venerdì 27 marzo 2026

Quali vantaggi avrà Anagni dal Biodigestore?

 

Il sindaco Daniele Natalia dovrebbe spiegare alla città:

Quali vantaggi avrà Anagni dalla realizzazione di un biodigestore da 84000 tonnellate che tratterà l’organico anche di altre regioni, avrà un forte impatto ambientale, genererà un traffico di 290 camion a settimana e darà lavoro soltanto a 6 persone?
Perché i sindaci di Frosinone e Patrica si sono opposti alla realizzazione di un biodigestore nel loro territorio?
Perché il sindaco Natalia ha questo atteggiamento altalenante nei confronti del biodigestore?
Il 24 dicembre 2020, alla vigilia di Natale (guarda un po’!), ne aveva approvato la realizzazione, poi in vista delle elezioni del 2023 aveva fatto marcia indietro e aveva promosso un’azione legale contro il biodigestore, costata 30.000 euro. Adesso ritira questa azione legale, senza nemmeno convocare il Consiglio comunale, e dice di nuovo Si all'impianto.
Ci auguriamo che i ricorsi promossi dai cittadini contro il biodigestore vadano in porto. Ricordiamo che l'unico ricorso contro la chiusura dell'ospedale fu bocciato dal TAR perché promosso dai cittadini e non dall'amministrazione comunale, di cui Natalia era vicesindaco.
Ci auguriamo che i ricorsi promossi dai cittadini contro il biodigestore vadano in porto. Ricordiamo che l'unico ricorso contro la chiusura dell'ospedale fu bocciato dal TAR perché promosso dai cittadini e non dall'amministrazione comunale, di cui Natalia era vicesindaco.
Riportiamo un articolo del 2021 sulle caratteristiche del biodigestore:
Il 28 marzo, dalle 16,30, ci sarà una assemblea pubblica contro il biodigestore:
La battaglia contro il biodigestore per essere vinta deve poter contare sulla partecipazione di tutte le forze politiche e le associazioni unite per questo scopo.


sabato 14 marzo 2026

Anagni - Referendum Costituzionale del 22-23 marzo. Le ragioni per dire NO

La manifestazione del fronte del NO di oggi, 14 marzo, presso la sala della Ragione, è stata molto partecipata. I relatori hanno spiegato con parole chiare – impresa non facile – che se vince il sì viene leso un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione. La separazione e il bilanciamento dei poteri sono infatti la garanzia dell’ordinamento democratico. Non a caso la nostra è una Costituzione antifascista nata dopo, e in reazione a un ventennio di dittatura con la magistratura assoggettata al potere politico. Sono stati analizzati vari punti della riforma: la separazione delle carriere, che renderà il Pubblico Ministero un accusatore dal quale si potrà difendere solo chi sarà in grado di pagarsi un buon avvocato; la divisione del Consiglio Superiore della Magistratura e il sorteggio tra magistrati e membri laici squilibrato a favore di questi ultimi, scelti dalla politica. Questa riforma non risolve nessuno dei problemi della giustizia: carenza di personale (i giudici sono circa la metà della media europea), mancanza di un sistema digitalizzato funzionante e altre problematiche che sono alla base dei tempi lunghi della giustizia. 
Un ringraziamento agli organizzatori.







Foto Carlo Ribaudo