il generale anagnino di Nerone

 Il 14 aprile del 69 d.C., dopo la morte di Nerone, si scontrarono i pretendenti al trono Otone e Vitellio. La battaglia di Bedriaco, vicino Cremona,  in cui persero la vita circa quarantamila uomini, si concluse con il trionfo dell’esercito di Vitellio, guidato dai generali Aulo Cecina Alieno e Fabio Valente, originario di Anagni.

Fabio Valente, nato ad Anagni nel 35 d.C., era di famiglia equestre. In giovane età fece parte del Collegium Iuvenum anagnino. Divenne uno dei favoriti di Nerone che in seguito lo nominò legato della Legio I in Germania. Condusse brillantemente una campagna militare contro i Catti e represse la rivolta di Giulio Vindice. Dopo la battaglia di Bedriaco fu nominato console, ma rivestì il consolato per pochissimo tempo, perché, in seguito all’affermazione di Vespasiano, fu fatto prigioniero e poi giustiziato a Urbino nello stesso 69.  CR

https://jt1965blog.wordpress.com/2020/04/13/prima-battaglia-di-bedriaco-14-aprile-69-d-c/

                               Et in Arcadia Ego


Anagni. Le sostruzioni romane (fine II sec. a.C.) in via Bagno


martedì 13 aprile 2021

Risposta del Commissario Figliuolo al Comitato “Salviamo l’Ospedale di Anagni” - Azioni legali a difesa dell'ospedale

Auspichiamo che l'amministrazione intraprenda al più presto le azione legali, anche  sulla base della sentenza a favore del San Giacomo di Roma. La nostra vigilanza sarà attiva, viste le precedenti  promesse di azioni legali quasi mai  mantenute.


"Qualche settimana  fa il Comitato. "Salviamo l’Ospedale di Anagni” ha inviato al Commissario per l’ Emergenza  Covid 19,  gen.  Francesco Paolo Figliuolo una lettera aperta nella quale si sottolineava con fermezza la presenza di spazi attrezzati nella struttura del Presidio sanitario di Anagni, rispondenti alle esigenze di assistenza e supporto richieste attualmente dall' emergenza Covid 19 e, in prospettiva, al ripristino dei servizi di assistenza e urgenza di cui la città e il territorio circostante hanno estrema necessità. La risposta pervenuta , che riportiamo  in questa  nota, ci fa certamente piacere e, anche se non si annunciano interventi miracolosi a portata di mano, ci dice che le nostre richieste saranno considerate e, in particolare “....alla  luce di quanto indicato, le capacità che l’area segnalata offre saranno opportunamente  messe  a  sistema  con quelle operative  nella  Regione ……."

E’ una forma di impegno che ci spinge, in ogni caso, a non  rinunciare, né ad indebolire le iniziative avviate in questi anni per poter restituire  ad Anagni e al suo territorio l’ assistenza sanitaria  dovuta, poiché Anagni è il punto di riferimento  di una popolazione di circa  80.000 abitanti che vive in un’area  in gran parte montana e disagiata ed è un centro industriale  molto importante per la specificità e la qualità degli insediamenti  presenti. A ciò si aggiunge la presenza di Istituti scolastici di ogni ordine e grado, frequentati da un numero molto alto di studenti, provenienti  anche  dai paesi  vicini.

Oggi la drammatica  esperienza  della  pandemia  continua  a chiedere  a tutti decisioni all’ altezza  del momento e così,  come si è riusciti ad avere l’ apertura di un Centro Vaccini, presso l’ Ospedale, apprezziamo la  notizia che l’ Amministrazione  Comunale propone di allestire,   nello spazio del Palasport,   un Centro Vaccini in grado di aumentare  il numero dei vaccinati per accelerare la campagna in corso.

Un’ altra  recentissima  notizia che potrebbe  rimettere in discussione la chiusura dell’ Ospedale arriva dalla sentenza del Consiglio di Stato che ha  annullato quella  dell’ex  Ospedale   San Giacomo in  Roma, accogliendo il ricorso  presentato.

Si  apre in tal modo  anche  per l’ Ospedale di  Anagni  la  possibilità di un ricorso finalizzato alla richiesta   di annullamento della  sentenza di chiusura, ma dovrebbe  essere presentato dal Sindaco per l’ autorità che gli deriva  dalla sua funzione. La  richiesta raccoglierebbe  certamente il    sostegno  della  popolazione, non solo cittadina, e si avvierebbe così un iter giudiziario che  potrebbe riservare anche inaspettate  soluzioni. Da parte nostra solleciteremo l’amministrazione affinché promuova al più presto le opportune azioni legali e che vigileremo sul loro andamento.

Ricordiamo che siamo tuttora in attesa dell’esito del ricorso promosso a suo tempo dal nostro Comitato  al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR che respingeva, in prima istanza, il nostro ricorso contro la chiusura dell’Ospedale Civile di Anagni."               

 Il Comitato  “ Salviamo l’Ospedale di Anagni “

Anagni Scuola Futura, Associazione Anagni Viva, Associazione Diritto alla Salute, Associazione Quartiere Cerere, Comitato Ponte del Papa, Comitato Residenti Colleferro, Lega Ambiente Circolo di Anagni, Re.Tu.Va.Sa.( Rete per la Tutela della Valle  del Sacco ).

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